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12 Aprile 2026
16:55

Patagonia, cucciolo di puma muore investito da un’auto: la madre lo trascina via con sé

Un cucciolo di puma viene investito in Patagonia e la madre non lo abbandona trascinandolo con sé Un episodio drammatico che riaccende i riflettori sull’impatto delle strade sulla fauna selvatica.

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La femmina di puma conosciuta col nome di Dania mentre trasporta il suo cucciolo senza vita

La scena è straziante, di quelle che non vorremmo mai dover assistere. Nel video girato dal fotografo naturalista Henrique Olsen nel Parco Nazionale Torres del Paine, nella regione cilena della Patagonia, una femmina di puma trascina con sé il corpo senza vita del suo cucciolo, appena investito da un'auto lungo una strada che attraversa il parco. La mamma lo tiene stretto per la collottola come fanno molti felidi grandi e piccoli e non solo. Ma per il piccolo, purtroppo, non c'è più niente da fare.

Non si tratta necessariamente di "lutto" nel senso umano del termine, anche se diversi studi negli ultimi anni hanno provato ad approfondire l'argomento. Elefanti, macachi, orche, scimpanzé e tantissimi altre specie – soprattutto sociali – sono ostate viste interagire con i propri simili ormai senza vita o trasportare i proprio cuccioli morti per giorni, talvolta settimane. Spesso si tratta di una risposta innata e legata al forte attaccamento materno, ma gli scienziati non escludono che in alcuni casi possa esserci un certo grado di consapevolezza.

La mamma protagonista del video è una femmina conosciuta come Dania, già nota ai ricercatori e agli abitanti della zona. Un puma che, come molti altri nel parco, ha imparato a convivere con la presenza umana, che tuttavia a volte rappresenta ancora una minaccia più che concreta. Secondo lo stesso Olsen, gli investimenti stradali stanno infatti diventando sempre più frequenti. Non solo cuccioli, ma anche adulti e altre specie finiscono travolti lungo le stesse strade che attraversano le aree naturali.

Il "roadkill" uccide milioni di animali in tutto il mondo

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Gli investimenti stradali sono una delle principali cause di morte per la fauna selvatica in tutto il mondo

Il fenomeno degli investimenti è ben noto e conosciuto dagli studiosi come roadkill, e rappresenta una della principali cause di mortalità di origine antropica per la fauna selvatica in tutto il mondo, Italia inclusa. Solo in Europa si parla di centinaia di milioni di vertebrati investiti annualmente, tra mammiferi, uccelli, rettili e anfibi. Le strade frammentano gli habitat, cioè "tagliano" gli ambienti naturali in porzioni più piccole e isolate, rendendo sempre più difficile per gli animali spostarsi, trovare cibo o partner e aumentando il rischio di investimenti stradali.

Per specie come il puma e altri grandi carnivori, che hanno territori molto ampi e necessitano di grandi spazi per trovare da mangiare e riprodursi, questo rischio è poi ancora più alto. I cuccioli, meno esperti e più vulnerabili, sono tra le vittime più frequenti. Qui in Italia, gli animali più coinvolti sono sono soprattutto volpi, caprioli, cinghiali e cervi, ma il problema sta diventando sempre più crescente anche per i lupi e, purtroppo, per gli ultimi orsi bruni marsicani, tra cui Juan Carrito, investito e ucciso nel 2023.

Come ridurre la mortalità per la fauna selvatica sulle strade

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Un "ponte verde" per l’attraversamento della fauna selvatica in Repubblica Ceca

Le soluzioni, però, esistono e vengono già applicate in diverse parti del mondo. Una delle più efficaci è la realizzazione di corridoi e passaggi faunistici, come ponti verdi sopra le strade o sottopassi, che permettono agli animali di attraversare in sicurezza le aree più critiche. A questi si affiancano dissuasori visivi o barriere che convogliano e indirizzano la fauna verso questi corridoi (soprattutto per le specie più piccole e spesso dimenticate, come ricci e anfibi), segnaletica dedicata e riduzione dei limiti di velocità nei tratti più critici.

Ma la misura più efficace di tutte è anche quella più semplice. Come suggerito dallo stesso Olsen nel suo post, rallentare ridurre la velocità anche di pochi chilometri orari aumenta il tempo di reazione degli automobilisti e può fare la differenza tra la vita e la morte per un animale che attraversa, ma anche per gli automobilisti. La scena di Dania che trascina il suo cucciolo ormai senza vita resta molto difficile da guardare, ma potrebbe convincere più persone possibili a sollevare il piede dall'acceleratore quando si guida in aree naturali.

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