Sempre più donne cinesi preferiscono innamorarsi dei fidanzati creati dall’IA: il trend che preoccupa Pechino

In una Cina che invecchia rapidamente e registra il tasso di natalità più basso degli ultimi 75 anni, ogni trasformazione dei costumi sentimentali diventa materia politica. Il governo di Pechino, impegnato da tempo a contrastare la denatalità con incentivi economici e campagne a favore del matrimonio, guarda con crescente attenzione a un fenomeno che corre veloce sulle piattaforme digitali: giovani donne che si innamorano di fidanzati creati dall'intelligenza artificiale.
Le autorità hanno già invitato le aziende tecnologiche a evitare obiettivi di progettazione per sostituire l'interazione sociale e stanno lavorando a nuove regole per arginare le dipendenze patologiche. Ma intanto milioni di utenti, in larga parte donne, trascorrono ore ogni giorno a conversare con partner virtuali capaci di ascoltare, rassicurare, corteggiare.
Innamorarsi di un personaggio virtuale
In un recente reportage, il New York Times ha raccontato la vicenda di Phoebe Zhang, studentessa ventunenne di psicologia che nell'ultimo anno è "uscita" con oltre 200 uomini, tutti generati dall'intelligenza artificiale. Alla fine di questi date, Phoebe ha ristretto le sue frequentazioni virtuali a due fidanzati IA: uno ribelle ed estroverso, l'altro, un comandante militare patriottico. Con loro, la giovane donna ha raccontato di condividere paure e fragilità, di conservare gli screenshot delle conversazioni come ricordi di coppia e perfino di immaginare un matrimonio e dei figli, seppur all'interno di un gioco di ruolo che sa bene non essere reale.
Quella di Phoebe è solo una delle tante testimonianze di un fenomeno che si è ampliato dopo l'iniziale spinta statale all'adozione dell'AI, che ha favorito la nascita di decine di app di companionship, ossia app che offrono intrattenimento e supporto emotivo grazie alle conversazioni con i bot. Startup come MiniMax, oggi uno dei leader cinesi del settore, hanno cavalcato l'onda. La sua app promette connessioni emotive e "nuovi ricordi" costruiti insieme a personaggi virtuali che vantano un'impressionante profondità caratteriale, tanto da indurre molti utenti a stringere con essi veri e propri legami affettivi.
Un mercato al femminile che preoccupa il governo
Secondo media cinesi, la maggioranza dei frequentatori di queste piattaforme è composta da donne, spesso anche molto giovani. Zilan Qian, dell'Oxford China Policy Lab, ha dichiarato a Wired che le versioni cinesi delle app si rivolgono esplicitamente a un pubblico femminile, con avatar maschili in primo piano. Una strategia legata a quella che definisce "l'economia della solitudine", dove funzionalità come memoria potenziata e personalizzazione vocale, che rendono il legame più intimo, sono spesso a pagamento.
Un aspetto che preoccupa non poco i vertici della società cinese. Negli ultimi anni i tassi di natalità del Paese hanno intrapreso un inesorabile trend negativo e c'è il timore che la tendenza a sostituire i rapporti umani con quelli virtuali possa rappresentare un ulteriore ostacolo alla nascita di nuove famiglie con prole.
Non solo. Pechino è anche preoccupata del fatto che questa moda possa generare nuove forme di dipendenza, tanto da proporre nuove norme che impongono alle piattaforme di monitorare segnali di attaccamento patologico o autolesionismo. Le conversazioni, inoltre, devono ora rispettare i rigidi controlli sui contenuti. Non di rado, le violazioni costringono i chatbot a interrompere bruscamente le chat con messaggi di blocco. Un'esperienza che alcune utenti hanno descritto come un piccolo trauma, come se un amico o un flirt decidesse improvvisamente di tagliare ogni ponte comunicativo.
Perché le relazioni con l'IA sono così seducenti: l'analisi
Riguardo il pericolo di sviluppare un rapporto morboso e poco sano con le personalità generate dalla macchina, lo scorso anno la società di ricerche di mercato Hub of China ha dedicato uno studio approfondito al fenomeno dell'AI Romance. Attraverso interviste e focus group con giovani coinvolti in relazioni virtuali, l’analisi ha individuato tre direttrici principali che stanno determinando il successo del fenomeno.
La prima riguarda la stabilità emotiva: i partner artificiali vengono percepiti come presenze costanti, empatiche, prive di giudizio. In un contesto segnato da forte pressione accademica e professionale, la relazione con l’AI diventa uno spazio sicuro di esplorazione affettiva.
La seconda è la personalizzazione estrema. Voce, carattere, stile comunicativo. Tutto può essere modellato sull'ideale dell'utente. A differenza delle relazioni reali, il partner virtuale non delude e non contraddice. Questa possibilità di "scolpire" il compagno perfetto aumenta il coinvolgimento e, insieme, il rischio di isolamento.
Il terzo elemento è proprio la tendenza di queste app di creare dipendenza emotiva. Molti intervistati riconoscono il pericolo di privilegiare la relazione digitale rispetto ai legami umani, ma continuano a farlo per i benefici percepiti in termini di benessere e validazione personale. Un quadro complessivo che gli analisti hanno letto come una conseguenza delle tante tensioni sociali irrisolte (precarietà lavorativa, aspettative familiari, disparità di genere) che spingono le persone a cercare rifugio in una dimensione più confortante, anche se del tutto irreale.