video suggerito
video suggerito

Studentessa inventa un filtro per le microplastiche nel suo garage: elimina il 96% dei contaminanti dall’acqua

Una liceale della Virgina inventa un filtro magnetico a “fiala rotante” capace di eliminare il 96% delle microplastiche dall’acqua domestica. Un’innovazione economica e sostenibile che le è valsa un importante premio studentesco.
A cura di Niccolò De Rosa
0 CONDIVISIONI
Immagine

Una studentessa americana ha trasformato l'emergenza legata alla qualità dell'acqua nella propria comunità in un'opportunità di ricerca concreta, arrivando a sviluppare un sistema innovativo per ridurre la presenza di microplastiche. In una cittadina della Virginia, l'acqua domestica risultava contaminata da PFAS e microplastiche, sostanze ormai riconosciute come potenzialmente nocive per la salute. Di fronte all'assenza di fondi pubblici per un intervento di depurazione tempestivo, la liceale Mia Heller ha deciso di prendere in mano la situazione e, spinta dalla sua passione per la scienza, ha progettato un sistema di filtraggio capace di eliminare fino al 96% delle microplastiche presenti nell'acqua.

L'ispirazione è arrivata osservando i dispositivi domestici che i suoi genitori avevano installato per depurare l'acqua di casa: sistemi costosi, complessi e basati su membrane da sostituire con estrema frequenza. Heller ha intuito che progettare un dispositivo più semplice, economico e sostenibile potesse rappresentare la svolta. Nel 2024 la studentessa ha iniziato a lavorare al progetto e nel gennaio del 2025, dopo mesi di test ed esperimenti condotti nel garage di casa, il primo prototipo è stato ultimato: un contenitore dotato di un sistema di filtraggio innovativo, definito dalla stessa Heller una "fiala rotante".

Come funziona il filtro

Il cuore dell'invenzione di Heller risiede nell'impiego del ferrofluido a base olesa, un liquido che si magnetizza in presenza di un campo magnetico. Questa proprietà consente al fluido di legarsi selettivamente alle particelle di plastica sospese. Il prodotto finale, frutto di numerosi tentativi per affinarne l'efficacia, è oggi composto da tre moduli: uno per l‘acqua contaminata, uno per il fluido magnetico e un terzo in cui avviene la separazione fisica tra acqua e microplastiche. In quest'ultima fase, un campo magnetico attrae le particelle plastiche catturate, mentre il ferrofluido viene recuperato e riutilizzato in un ciclo chiuso. "Il sistema si pulisce da solo e riduce drasticamente la manutenzione", ha spiegato la giovane ricercatrice in un'intervista ripresa dallo Smithsonian Magazine.

Schema che mostra il funzionamento del filtro. Credits: YouTube/@Mia Heller
Schema che mostra il funzionamento del filtro. Credits: YouTube/@Mia Heller

Per misurare l'efficacia del dispositivo, Heller ha sviluppato anche un sensore in grado di rilevare la quantità di particelle residue. I test hanno registrato una rimozione del 95,5% delle microplastiche, con un recupero dell'87% del ferrofluido: risultati che competono con quelli dei grandi impianti industriali e, in alcuni casi, li superano. L'innovazione le è valsa un prestigioso riconoscimento alla Regeneron International Science and Engineering Fair, una delle più importanti competizioni scientifiche mondiali per studenti.

Rridurre le microplastiche rappresenta una sfida per il futuro

L'importanza dell'ingegnosa invenzione di Heller è data dal fatto che le microplastiche sono diventate ormai una questione di primaria importanza per la tutela del nostro benessere. Le microplastiche sono particelle minuscole, ormai diffuse ovunque – uno studio del 2024 ne ha constatato la presenza persino nella placenta – tanto che sono state rilevate in centinaia di specie e persino nei tessuti umani. Negli ultimi decenni la loro presenza è aumentata in modo esponenziale e la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ha sollevato interrogativi ancora aperti sugli effetti sulla salute. In questo scenario, le tecnologie di filtrazione tradizionali mostrano limiti evidenti: non sempre superano il 90% di efficacia e comportano costi elevati

Le prospettive future dell'invenzione

Per ora, l'applicazione più realistica sembra essere quella domestica, sotto forma di filtro da installare direttamente nei rubinetti delle abitazioni. L'elevato costo del ferrofluido e lo smaltimento finale delle microplastiche rappresentano al momento un ostacolo per la produzione su vasta scala.

La stessa Heller, oggi studentessa universitaria, intende procedere con cautela: il prossimo passo sarà la validazione scientifica dei risultati in contesti professionali. L'obiettivo finale rimane però ambizioso: "Mi piacerebbe portarlo sul mercato", ha dichiarato, confermando la volontà; di investire sulla propria idea.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views