
Il ragno più veloce del mondo non salta e non "rotola" come fanno alcune specie per fuggire dai predatori: corre. E lo fa a una velocità sorprendente, fino a circa 3,5 metri al secondo, precisamente 3,59. A conquistare questo primato è un ragno cacciatore (Heteropoda cervina/jugulans) che vive in Australia, protagonista di uno studio pubblicato in pre-print sulla piattaforma bioRxiv che ha confrontato le prestazioni di corsa di diverse specie di ragni.
Per capire quanto sia rapida questa velocità basta un paragone: 3,5 metri al secondo significa coprire più o meno la lunghezza di un'utilitaria in poco più di un secondo. Per un animale così piccolo è un risultato notevole, che aiuta a capire quanto l'evoluzione abbia modellato il corpo dei ragni in base al loro stile di vita.
Il precedente record nei ragni e perché questo caso è diverso

Finora il ragno comunemente accettato come il più veloce del mondo era il cosiddetto flic-flac o ragno ruota marocchino (Cebrennus rechenbergi), in grado di raggiungere circa 1,7 metri al secondo. Ma c'è un dettaglio molto importante: questa specie non si sposta correndo, almeno non per come lo intendiamo comunemente.
Quando è spaventato, infatti, si muove con una sorta di capriola rapida e continua, trasformando il corpo in una ruota che rotola sulla sabbia. È una strategia di fuga molto efficace, ma diversa dalla corsa vera e propria. Per questo motivo alcuni ricercatori ritengono più corretto non confrontarlo con quelle specie che invece usano le zampe per correre nel modo più tradizionale del termine.
Secondo i ricercatori, la velocità dei ragni dipende in parte dalla taglia e dalle dimensioni dell'animale. In generale, i ragni più grandi tendono infatti a essere anche quelli più veloci. Ma la dimensione da sola non basta a spiegare tutto. A fare la differenza è soprattutto il modo in cui il corpo è "costruito".
Perché alcuni ragni sono così veloci

I ragni corridori più efficienti sembrano avere zampe relativamente più lunghe rispetto al resto del corpo e che funzionano come una sorta di "marcia in più": permettono di allungare il passo e di coprire più terreno in meno tempo. Al contrario, lo studio ha trovato meno importante un altro fattore che poteva sembrare invece intuitivo, cioè la sottigliezza degli arti. Anche il fatto che un ragno viva più spesso oppure no su una ragnatela, a sorpresa, non sembra influenzare in modo decisivo la velocità di corsa.
Lo studio ha riservato anche un'altra sorpresa. Tra le specie analizzate c'era infatti anche un minuscolo ragno arancione, Oonops pulcher, che pesa appena 0,1 milligrammi, ma che riesce comunque a muoversi a oltre 20 centimetri al secondo. In termini assoluti è molto più lento del ragno australiano, ma se si considera la sua taglia minuscola la prestazione è impressionante.
Questo mostra che la corsa dei ragni non dipende solo dalla forza o dalla massa, ma da un equilibrio molto più complesso e raffinato tra fisica, anatomia ed evoluzione. Si tratta infatti di una serie di adattamenti costruiti nel tempo in risposta alle esigenze di ciascuna specie. È probabilmente questo l'aspetto più deciso.
Caccia e fuga, la velocità è una questione di adattamento

Per gli studiosi, infatti, il comportamento e lo stile di vita di un animale conta moltissimo. Un ragno che deve inseguire prede o scappare rapidamente da un predatore può trarre un vantaggio enorme dalla velocità. E sono proprio queste pressioni evolutive ad aver favorito, in alcune specie, lo sviluppo di corpi meccanicamente più adatti alla corsa.
Il nuovo record del ragno cacciatore australiano, quindi, spiega come in molti altri animali la velocità non è altro che il risultato di una lunga storia evolutiva in cui forma del corpo, comportamento e ambiente si influenzano come sempre a vicenda. E in questo specifico caso, a fare la differenza, sembrano essere soprattutto quelle zampe lunghe che per un ragno possono valere quanto un paio di scarpe da corsa.