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Pokémon torna alle basi, Rosso Fuoco e Verde Foglia su Nintendo Switch: ora hanno una nuova forma

I remake per Game Boy Advance dei primi giochi Pokémon arrivano su Switch il prossimo 27 febbraio. Il lancio coincide con il Pokémon Day, l’anniversario dedicato ai mostriciattoli tascabli, che nel 2026 compiono trent’anni.
A cura di Lorena Rao
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Charmander, Squirtle o Bulbasaur? Per molte persone, non una semplice scelta di gioco ma un piccolo trauma generazionale consumato davanti allo schermo del Game Boy. Ora quel dilemma è pronto a ripresentarsi: il prossimo 27 febbraio, Pokémon Rosso Fuoco e Pokémon Verde Foglia ritornano in versione digitale su Nintendo Switch e sulla nuova Switch 2. L’annuncio arriva da The Pokémon Company. Il costo sarà dell'operazione sale a 19,99 euro per versione, a differenza dei 9,99 euro richiesti per i capitoli classici di prima e seconda generazione proposti su Nintendo 3DS

Usciti originariamente su Game Boy Advance nel 2004, i due titoli rappresentano il remake dei primissimi giochi pubblicati in Giappone nel 1996, Pokémon Rosso e Pokémon Blu. Il ritorno in formato digitale diventa così non solo un’operazione nostalgia, ma anche l’occasione per rendere nuovamente accessibile uno snodo fondamentale della storia del videogame: la consacrazione del gioco di ruolo in mobilità. Sul piano dei contenuti, è confermata la presenza del multigiocatore in locale, sia per le lotte sia per gli scambi, elemento centrale dell’esperienza fin dagli esordi della serie. Novità anche sul fronte delle lingue, dato che il selettore non è più interno al gioco.

Questo vuol dire che ogni variante linguistica viene venduta come pacchetto separato, con cinque versioni differenti per ciascun titolo, italiano compreso. In altre parole, se si acquista l'edizione italiana non si può modificare lingua all'interno del gioco, ma bisogna comprare un'altra versione con l'idioma desiderato. Una scelta che può rendere meno immediato l’acquisto per chi è abituato a cambiare lingua direttamente dal menu iniziale. Il lancio previsto il 27 febbraio 2026 coincide con la data in cui si celebra il Pokémon Day, anniversario del debutto giapponese della serie.

Pokémon compie 30 anni: il franchise nato da Satoshi Tajiri

L’idea di Pokémon prende forma all’inizio degli anni Novanta dalla mente di Satoshi Tajiri, appassionato di insetti fin dall’infanzia. Cresciuto nella periferia di Tokyo durante il boom economico giapponese, Tajiri osserva come l’urbanizzazione cancelli progressivamente gli spazi naturali in cui colleziona e scambia coleotteri. Da qui nasce l’intuizione oggi diventata storia: ricreare quell’esperienza di scoperta e scambio in formato digitale, attraverso dei mosticiattoli tascabili. Con il supporto di Ken Sugimori per il design delle creature e la collaborazione di Nintendo, il progetto prende forma proprio su Game Boy, sfruttando in modo innovativo il cavo link per incentivare lo scambio tra giocatori.

Quando escono in Giappone nel 1996, Pokémon Rosso e Verde partono con vendite contenute, ma il passaparola li trasforma rapidamente in un successo travolgente. L’introduzione di 151 creature collezionabili, la struttura aperta dell’avventura e l’idea di “acchiapparli tutti” diventano un fenomeno culturale che supera i confini del videogioco. Nel giro di pochi anni arrivano l’anime, il gioco di carte collezionabili e un’espansione internazionale che porta il marchio a imporsi come uno dei più redditizi dell’intrattenimento globale. Se teniamo conto solo delle vendite dei videogiochi Pokémon dal 1996, parliamo di un fatturato che supera i 100 miliardi di dollari.

A trent’anni dal debutto, il ritorno di Rosso Fuoco e Verde Foglia dimostra quanto quell’idea semplice — catturare, allenare e scambiare creature — continui a reggere nel tempo. E quanto, nonostante tecnologia e mercato cambino radicalmente, la scelta iniziale tra tre piccoli mostriciattoli resti ancora oggi un rito di passaggio per intere generazioni di giocatrici e giocatori. Solo pochi giorni fa una carta del gioco collezionabile è stata venduta per oltre 16 milioni di dollari, frantumando ogni record precedente.

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