
Questa mattina un mio caro amico mi manda un messaggio. È la notizia di 37 lavoratori della filiale italiana di Invest Cloud licenziati, sostituiti dall’IA. “Sta succedendo davvero?”, scrive il mio amico. Me lo sono chiesta anche io. Non è semplice dare una risposta. O si diventa profeti apocalittici, oppure si finisce per svalutare un problema che ormai è evidente. Un problema di cui già sentivamo parlare oltreoceano, in Cina, negli Stati Uniti. Ora però succede in Italia: chiude la sede, 37 persone perdono il lavoro. E poi?
L’impressione è di essere caduti nel paradosso di Cassandra. Il mito narra che la figlia di Ecuba e Priamo avesse ricevuto il dono della profezia da Apollo, dono poi trasformato in maledizione quando lei cercò di sfuggire al dio. Cassandra infatti prevede il futuro ma nessuno le crede. Ora, chi lavora sull'intelligenza artificiale profetizza la fine del lavoro impiegatizio fin dagli albori del settore. Sono stati pubblicati innumerevoli studi sui quali sarebbero potuti essere i lavori più a rischio, quali meno, scommesse sui tempi di sostituzione, sui Paesi più colpiti.
L'anno scorso Microsoft ha pubblicato un report sui 40 lavori che, a suo dire, potevano essere più vulnerabili all'IA. Più di recente, l'amministratore delegato di Microsoft per l'intelligenza artificiale, Mustafa Suleyman, ha dichiarato che la maggior parte delle mansioni professionali sarà completamente automatizzata nei prossimi 12-18 mesi. Diversi economisti parlano di un possibile “jobless boom” nel 2026: una fase di crescita economica sostenuta dall’aumento della produttività, ma senza un corrispondente incremento dell’occupazione
Ma già secondo uno studio di Confartigianato del 2023 8,4 milioni di lavoratori erano a rischio a causa del crescente utilizzo dell'IA. Nel 2024 L’Ocse ha poi stimato che circa il 30% dell’occupazione in Italia si trovasse in posizioni ad alto rischio di automazione. Tutta speculazione direte. Un dato certo, però – mentre cercavamo di capire se gli imbalsamatori erano messi meglio dei chirurghi – ce lo avevamo. E quel dato, l’unica profezia disponibile, è che mancano strumenti legali per tutelarci. Come ha spiegato in un'intervista a Fanpage.it l’avvocato Cristiano Cominotto, non c’è una legge che di fatto impedisca a un’azienda di sostituire un lavoratore con l’intelligenza artificiale. E allora vien da chiedersi, ma come è possibile?
Com è possibile che una trasformazione annunciata da anni ci trovi senza regole, senza tutele, senza nemmeno una discussione seria su cosa fare quando sarebbe arrivata davvero? Questa è una crepa. Se sarà il primo segnale di un’apocalisse occupazionale nell'ambito dell'intelligenza artificiale è troppo presto per dirlo, ma il quadro occupazionale si è aggravato. E senza tutele, siamo tutti esposti. Per citare la Cassandra di Eschilo: "Che mi crediate o non mi crediate, che importa? Tutto si compirà."