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4 Novembre 2026
13:01

Ai lupi non piace incontrare gli esseri umani: uno studio svela come cambiano abitudini per evitarci

I lupi possono vivere molto vicino a noi senza che ce ne accorgiamo: uno studio condotto in Polonia mostra come cambiano orari e abitudini per evitare di incontrare le persone quando condividono il territorio con gli esseri umani.

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I lupi tendono a evitarci, anche quando vivono molto vicini a noi

I lupi possono vivere molto più vicino a noi di quanto immaginiamo, frequentando gli stessi boschi, attraversando le stesse strade e spingendosi persino nei centri abitati, senza che ce ne accorgiamo. Il segreto di questa convivenza spesso invisibile (e talvolta complicata) è soprattutto una questione di orari: i lupi cambiano abitudini per ridurre al minimo le possibilità di incontrare gli esseri umani, sfruttando soprattutto le ore notturne per muoversi nelle aree più frequentate dalle persone.

È quanto emerge da un nuovo studio condotto da un gruppo internazionale di ricercatori dell'Accademia Polacca delle Scienze, della Stazione Biologica di Doñana, in Spagna, e del Leibniz Institute for Zoo and Wildlife Research, in Germania. Attraverso una rete di fototrappole installate in una vasta area forestale della Polonia settentrionale, gli scienziati hanno analizzato come lupi, volpi, tassi, faine e martore condividono il territorio tra loro e con gli esseri umani.

I risultati mostrano che vivere nello stesso luogo non significa necessariamente incontrarsi. Per i grandi predatori, infatti, la convivenza con le persone può dipendere non soltanto dalla distanza che riescono a mantenere, ma anche dalla capacità di utilizzare le stesse aree in momenti diversi della giornata.

I lupi evitano gli esseri umani, ma non necessariamente i luoghi che frequentiamo

La ricerca è stata condotta nella foresta di Tuchola, un'area di circa 3.400 chilometri quadrati nel nord della Polonia, dove i lupi sono tornati dopo oltre un secolo di assenza e oggi occupano nuovamente gran parte del territorio. I ricercatori hanno utilizzato fototrappole per studiare la presenza e le attività di lupi (Canis lupus), volpi (Vulpes vulpes), tassi (Meles meles), faine (Martes foina) e martore (M. martes), raccogliendo informazioni anche sul passaggio delle persone, sulla disponibilità di prede e sulla presenza di gatti domestici liberi.

L'obiettivo era capire in che modo questi carnivori riescano a convivere in paesaggi profondamente modificati dalle attività umane. Per farlo, gli studiosi hanno analizzato i dati su due scale differenti: quella più ampia del paesaggio, per individuare i fattori che influenzano la distribuzione delle specie, e quella locale, per comprendere come gli animali utilizzano concretamente gli stessi luoghi.

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Quando vivono nelle stesse aree frequentate dalle persone, i lupi cambiano abitudini e si muovono soprattutto di notte per evitarci

È così emersa una distinzione piuttosto significativa. Su larga scala, i lupi tendono a scegliere soprattutto le aree più lontane dagli insediamenti umani, evitando quelle caratterizzate da un'intensa presenza di persone e traffico stradale. Una volta stabiliti in un territorio, però, le loro priorità cambiano: la ricerca delle prede diventa un fattore fondamentale e la distanza dagli esseri umani non è più necessariamente l'elemento che determina ogni loro spostamento.

Questo non significa che smettano di evitarci. Piuttosto, modificano gli orari delle proprie attività. Strade, zone vicine agli abitati e altri ambienti frequentati più spesso dalle persone possono essere utilizzati soprattutto durante la notte, quando la probabilità di un incontro è più bassa. Anche perché alcuni degli stessi autori di questo studio, sempre in Polonia, hanno anche dimostrato in un altro studio recente che i lupi hanno ancora molta paura degli esseri umani e fuggono via quasi sempre appena sentono la nostra voce.

Una convivenza che spesso (ma non sempre) passa inosservata

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Naturalmente non tutti i lupi sono uguali e si comportano sempre allo stesso modo

Come ha sottolineato Dries Kuijper dell'Accademia Polacca delle Scienze, il fatto che lupi e persone siano presenti stabilmente nello stesso paesaggio non significa che si trovino nello stesso posto e nello stesso momento. È proprio questa separazione temporale a rendere possibile una convivenza che spesso passa completamente inosservata.

Questa strategia, tuttavia, non è necessariamente identica ovunque. Un altro studio pubblicato sul Journal of Zoology e condotto qui in Italia, nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, ha invece evidenziato risposte in parte differenti dei lupi alla presenza umana e non sempre di evitamento. È perciò evidente che il modo in cui questi predatori modificano le proprie attività dipende necessariamente anche dalle caratteristiche del territorio, dall'intensità del disturbo, dalla popolazione presa in esame e dalla storia di convivenza con gli umani.

Non esiste quindi un unico comportamento sempre valido per tutte le popolazioni: i lupi possono adottare strategie diverse per continuare a utilizzare ambienti condivisi con noi.

Anche volpi, tassi e mustelidi si adattano alla presenza umana

Lo studio ha analizzato anche il comportamento dei carnivori più piccoli, che devono fare i conti non soltanto con gli esseri umani, ma anche con gli stessi i lupi. Questi ultimi possono infatti rappresentare un pericolo per volpi e tassi, ma allo stesso tempo offrire anche opportunità alimentari molto comode grazie ai resti delle prede di cui si nutrono. Per volpi, tassi, faine e martore, tuttavia, i ricercatori hanno trovato poche evidenze di un'influenza significativa della presenza di lupi o esseri umani sulla loro distribuzione.

Queste specie sembrano infatti sfruttare in maniera più diversificata e opportunistica anche gli ambienti profondamente modificati dalle attività umane, dove possono trovare facilmente cibo e riparo. Un risultato interessante riguarda inoltre i gatti domestici lasciati liberi di muoversi, che occupano una nicchia ecologica molto simile a quella dei piccoli carnivori selvatici. Questo significa che possono utilizzare risorse e ambienti in parte sovrapponibili, anche se lo studio non dimostra una competizione diretta evidente tra queste specie.

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Volpi e altri piccoli carnivori hanno invece un comportamento pià flessibile e opportunistico nei confronti della presenza umana

Nel complesso, questi risultati dimostrano quanto sia importante considerare non soltanto dove vivono gli animali, ma anche quando utilizzano determinati ambienti. Più specie possono condividere lo stesso territorio riducendo gli incontri e le possibili interferenze attraverso una diversa distribuzione delle attività durante la giornata. E per la conservazione e la gestione dei grandi carnivori tutto ciò può offrire indicazioni e spunti di riflessione importanti.

Sappiamo quanto può essere difficile e talvolta problematica la convivenza con i lupi, soprattutto ora che le popolazioni stanno crescendo in tutta Europa e sono sempre più vicine ai centri abitati. Tuttavia, la presenza di un lupo vicino a strade o abitazioni, soprattutto di notte, non indica necessariamente che abbia perso la naturale diffidenza verso le persone. Può essere, al contrario, la prova che stia facendo di tutto proprio per stare alla larga da noi ed evitare di incontrarci in pieno giorno.

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