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Un altro satellite Starlink è esploso in orbita e SpaceX non sa spiegare il perché

Dopo la perdita di un satellite a dicembre, SpaceX conferma un nuovo incidente in orbita per Starlink. Il satellite 34343 ha improvvisamente interrotto le comunicazioni a causa di un’anomalia non meglio specificata.
A cura di Niccolò De Rosa
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Starlink è il progetto di connessione Internet globale sviluppato da SpaceX, l'azienda aerospaziale di Elon Musk, basato su una costellazione di migliaia di satelliti in orbita terrestre bassa progettati per fornire una connessione banda larga anche nelle aree più remote del pianeta. Un progetto ambizioso e che può influire persino sugli scenari geopolitici – pensiamo al ruolo di Starlink nella guerra russo-ucraina o alla promessa di un servizio gratuito per la popolazione del Venezuela durante i concitati giorni della deposizione di Maduro – ma che ultimamente sembra perdere qualche pezzo. Dopo il precedente di dicembre 2025, l'azienda ha infatti confermato di aver perso un altro satellite per motivi non del tutto chiariti.

"Domenica 29 marzo, il satellite Starlink 34343 ha riscontrato un'anomalia in orbita, con conseguente interruzione delle comunicazioni con il satellite a circa 560 km dalla Terra", si legge nel post pubblicato su X dal profilo ufficiale di Space X. La fascia dove si sono persi i contatti con il satellite è quella in cui si concentra la maggior parte dei satelliti operativi.

Un nuovo satellite perso: cosa è successo in orbita

A fornire un quadro più dettagliato è stata la società di tracciamento LeoLabs, secondo cui subito dopo l'incidente sono stati rilevati "decine di oggetti" nelle vicinanze del satellite. Un elemento che suggerisce una possibile disintegrazione in orbita, verosimilmente causata da un fenomeno interno piuttosto che da una collisione con detriti o altri veicoli spaziali.

Il precedente di dicembre e un problema che si ripete

Non si tratta di un caso isolato. Già a dicembre SpaceX aveva segnalato la perdita di un altro satellite, anche in quel caso attribuita a un'anomalia non meglio specificata. Il veicolo aveva esaurito il propellente e la sua orbita era rapidamente decaduta, accompagnata dal rilascio di frammenti. La ripetizione di episodi simili nel giro di pochi mesi solleva interrogativi sulla gestione e sull'affidabilità di una rete di satelliti che cresce a ritmi senza precedenti. SpaceX ha assicurato di essere al lavoro per individuare le cause e implementare misure correttive, ma la natura degli eventi resta ad ora ancora poco trasparente.

Oltre alle possibili ripercussioni sul servizio, la questione riguarda anche la gestione del problema relativo ai detriti spaziali. L'orbita terrestre bassa, ossia quella porzione tra i 160 km e i 2000 km di altitudine, ospita oggi oltre 24.000 oggetti, molti dei quali sono satelliti attivi e vecchi frammenti derivanti da missioni passate. Proprio per questo (e per ridurre i rischi di collisione) la stessa Starlink ha fatto sapere che nel corso del 2026 più di 4.400 satelliti verranno "abbassati" da 550 km a circa 480 km di altitudine. Si può dunque facilmente comprendere perché l'esplosione misteriosa di un satellite rappresenti un rischio aggiuntivo per una regione di cielo sempre più congestionata.

Complice anche l'imminente lancio della missione Artemis II, SpaceX ha comunque voluto sottolineare come l'evento non comporti pericoli immediati per le altre operazioni in orbita, incluse le attività della Stazione Spaziale Internazionale: i detriti generati, data la bassa quota, dovrebbero rientrare nell'atmosfera nel giro di poche settimane.

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