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23 Giugno 2026
8:00

La storia della biologa Iroro Tanshi e del pipistrello creduto estinto che ha ritrovato in Nigeria

La biologa Iroro Tanshi ha ritrovato un rarissimo pipistrello che si credeva estinto in Nigeria. E grazie al suo impegno per la conservazione, ha vinto anche il prestigioso Goldman Environmental Prize.

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La biologa Iroro Tanshi e il piccolo pipistrello Hipposideros curtus riscoperto in Nigeria. Foto di Etinosa Yvonne via Small Mammal Conservation Organization

Si pensava ormai fosse scomparso per sempre e invece, nascosto tra le foreste pluviali della Nigeria sud-orientale, continuava a sopravvivere lontano dagli occhi del mondo. La storia del pipistrello Hipposideros curtus è una di quelle sempre più rare che finiscono a lieto fine, quando si parla di biodiversità e conservazione della natura. La sua riscoperta in Nigeria è oggi tornata sotto i riflettori grazie al riconoscimento assegnato alla biologa Iroro Tanshi, premiata nel 2026 con il prestigioso Goldman Environmental Prize per il suo lavoro nella conservazione.

Tutto è iniziato nel 2016 durante una spedizione di ricerca nel Parco Nazionale di Cross River e nel Santuario faunistico di Afi Mountain, una delle aree forestali più importanti della Nigeria. Tanshi stava catturando e identificando pipistrelli per il suo dottorato quando si è imbattuta in un chirottero dall'aspetto insolito.

Il momento della riscoperta a sorpresa

"Sembrava molto diverso dagli altri, con orecchie particolarmente grandi", ha raccontato la ricercatrice in un'intervista al Guardian. Consultando poi le guide per l'identificazione dei pipistrelli, Tanshi ha capito di trovarsi davanti a una specie che non veniva osservata in Nigeria dagli anni Settanta. "Quello è stato il momento che ha cambiato tutto. In realtà, c'è stato l'attimo della cattura e poi il momento in cui ho realizzato tutto, tipo: ‘Oh mio Dio'", ha detto Tanshi.

Per confermare la scoperta, il team ha installato particolari sistemi di cattura utilizzati dagli zoologi, come le reti usate anche nell'inanellamento degli uccelli e le cosiddette "harp trap", trappole "ad arpa" che permettono di intercettare i pipistrelli durante il volo senza ferirli. Nel corso delle successive ricerche sono stati individuati altri 15 individui, confermando quindi che la specie era ancora viva. La scoperta ha rappresentato la prima segnalazione in Nigeria dopo 45 anni e la prima in cinque anni in Africa centrale, tra Camerun e Guinea Equatoriale.

Un pipistrello minuscolo in serio pericolo di estinzione

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Il pipistrello Hipposideros curtus è considerato "In pericolo (EN)" nella Lista Rossa IUCN

Il pipistrello Hipposideros curtus – conosciuto in inglese come "short-tailed roundleaf bat" – è un chirottero molto piccolo e pesa appena 7 grammi. Ha grandi orecchie, occhi relativamente piccoli e una caratteristica struttura carnosa sul naso usata per l'ecolocalizzazione, il sistema con cui i pipistrelli si orientano nel buio emettendo suoni e interpretandone l'eco. Si nutre di frutta, polline, nettare e insetti, contribuendo così anche all'impollinazione delle piante e al controllo delle popolazioni di insetti.

La gioia della riscoperta è stata però seguita subito dalla preoccupazione. Appena due settimane dopo il ritrovamento, un incendio boschivo ha attraversato l'area in cui vivevano i pipistrelli, costringendo i ricercatori ad abbandonare temporaneamente il sito. Inoltre, Tanshi ha scoperto che, nonostante l'area fosse protetta, i pipistrelli continuavano a essere cacciati e perseguitati, spesso a causa di pregiudizi culturali che li associano a cattivi presagi o malattie. La specie è infatti considerata "In pericolo (EN)" nella Lista Rossa IUCN.

Un'organizzazione in difesa dei piccoli mammiferi africani

Per affrontare queste minacce, la biologa e il collega Benneth Obitte hanno fondato la Small Mammal Conservation Organization (SMACON), un'organizzazione dedicata alla tutela dei piccoli mammiferi africani. Negli anni successivi hanno così creato squadre di sorveglianza forestale, fornito attrezzature antincendio alle comunità locali e avviato programmi educativi nelle scuole per sensibilizzare bambini e ragazzi sull'importanza dei pipistrelli e sulla prevenzione degli incendi.

Secondo i promotori del progetto, queste iniziative hanno contribuito a ridurre drasticamente il numero di incendi nell'area protetta. La storia di questo piccolo chirottero e della biologa che lo ha ritrovato dimostra che anche specie considerate ormai perse possono ancora riservare sorprese. Tuttavia, la riscoperta è solo il primo passo: senza protezione degli habitat, ricerca scientifica continua e coinvolgimento delle comunità locali, gli animali "ritrovati" rischiano di scomparire di nuovo. Questa volta per sempre.

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