UN PROGETTO DI
30 Gennaio 2026
12:58

A Cortina il “dog menu” a 120 euro e c’è chi li sborsa per il suo cane. Con quei soldi un cane di canile mangia per mesi

Un ristorante di Cortina offre un "dog menu" in cui per 60 euro viene offerto, ad esempio, un piatto pensato apposta per il cane del cliente a base di riso soffiato e pesce. Ma.

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Fino a 120 euro per un menu gourmet tutto dedicato ai cani. Sì, è la notizia che sta girando da qualche giorno, e che su Fanpage avevamo anticipato, rispetto alla proposta gastronomica "dog friendly" proposta da un ristorante che si trova nella città che insieme a Milano ospiterà a breve le olimpiadi invernali. Il contenuto della carta delle proposte dello chef rivolte ai compagni a quattro zampe di turisti e residenti alterna voci come il "Chicken Sushi", ovvero una ciotola di riso bianco cotto al vapore accompagnato da pollo e carote dal costo di 50 euro e il "Combo fish", portata da 60 euro che contiene riso soffiato, zucchine alla griglia e tonno. Ma il "piatto forte", dal punto di vista di quanto le persone sborsano per ottenerlo, è il Royal Burger, il cui costo è di 120 euro per un pezzo di carne servito insieme a del couscous, accompagnato da spinaci condito con olio di salmone e con una foglia d'oro che non è una decorazione ma che il cane può mangiare.

Ora, se un ristorante decide di fare una proposta del genere, necessariamente avrà valutato che c'è una richiesta di questo tipo sul mercato che porta a maggiori introiti. Ed infatti il dog menu proposto a Cortina non è nemmeno una novità: sono sempre di più i locali che offrono cibo dedicato esclusivamente ai compagni canini, tanto in Italia quanto in altre parti del mondo. E' bene subito fare una precisazione, però: accade nell'emisfero occidentale del Pianeta, ovvero ovunque si è ormai diffuso il concetto che gli animali vanno sempre più umanizzati e che il rapporto con il cane è frutto dell'estremizzazione di una relazione non sana, con un individuo che non viene più visto nella sua specificità ma come una sorta di "alter ego" umano che come tale si ritiene abbia le nostre stesse necessità da soddisfare.

La deriva della relazione con il cane la si vede in queste cose ma anche in molte altre, come il proliferare di Spa per cani o "dog hotel" in cui il servizio comprende sedute di massaggi o stanze con la televisione attraverso la quale si fanno anche video chiamate con il proprio "pet" quando lo si lascia in pensione, come dimostra la recente apertura all'aeroporto di Fiumicino di un "dog resort" di lusso. O anche il lancio sul mercato di accessori tecnologici come lo smartphone per cani che viene così presentato per fare presa sul pubblico ma poi altro non è che un collare dotato di gps e telecamera integrata.

Ebbene questa è la realtà oggi, ma vogliamo approfittarne per raccontarne anche un'altra, altrettanto concreta, che ogni giorno vivono i cani di canile per i quali 120 euro rappresentano non solo il costo del cibo ma il totale delle spese medie che noi cittadini, attraverso le tasse, paghiamo per il mantenimento di questi animali in luoghi che dovrebbero essere solo di passaggio ma che sono diventati vere e proprie prigioni a vita per la maggioranza dei soggetti "ospitati", a fronte di una carentissima opera di sensibilizzazione da parte delle Istituzioni ma anche dei media nel favorire le adozioni responsabili verso gli animali senza famiglia.

Abbiamo preso come termine di paragone quanto viene speso mensilmente in un "canile tipo" in un qualsiasi luogo in Italia, scegliendo quanto stanziato in Puglia dalla giunta regionale. Per fare una media, abbiamo però valutato diversi bandi comunali che prevedono l'affidamento della gestione a terzi o regolamenti degli enti relativi alla diretta gestione dei ricoveri per cani. Ciò che emerge, in linea di massima, è che il costo complessivo (dunque non solo quello legato all'alimentazione) relativo al mantenimento di un singolo animale è intorno ai 5 euro al giorno, dove volendo estrapolare la sola spesa per il cibo arriviamo a una cifra di pochi centesimi di euro.

Va da sé, facendo un confronto rapido, capire che quei 120 euro spesi per un "Chichen Sushi" basterebbero a mantenere con un'adozione a distanza un individuo per mesi o anche solo comprendere che adottandolo un cane il costo medio della sua alimentazione si attesterebbe intorno ai 30 euro di cibo al mese  per un individuo ad esempio di taglia medio grande. Praticamente una cena di lusso per un cane portato al ristorante di Cortina corrisponde a tre mesi di alimentazione per chi semplicemente acquista delle crocchette di buona qualità.

Che sia un cane di casa o un individuo ancora in canile, questo confronto economico vuole solo essere la cartina di tornasole che ci consente di capire non solo quanto il lusso sia qualcosa che al cane dovrebbe essere ovvio comprendere che non importa proprio ma che quei soldi, al di là se si ha la sensibilità di dare un supporto ai rifugi e ai canili che sono sempre in difficoltà, sono uno schiaffo morale a chi ha un cane in casa e pensa solo a badare davvero al suo benessere in funzione di ciò di cui ha realmente bisogno. Che non significa poi solo cibarlo o farlo scendere per fare il "giretto cacca-pipì", ma soddisfare le sue esigenze etologiche che sono decisamente altre rispetto alle nostre: vivere esperienze in natura, condividere del tempo di qualità con la propria persona di riferimento, avere diritto ai suoi momenti di riposo e molto altro. Ma già solo questo ci dovrebbe far capire che portarli sempre con noi, in luoghi poi affollati come i ristoranti o i centri commerciali, non è decisamente ciò di cui hanno bisogno.

Le informazioni fornite su www.fanpage.it/kodami sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra il paziente ed il proprio veterinario.
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