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Un gruppo di hacker ha copiato tutta la musica di Spotify: cosa vogliono fare

Sui canali social del progetto Anna’s Archive è stato pubblicato un post con un annuncio: “Abbiamo eseguito il backup di Spotify (metadati e file musicali). Si tratta del primo archivio musicale al mondo completamente aperto”.
A cura di Valerio Berra
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Il post è stato pubblicato il 20 dicembre. La dimensione dell’archivio è in effetti impressionante. Parliamo di 300 TB di file musicali, tutti ricavati da un’operazione di scraping su larga scala fatta su Spotify. In breve, parliamo di un’operazione procedurale con cui sono stati scaricati tutti i bravi conservati dalla piattaforma. O meglio, quasi tutti. Ad essere precisi sono stati presi “86 milioni di file musicali che rappresentano circa il 99,6% degli ascolti”.

Il colpo è stato fatto dagli attivisti di Anna’s Archive, un collettivo che sta creando un enorme catalogo in rete. È un catalogo aperto a chiunque. Sono partiti dai libri e ora sembra abbiamo deciso di spostarsi anche ai file audio.

Il sistema di download e il blocco da parte di AgCom

Certo. Il progetto non è esattamente in linea con le leggi che tutelano il copyright, tanto che in Italia il sito anna-archive.org è bloccato da AgCom. Di solito la linea di difesa di Anna’s Archive è che di fatto loro non consentono i download diretto dei file ma gli utenti vengono solo indirizzati utenti o piattaforme dove di fatto vengono ospitati. Per intenderci, il sistema è praticamente lo stesso della piattaforma Torrent.

In generale l’obiettivo dichiarato dagli attivisti è quello di preservare il patrimonio culturale. Una missione che è partita prima di tutto dai libri. Non solo. Sul blog del progetto spiegano che la loro forza è proprio quella di agire fuori dai sistemi legali: "Esistono biblioteche, archivi, laboratori, musei e altre istituzioni incaricate di questo tipo di conservazione. Molte di queste sono ben finanziate da governi, privati cittadini o aziende. Ma hanno un enorme punto cieco: il sistema legale”.

Spotify ha un visione leggermente diversa. La piattaforma ha lasciato un commento al magazine Billboard, parlando direttamente di pirateria: “Spotify ha identificato e disabilitato gli account utente illeciti che hanno effettuato operazioni di scraping illegale. Abbiamo implementato nuove misure di sicurezza per questo tipo di attacchi anti-copyright e stiamo monitorando attivamente eventuali comportamenti sospetti”. E poi: “Siamo contro la pirateria”.

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