
Il nome di Amal Khalil da ieri è purtroppo presente sulle pagine di tutto il mondo. Era una giornalista, ed è stata uccisa durante un raid dell'esercito israeliano nel Libano meridionale, dove si trovava come inviata del giornale Al-Akhbar.
La sua fine e la sua professione sono ciò di cui si sta, principalmente, parlando sui media internazionali, dove emergono sempre di più i dettagli su doppio attacco condotto da Israele con dei droni che hanno prima colpito l'auto su cui viaggiava e poi il luogo in cui si era riparata. Non c'è stato però nulla da fare e Khalil, secondo l'organizzazione internazionale "Committee to Protect Journalists", entra a far parte della lista degli 11 i giornalisti uccisi in Libano dal 7 ottobre 2023.

C'è un aspetto, però, della sua vita che merita ulteriormente di essere messo in luce, perché in Libano la reporter di 42 anni non solo faceva il suo lavoro ma si occupava anche della tutela degli animali colpiti anche loro dalla guerra. A tributarle onore nelle ultime ore sono le associazioni locali che ricordano, appunto, il suo impegno per la salvaguardia dei cani, gatti e altri animali di cui cercava in tutti i modi di far conoscere le condizioni e di prendersene cura.
Animals Lebanon, in particolare, ha pubblicato un video in cui si vede Amal insieme a diversi cani cui ha prestato aiuto durante la sua attività di giornalista di guerra. Scrivono dall'associazione locale: "Siamo profondamente addolorati per la perdita della giornalista Amal Khalil, che è stata uccisa in un attacco aereo. Oltre al suo lavoro, Amal ha dimostrato compassione nei momenti che contavano, prendendosi cura degli animali. In mezzo a tutto, non ha distolto lo sguardo. Amal morta da martire ieri, diventando una delle giornalisti bersagliate da Israele. Oggi, la ricordiamo come una persona gentile e compassionevole, la cui empatia si estende ai più vulnerabili. La perdita di persone come Amal è una perdita per tutti noi. Possa riposare in pace 🕊️".
Sul suo profilo Instagram, uno degli ultimi video postati è dedicato a un gruppo di cavalli allo stato brado in mezzo alle macerie a causa della guerra. Scriveva Amal: "Tre cavalli dispersi tra gli avidi e i costruttori dopo essere stati sfollati da chi li accudiva".