
Le antenne degli insetti sono da sempre considerate il loro principale organo sensoriale legato all'olfatto. Un nuovo studio, tuttavia, suggerisce che almeno una particolare specie di falena potrebbe percepire alcuni odori anche attraverso le ali. La protagonista di questa scoperta è la sfinge del tabacco (Manduca sexta), un grande lepidottero diffuso nelle Americhe e noto per deporre le uova sulle piante di tabacco e su altre specie della stessa famiglia.
Come le ali di molti altri insetti, anche quelle di questa grande falena sono ricoperte da minuscoli "peli", invisibili a occhio nudo. Finora si pensava che queste strutture servissero soprattutto a migliorare la stabilità durante il volo e, in alcuni casi, a percepire sostanze chimiche attraverso il contatto. Lo studio, pubblicato sulla rivista Journal of Experimental Biology, mostra invece che alcuni di questi peli potrebbero avere anche una funzione olfattiva.
Per arrivare a questa conclusione, i ricercatori hanno osservato i peli delle ali con microscopi ottici ed elettronici. Hanno così scoperto che sono attraversati da minuscoli pori, una caratteristica tipica delle strutture coinvolte nella percezione degli odori. Successivamente hanno quindi utilizzato una tecnica sperimentale chiamata elettroglottografia (EGG), che permette di registrare l'attività elettrica delle ali quando vengono esposte a diverse molecole odorose.

Tra le sostanze testate, due hanno provocato una risposta chiara: la pirrolidina e la piperidina. Si tratta di ammine, composti organici derivati dall'ammoniaca, spesso associati agli odori intensi della materia in decomposizione. Attraverso modelli di intelligenza artificiale, gli autori hanno inoltre previsto che queste molecole si leghino in modo efficace ai recettori presenti sui peli delle ali, rafforzando l'ipotesi che siano specializzati nel riconoscere proprio questi odori.
Queste due sostanze, però, non si trovano solo nei materiali in decomposizione. Fanno infatti parte anche del profilo odoroso delle piante di tabacco, che rappresentano uno dei luoghi preferiti dalla falena per deporre le sue uova. Secondo gli autori, le ali potrebbero quindi aiutare l'insetto a individuare le piante più adatte alla riproduzione, affiancando il lavoro già svolto dalle antenne.
Se questa funzione sarà confermata da ulteriori studi, la scoperta potrebbe cambiare il modo in cui gli scienziati interpretano il ruolo delle ali negli insetti. Non sarebbero più soltanto strutture indispensabili per il volo o per la comunicazione visiva, ma anche strumenti in grado di raccogliere informazioni chimiche dall'ambiente, un ruolo del tutto inatteso e che potrebbe influenzare anche il comportamento di alcuni insetti quando cercano le piante più adatte per deporre le uova.