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Pokémon Go renderà infallibili i robot per la consegna delle pizze: l’idea di Coco Robotics

Con la con Niantic Spatial, l’azienda Coco Robotics intende trasformare i dati raccolti da Pokémon Go per guidare una flotta di robot-fattorini attraverso le metropoli del mondo. Grazie al sistema VPS, i piccoli veicoli useranno gli oltre 30 miliardi di scatti collezionati dai giocatori per orientarsi con precisione millimetrica nelle città, superando i limiti del GPS.
A cura di Niccolò De Rosa
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Quasi dieci anni fa milioni di persone camminavano per le strade con lo smartphone in mano inseguendo Pokémon per la città. Oggi quelle stesse immagini e quegli stessi dati potrebbero aiutare un robot a consegnare un pacco o una pizza fumante nel posto giusto e al momento giusto. È il risultato della partnership tra Niantic Spatial, società specializzata in intelligenza artificiale nata come costola della Niantic (specializzata nello sviluppo di videogiochi), e la startup di consegne robotiche Coco Robotics. L'accordo punta a sfruttare l'enorme patrimonio di dati raccolti negli anni dal gioco Pokémon Go per migliorare la navigazione dei robot che effettuano consegne nelle intricate arterie urbane delle grandi metropoli.

L'eredità di Pokémon Go: una mappatura collettiva

Da quando Pokémon Go è stato lanciato nel 2016, il gioco ha trasformato il mondo reale in una gigantesca caccia al tesoro. Utilizzando una mappa che riproduce strade, vicoli e luoghi di interesse, l'app nasconde i Pokémon in diversi punti delle città e per catturarli, i giocatori devono spostarsi fisicamente fino ai luoghi in cui compaiono. Una volta arrivati, attraverso la fotocamera dello smartphone le creature appaiono sovrapposte all'ambiente reale grazie alla realtà aumentata, come se fossero davvero presenti nello spazio circostante.

Nell'estate dell'esordio, centinaia di milioni di utenti in tutto il mondo iniziarono a esplorare parchi, piazze e strade alla ricerca dei Pokémon. In appena due mesi l'app venne installata da circa 500 milioni di persone e anche chi era abituato a stili di vita ben più sedentari passava le giornate a camminare per chilometri nella speranza di incrociare qualche Pokémon raro. Quello di cui non tutti si sono resi conto, però, è che mentre inquadravano monumenti e piazze per catturare un Pokémon, gli utenti stavano contribuendo a una gigantesca operazione di mappatura urbana collettiva. Proprio quei dati oggi costituiscono infatti la base tecnologica di Niantic Spatial che Coco Robotics vuole sfruttare per rendere più efficienti i suoi robot-fattorini.

La tecnologia di Pokémon Go aiuta a superare i limiti del GPS

Niantic ha utilizzato oltre 30 miliardi di immagini raccolte tramite il gioco e altre applicazioni per addestrare un sistema avanzato di localizzazione chiamato Visual Positioning System (VPS). A differenza del GPS tradizionale, che si basa sui satelliti, il VPS determina la posizione osservando ciò che si trova intorno: edifici, lampioni, insegne o altri punti di riferimento. Confrontando l'immagine catturata dalla fotocamera con quelle presenti nel database, il sistema può stabilire con grande precisione dove si trova l'utente, spesso entro pochi centimetri. Il risultato è una sorta di enorme modello del mondo reale. Una mappa tridimensionale alimentata da milioni di fotografie scattate dagli stessi giocatori mentre partecipavano alle sfide del gioco, visitavano le cosiddette arene Pokémon o scansionavano punti di interesse per ottenere ricompense.

La precisione di questi sistemi può fare la differenza nel mondo delle consegne in città. Come ben sa chi passa le giornate a districarsi nel traffico, nei grandi centri urbani il GPS non è sempre affidabile. I segnali satellitari rimbalzano sui palazzi, creano interferenze tra loro e possono spostare la posizione indicata sulla mappa anche di decine di metri. In un dedalo fatto di grattacieli e sottopassaggi, un robot o un corriere rischia di trovarsi nel posto sbagliato o sul lato opposto della strada. Ed è proprio qui che entra in gioco la nuova collaborazione con Coco Robotics, che ha nel food delivery uno dei suoi core business.

Un robot–fattorino di Coco Robotics
Un robot–fattorino di Coco Robotics

Come funzioneranno i nuovi robot-fattorini

La startup statunitense utilizza piccoli robot su ruote grandi più o meno come una valigia. Si muovono sui marciapiedi a circa otto chilometri orari e possono trasportare fino a otto pizze extra-large o diverse borse della spesa. La flotta conta circa un migliaio di robot operativi in diverse città tra Stati Uniti ed Europa e ha già effettuato centinaia di migliaia di consegne. Per competere davvero con i corrieri umani, però, questi robot devono essere estremamente precisi per arrivare nel punto esatto davanti al ristorante per il ritiro e fermarsi proprio davanti alla porta del cliente, non qualche metro più in là.

Grazie alla collaborazione con Niantic Spatial, i robot di Coco integreranno il sistema VPS insieme al GPS tradizionale. Dotati di quattro telecamere che osservano l'ambiente circostante, potranno confrontare in tempo reale ciò che "vedono" con il gigantesco archivio di immagini raccolte negli anni dai giocatori di Pokémon Go. In questo modo saranno in grado di capire con maggiore precisione dove si trovano anche nelle zone in cui il GPS diventa impreciso. Il sistema consentirà ai robot di posizionarsi correttamente nei punti di ritiro, evitare ostacoli e raggiungere con maggiore accuratezza l'ingresso del destinatario. Una strategia alternativa a quella utilizzata, per esempio, dai robot-postivi di Poste Italiane, che invece sfrutta un mix di navigazione satellitare e unità inerziali per stabilire le traiettorie di guida.

Per Niantic Spatial la collaborazione rappresenta solo il primo passo per costruire una mappa vivente del pianeta, una rappresentazione digitale dettagliata e costantemente aggiornata del mondo reale. Man mano che i robot di consegna si muoveranno nelle città raccoglieranno nuove immagini e dati, che verranno reinseriti nel sistema migliorandone ulteriormente la precisione. Un ciclo continuo in cui il mondo reale alimenta il modello digitale e il modello digitale aiuta le macchine a muoversi nel mondo reale.

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