
Quello che è successo al largo delle coste dell'Oman è una vera e propria strage di animali e le cause sembrano legate alla guerra in corso nell'area per le questioni tra Iran, Usa e Israele: sono circa 4.000 le pecore e le capre che sono morte dopo che una nave mercantile ha preso fuoco ed è affondata.
L'ultimo report della MSV Haji Ali, questo il nome dell'imbarcazione battente bandiera indiana, è registrato su Marin traffic, un sito che monitora le navi in tutto il mondo. Risale a nove giorni fa, ovvero al momento in cui la nave di legno è stata divorata dalle fiamme. Stessa sorte è toccato al bestiame a bordo, mentre sono stati tratti in salvo i membri dell'equipaggio.
L'imbarcazione era in viaggio dal porto di Berbera, in Somalia, a Sharjah, negli Emirati Arabi Uniti, nell'ambito del commercio di animali vivi tra l'Africa orientale e la regione del Golfo. Secondo quanto dichiarato ai media locali da Rohan Joshi, comproprietario della MSV Haji Ali: "Sono il proprietario della nave con numero di registrazione BDI 1492, che purtroppo è stata colpita da un attacco aereo mirato, con conseguente distruzione di un'imbarcazione battente bandiera indiana. Si tratta della seconda tragedia dopo quella della MSV Noor-e Suleimani. La Haji Ali era impegnata in un legittimo traffico marittimo civile, trasportando bestiame dalla Somalia agli Emirati Arabi Uniti".
La guerra porta conseguenze orribili non solo per gli esseri umani e questo episodio solleva anche proprio la questione del traffico di animali vivi che vengono comunque trasportati in pessime condizioni e per i quali non vi è via di scampo in situazioni disastrose come queste, in assenza di protocolli per il salvataggio del "carico" che comunque era destinato all'allevamento o alla macellazione.
Si ritiene, in questo caso, che gli animali siano morti a causa dell'incendio, dell'inalazione di fumo o per annegamento.
“Non possiamo distogliere lo sguardo dall’immensa sofferenza che questi animali hanno patito nei loro ultimi istanti di vita. Rinchiusi, spaventati e incapaci di fuggire, le loro vite si sono concluse in uno dei modi più orribili immaginabili”, ha dichiarato l’organizzazione per la protezione degli animali Four Paws.