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Polizia entra in casa di una 91enne che non risponde al telefono: era troppo impegnata a giocare ai videogame

Paura in Ohio per una 91enne che non rispondeva al servizio di controllo. Quando la polizia ha fatto irruzione in casa, però il sospiro di sollievo: l’anziana signora era solo troppo concentrata a battere il proprio record a un videogame per accorgersi di citofono e telefoni.
A cura di Niccolò De Rosa
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Immagine di repertorio
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Una chiamata senza risposta, poi un'altra. Infine la decisione di intervenire. È iniziata così la vicenda che ha coinvolto una donna di 91 anni a Westlake, nello Stato dell'Ohio (USA). La donna, che vive da sola ed è ancora autosufficiente, era iscritta al servizio di controllo quotidiano "Are You Ok?" attivo su base volontaria: ogni giorno, a un'ora prestabilita, riceve una telefonata automatica da una voce registrata per verificare che stia bene. Lo scorso giovedì, 9 aprile, però, la solita telefonata effettuata intorno alle 18 va a vuoto, così come quella successiva e quella dopo ancora. Nemmeno la figlia, contattata dagli operatori, riesce mettersi in comunicazione con lei. A quel punto, scatta il protocollo di sicurezza e una pattuglia di agenti viene inviata a casa per un controllo.

Giunti sul posto, la polizia tenta di farsi aprire la porta suonando al citofono, ma nessuno risponde. Dopo aver verificato con i vicini e constatato che l'auto era in garage, i poliziotti decidono così di entrare in casa. Nel salotto e in cucina tutto sembra tranquillo. La sorpresa arriva quando viene aperta la porta della camera da letto. L'anziana signora, per fortuna, sta benissimo: era solo assorta a giocare a un videogioco.

Massima concentrazione per battere il record personale

Il TG locale News 5 Cleveland ha mostrato l'audio recuperato dalle bodycam e dalle conversazioni con gli operatori del Pronto Intervento. "Siamo qui con lei", si sente dire da un agente. "Sta giocando ai videogiochi nella sua camera da letto". Proprio come un adolescente impegnato in una sessione immersiva, la signora si era completamente estraniata dal mondo esterno perché concentrata a battere il suo record in un videogame che, sfortunatamente per la nostra curiosità, non è stato reso noto.

Vista l'età della donna, il fatto che fosse a letto e la volontà di "battere il proprio livello" (come riportato dai cronisti), possiamo presumere che si trattasse di un mobile game, forse della tipologia dei bubble shooter, ossia quei videogame tipo "Puzzle Bubble" dove occorre creare combinazioni di bolle colorate per farle scoppiare e liberare il tabellone di gioco. Videogame di questo tipo vengono realizzati con colori ed effetti sonori pensati proprio per mantenere il focus del giocatore e la struttura procedurale – ogni tot punti o tempo di gioco si passa al livello successivo – è costruita per invogliare l'utente a continuare a giocare per sfidare i propri limiti. Esattamente ciò che sembra essere successo alla novantunenne, che probabilmente ha anche disattivato le notifiche per non essere disturbata. Ciò che è sicuro è che gli agenti si sono fatti una risata quando hanno potuto constatare l'accaduto. La speranza è che l'intromissione della polizia non abbia impedito alla signora di stabilire un nuovo primato personale.

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