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25 Maggio 2026
17:32

I tordi migratori fanno il nido sulla ruota e il pick-up non può essere ritirato: il caso in una concessionaria del Kansas

Una coppia di tordi migratori costruisce il nido sulla ruota di un pick-up appena venduto in Kansas: il veicolo resta fermo perché il nido è protetto dalla legge e la concessionaria ne approfitta per farsi un po' di pubblicità.

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Il nido costruito proprio sulla ruota del pick–up. Foto di Olathe Ford Lincoln

In una concessionaria del Kansas, negli Stati Uniti, un pick-up nuovo di zecca è rimasto fermo nel parcheggio anche dopo essere stato venduto. Il motivo non è però un problema meccanico né un ritardo burocratico: una coppia di tordi migratori ha costruito il nido proprio sopra una delle ruote del veicolo.

La storia arriva da Olathe, una cittadina americana nello Stato del Kansas, dove la concessionaria Ford locale ha scoperto alcune settimane fa una femmina di tordo migratore (Turdus migratorius) intenta a costruire il proprio nido sopra lo pneumatico di un pick-up. Nel giro di pochi giorni l'uccello ha poi deposto quattro uova azzurre, colore tipico per questa specie.  Sono poi nati anche i piccoli e da quel momento il pick-up non ha più potuto lasciare il parcheggio della concessionaria, nonostante fosse già stato acquistato da un cliente.

Negli Stati Uniti, infatti, il tordo migratore è protetto dal Migratory Bird Treaty Act, una legge federale del 1918 che tutela molti uccelli migratori, i loro nidi e le uova. Questo significa che nella maggior parte dei casi non è possibile disturbare un nido attivo o spostarlo senza autorizzazione.

La concessionaria ha approfittato della curiosa vicenda per farsi un po' di pubblicità, raccontando tutta la vicenda sui social e pubblicando foto e video dei piccoli uccelli sistemati sullo pneumatico del grande pick-up. Il caso è diventato poi rapidamente virale e ha attirato l'attenzione di migliaia di persone, anche perché il cliente che aveva comprato il mezzo ha deciso di aspettare con pazienza che i piccoli crescessero e lasciassero il nido.

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La specie protagonista di questa storia è il tordo migratore (Turdus migratorius), conosciuto anche come pettirosso americano, una specie molto comune in Nord America

"Vogliamo ringraziare i nostri clienti per essere stati così comprensivi e pazienti", hanno scritto i dipendenti della concessionaria in un post pubblicato online. L'azienda ha anche spiegato di aver ricevuto consigli da Operation Wildlife, un centro di recupero specializzato nella recupero e nella riabilitazione della fauna selvatica in Kansas.

Nel frattempo, i lavoratori hanno deciso anche di dare un nome ai quattro pulli appena nati: Lugnut, Turbo, Diesel e Axel, tutti termini legati inevitabilmente al mondo dei motori. In un video ironico pubblicato sui social, uno dei dipendenti "intervista" gli uccelli chiedendo perché abbiano scelto proprio quella concessionaria. La risposta scherzosa nei sottotitoli è: "Cercavamo una concessionaria con forti valori e poco traffico di falchi".

Per quanto possa sembrare insolita questa storia, la presenza di animali e nidi in contesti artificiali o direttamente sopra o all'interno dei veicoli non è poi così rara. Cassette delle lettere, tubature e appunto veicoli lasciati con i finestrini aperti o fermi, possono offrire cavità o semplici supporti perfetti per molte specie urbane.

La vicenda mostra infatti molto bene quanto alcuni animali selvatici si stiano adattando agli ambienti modificati o letteralmente costruiti dagli esseri umani. Per molti uccelli, infatti, qualsiasi struttura riparata può trasformarsi in un luogo adatto per costruire un nido, soprattutto se rimane incustodito per qualche giorno nel periodo giusto, quello della nidificazione. Anche una ruota di un pick-up parcheggiato può quindi diventare, almeno per qualche settimana, un posto sicuro dove far nascere i propri piccoli.

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