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Anche i beluga sanno riconoscersi allo specchio: lo studio sulla consapevolezza di sé attraverso il mirror test

Un beluga ha superato il cosiddetto test dello specchio mostrando consapevolezza di sé, una capacità cognitiva rara condivisa con pochi altri animali.

21 Maggio 2026
10:53
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I beluga (Delphinapterus leucas) si aggiungono alla lista degli animali che mostrano consapevolezza di sé riconoscendosi allo specchio

Per molto tempo si è pensato che la capacità di riconoscersi allo specchio fosse una caratteristica quasi esclusivamente umana. Negli anni, però, diversi animali hanno dimostrato di sapersi riconoscere nella propria immagine riflessa provando di possedere una forma di consapevolezza di sé: scimpanzé, elefanti, delfini, gazze e perfino i piccoli pesci pulitori. Ora anche il beluga (Delphinapterus leucas) entra in questo ristretto gruppo di animali.

Lo suggerisce uno studio pubblicato recentemente sulla rivista PLOS One, basato su esperimenti condotti in realtà più di vent'anni fa al New York Aquarium. La ricerca è stata guidata dalla psicologa cognitiva ed esperta di mammiferi marini Diana Reiss, che da anni studia l'intelligenza e le straordinarie capacità cognitive dei cetacei.

Il test dello specchio e i beluga coinvolti nello studio

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Il test dello specchio è tra i più utilizzati per dimostrare l’autoconsapevolezza degli animali

Il cosiddetto test dello specchio – il mirror self-recognition test (MSR) – è stato ideato negli anni Settanta ed è uno degli esperimenti più utilizzati per valutare l'autoconsapevolezza degli animali. Il principio è semplice: se un animale vede sul proprio corpo un segno che non può osservare direttamente e usa lo specchio per controllarlo, rimuoverlo o toccarlo, significa che ha capito che quello stesso segno è sul suo corpo e che il riflesso appartiene quindi a sé stesso e non a un altro individuo.

Le protagoniste di questo esperimento sono state quattro beluga femmine: Kathy, Marina e Natasha, catturate in natura, e Maris, figlia di Natasha e nata invece in acquario nel 1994. Gli animali vivevano tutti insieme e furono studiati all'interno delle loro vasche. Le grandi vetrate usate dai visitatori vennero temporaneamente trasformate in specchi unidirezionali, permettendo così ai ricercatori di osservare le reazioni dei cetacei senza interferire.

Cosa fa un beluga di fronte a uno specchio

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Davanti allo specchio, i beluga sembravano riconoscere la propria immagine riflessa

Nella prima fase, gli studiosi cercavano comportamenti particolari chiamati "test di contingenza": movimenti ripetuti e insoliti, come inclinare o scuotere la testa, che servono agli animali a verificare se il riflesso imita esattamente i propri movimenti. I beluga mostravano però anche comportamenti auto-diretti, cioè azioni rivolte verso il proprio corpo mentre si osservavano allo specchio.

Tra questi c'era un comportamento molto particolare: i beluga producevano bolle d'aria dallo sfiatatoio per poi "morderle" immediatamente dopo, osservandosi nel frattempo allo specchio. Secondo i ricercatori, i beluga sembravano proprio usare lo specchio per guardarsi mentre eseguivano quell'azione. Natasha e sua figlia Maris, in particolare, mostrarono questi comportamenti molto più spesso delle altre e passarono così alla fase successiva del test.

Il test finale: i segni sul corpo

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Le zone del corpo su cui i ricercatori hanno applicato alcuni segni temporanei. Immagine da Mildener et al., 2026

Gli addestratori applicarono allora un piccolo segno temporaneo e non tossico – un triangolo, una linea orizzontale o un cerchio – in diversi punti del loro corpo e visibile agli animali solo attraverso lo specchio. Fu però solo Natasha a superare la prova completa. Quando vide il suo riflesso, orientò verso lo specchio la zona marcata, situata dietro l'occhio destro, mostrando contemporaneamente diversi comportamenti auto-diretti.

Maris, invece, non superò quest'ultima fase, anche se continuò a mostrare atteggiamenti compatibili con una possibile autoconoscenza. Secondo gli autori, questo rappresenta la prima prova che i beluga possano possedere livelli elevati di consapevolezza di sé, una capacità che spesso viene associata solo agli animali socialmente più complessi. E in effetti anche i beluga lo sono: vivono in gruppi, cooperano tra loro e comunicano con una ricca varietà di suoni, tanto da essere soprannominati "canarini del mare".

In tutto il mondo ci sono ancora centinaia di beluga in cattività

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Oggi ci sono ancora centinaia di beluga in cattività in tutto il mondo

Gli studiosi sottolineano però che il risultato non significa automaticamente che tutti i beluga siano capaci di riconoscersi allo specchio. Inoltre, gli animali studiati vivevano in cattività e probabilmente erano già abituati a vedere il proprio riflesso sulle vetrate delle loro vasche. Resta comunque un risultato importante, anche perché questi cetacei affrontano numerose minacce in natura e in alcune zone artiche in Canada, Groenlandia, Alaska e Russia sono ancora cacciati dalle comunità native.

Mostrare quanto siano cognitivamente complessi potrebbe aiutare a tutelarli maggiormente e soprattutto a migliorare le condizioni di quelli che vivono ancora in cattività. Natasha, una delle protagoniste dello studio, vive ancora in cattività al Mystic Aquarium in Connecticut e a 42 anni circa è considerata uno dei beluga più anziani mai mantenuti in cattività. Sua figlia Maris, invece, è morta al Georgia Aquarium nel 2015. Dopo 21 anni trascorsi interamente all'interno di una vasca.

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