
Nella laguna di Venezia i fenicotteri stanno diventando anno dopo anno sempre più numerosi e la loro presenza, un tempo rara, oggi è ormai parte integrante del paesaggio. Grandi stormi rosa si muovono sempre più spesso tra canali, distese fangose, saline e specchi d'acqua bassi, trasformando uno degli ecosistemi più celebri d'Italia in un importante rifugio per gli uccelli acquatici.
La laguna di Venezia è la più grande del nostro Paese: si estende per circa 550 chilometri quadrati ed è un ambiente in continuo cambiamento. Le maree, le correnti e i fiumi ne modellano continuamente il territorio, creando un mosaico di habitat diversi. Qui convivono acque salate e dolci, isolotti, barene – le tipiche distese di terra che emergono con la bassa marea – e le cosiddette valli da pesca, aree lagunari utilizzate storicamente per l'allevamento ittico.
Per decenni questo ambiente fragile è stato profondamente modificato dagli esseri umani. Le attività industriali e portuali, insieme alla deviazione dei fiumi che un tempo sfociavano nella laguna, hanno accelerato l'erosione e alterato le dinamiche naturali dell'ecosistema. Oggi però qualcosa sta cambiando. Diversi progetti di ripristino ambientale stanno cercando di recuperare parte della natura e della biodiversità perdute e di ricostruire gli habitat naturali della laguna.
Tra questi c'è stato anche un progetto finanziato dal programma europeo Horizon 2020, nato con l'obiettivo di ripristinare alcune aree umide e rendere la laguna più resiliente agli effetti dell'erosione e delle maree. Le zone umide, infatti, funzionano come vere e proprie "spugne naturali": assorbono l'acqua, attenuano l’impatto delle alte maree e offrono rifugio a moltissime specie animali, ma sono purtroppo tra gli ambienti più alterati e a rischio del nostro Paese.
E proprio gli uccelli sembrano essere tra i primi indicatori di questo cambiamento. Secondo l'ornitologo Alessandro Sartori, che monitora la laguna da anni, la presenza dei fenicotteri è aumentata gradualmente nel tempo. "Sto monitorando gli uccelli da tre anni e ho notato un leggero ma costante cambiamento", ha spiegato Sartori. "Tra questi cambiamenti c'è anche la presenza dei fenicotteri, che normalmente erano molto pochi in questa zona".
Il fenicottero (Phoenicopterus roseus) è un grande uccello acquatico diffuso soprattutto nelle zone umide del Mediterraneo, dell'Africa e del Medio Oriente. In Italia la specie è tornata a crescere soprattutto a partire dagli anni Novanta, grazie alla protezione degli habitat e alla maggiore tutela delle aree umide costiere. Oggi colonie riproduttive importanti e sempre più numerose sono presenti in Sardegna, nelle saline di Comacchio in Emilia-Romagna e in altre lagune costiere.

Ora anche la laguna veneziana offre a questi uccelli condizioni sempre più favorevoli. Il continuo movimento delle maree permette ai fenicotteri di trovare cibo sempre più facilmente in zone diverse durante la stessa giornata. Nei fondali bassi e fangosi vivono infatti piccoli crostacei come Artemia salina da cui prendono il colore rosa gli uccelli, ma anche molluschi e altri organismi acquatici che i fenicotteri mangiano a testa in giù filtrando l'acqua con il loro caratteristico becco ricurvo.
"Hanno sicuramente trovato nelle valli da pesca un habitat molto interessante e probabilmente una grande quantità di cibo", ha infatti aggiunto Sartori. Queste aree tranquille e poco disturbate rappresentano infatti luoghi ideali per sostare, alimentarsi e riposare durante la migrazione.
Non significa che i problemi ambientali della laguna siano tutti risolti, ma dimostra come il recupero degli habitat naturali possa produrre effetti concreti e visibili in tempi relativamente brevi. Oggi i fenicotteri sono diventati uno dei simboli più evidenti e colorati della nuova vita della laguna di Venezia. La dimostrazione di quanto questi ambienti, se protetti e restaurati, possano ancora tornare a ospitare ancora una straordinaria ricchezza di vita.