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20 Febbraio 2026
15:32

Addio a Lince, il gatto simbolo degli scavi di Pompei

Addio a Lince, il gatto "custode" del Lupanare e simbolo degli scavi di Pompei: il micio morto per insufficienza renale ed era il volto felino più amato tra le rovine del sito archeologico.

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Lince era uno dei gatti più famosi del Parco Archeologico di Pompei

Pompei saluta Lince, uno dei gatti più conosciuti, amati e fotografati del Parco Archeologico. Il felino, una presenza ormai "storica" negli scavi, è morto a causa di una grave insufficienza renale. A darne notizia è stata l'associazione Archeogatti, che da anni si occupa della colonia felina che vive libera tra le rovine e che ha seguito Lince fino agli ultimi giorni, tentando di curarlo.

Per milioni di turisti arrivati da ogni parte del mondo, Lince era diventato un volto familiare, parte integrante del tour. Non faceva parte dei percorsi ufficiali di visita, ma per molti era diventato una tappa immancabile. Si aggirava soprattutto nei pressi del Lupanare, uno dei luoghi più noti dell'antica città romana, dove si lasciava osservare e fotografare con un'aria insieme fiera e distaccata tipica dei felini. Sembrava quasi un custode delle rovine, perfettamente a suo agio tra colonne, affreschi e pietre millenarie.

A renderlo famoso è stato anche suo aspetto immediatamente riconoscibile: pelo grigio striato e ciuffi leggermente più lunghi sulle guance, un dettaglio che gli aveva fatto guadagnare il nome di Lince per la somiglianza con il felino selvatico. Per molti era il "re di Pompei", capace di attirare l'attenzione con uno sguardo magnetico e una presenza scenica naturale. Le sue fotografie hanno infatti fatto il giro del mondo, contribuendo a renderlo, di fatto, un piccolo ambasciatore a quattro zampe del sito archeologico.

In un messaggio pubblicato sui canali ufficiali, il Parco lo ha ricordato come il "decano" dei gatti degli scavi, padre di molti altri felini della colonia, "indomito randagio" e presenza iconica per visitatori, guide turistiche e operatori. Un ricordo affettuoso che racconta quanto fosse entrato nei cuori e nell'immaginario collettivo di chi attraversa ogni giorno quell'area unica al mondo.

La sua morte è stata causata da un'insufficienza renale, una patologia frequente nei gatti anziani, ma che può essere aggravata da un'alimentazione non corretta. Proprio per questo il Parco e i volontari hanno colto l'occasione per ribadire un messaggio importante: è severamente vietato alimentare gli animali liberi all'interno dell’area archeologica. Cibo inadatto, anche se offerto con buone intenzioni, può risultare dannoso o addirittura letale. La gestione e la cura degli animali presenti nel sito spettano esclusivamente ai volontari e al personale autorizzato.

Con la scomparsa di Lince si chiude un piccolo capitolo della vita quotidiana di Pompei e dei sui scavi archeologici. Restano le tante immagini scattate dai visitatori, i racconti condivisi online e il ricordo di un gatto che, tra le vestigia di un'antica città, era riuscito a ritagliarsi un posto speciale nel cuore di tantissime persone.

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