Perché tutti odiano Seedance 2.0: il problema del nuovo generatore di video IA
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Tutto è iniziato con un video Tom Cruise e Brad Pitt che combattono su un tetto. Schivano calci e pugni tra le macerie di un grattacielo, dietro c'è lo skyline di New York al tramonto. Potrebbe essere la scena di un film d'azione e invece è un video generato da un nuovo modello IA. Si chiama Seedance 2.0 ed è stato lanciato in versione beta da ByteDance – azienda proprietaria di TikTok – a inizio febbraio.
A differenza dei tradizionali generatori text‑to‑video, il sistema supporta un flusso multimodale: gli utenti possono combinare fino a nove immagini, tre brevi video e tre clip audio con un prompt testuale per guidare la scena, riproducendo composizione visiva, movimenti di camera e ritmo sonoro in modo coerente. In altre parole, è performante e potrebbe alzare l'asticella segnando un upgrade per i modelli di generazione video.
E infatti, Seedance 2.0 non è passato inosservato. Studi cinematografici, sindacati di attori e persino la Walt Disney Company hanno subito denunciato l’uso non autorizzato di volti, voci e personaggi protetti da copyright. Non si tratta solo di violazioni legali: strumenti come Seedance 2.0 sollevano anche interrogativi su etica, privacy e sicurezza digitale.
Cos’è Seedance 2.0 e perché ha attirato l’attenzione
Seedance 2.0 si presenta come uno dei modelli di intelligenza artificiale per video più avanzati, in grado di trasformare istruzioni in linguaggio naturale, immagini, audio e clip di riferimento in brevi video.
Il modello è progettato per produrre narrazioni multi‑scena con continuità stilistica – mantenendo costanti personaggi, abbigliamento, illuminazione e camera attraverso sequenze multiple – e genera l’audio sincronizzato (dialoghi, effetti sonori e musica di sottofondo) insieme al video, eliminando la necessità di post‑produzione separata.
Seedance 2.0 punta sull’accuratezza nella resa fisica dei movimenti, sulla coerenza tra scene e sull’integrazione nativa dell’audio, consentendo output in alta definizione (fino a 1080p o 2K secondo alcune piattaforme) in tempi più rapidi rispetto a modelli simili. Sebbene il modello sia stato reso disponibile inizialmente in versione beta in Cina attraverso app di ByteDance come Jianying, è destinato a raggiungere anche il pubblico globale tramite piattaforme come CapCut.
Una lotta legale e culturale sui contenuti generati dall’IA
La reazione di Hollywood è stata immediata e dura. La Motion Picture Association (MPA), l’organizzazione che rappresenta i grandi studi statunitensi, ha accusato ByteDance di utilizzare opere protette da copyright senza autorizzazione e ha chiesto che Seedance 2.0 di bloccare la creazione di video. Secondo il CEO e presidente della MPA Charles Rivkin, il modello opererebbe senza misure efficaci di salvaguardia contro l’uso non autorizzato di contenuti protetti, mettendo a rischio il lavoro di artisti e professionisti dell’industria.
È intervenuto anche il sindacato degli attori americani SAG-AFTRA che ha definito inaccettabile l’uso non autorizzato di voci e volti dei suoi iscritti.
La posizione della Walt Disney Company
Anche la Walt Disney Company si è schierata contro Seedance 2.0. Ha inviato a ByteDance una lettera di diffida, accusa l'azienda di aver usato senza autorizzazione personaggi protetti. Tra questi, Spider-Man, Darth Vader e Grogu (“Baby Yoda”). La compagnia ha definito questa appropriazione una violazione intenzionale e massiccia dei propri diritti di proprietà intellettuale.
Una precisazione. Disney non è contraria all’IA in generale: in passato ha infatti siglato accordi con altre aziende per usare contenuti generati dall’IA in modo controllato sulle sue piattaforme.
Una sfida più ampia: tecnologia, etica e futuro del cinema
Dietro lo scontro legale c’è una grande domanda: fino a che punto l’intelligenza artificiale può sostituire o affiancare il lavoro umano nella creazione di contenuti culturali? Per molti professionisti del cinema strumenti come Seedance hanno un grande potenziale creativo, tuttavia l’uso indiscriminato di opere protette può violare i diritti d’autore e danneggiare chi lavora nel settore
Il dibattito non riguarda solo il copyright, ma anche i rischi etici legati alla privacy e all’uso di tecnologie deepfake, capaci di replicare volti e voci in modo estremamente realistico.
Verso regole chiare: normative e controlli sull’IA video
La partita legale e culturale contro Seedance 2.0 è appena cominciata. Per affrontare i rischi dei generatori video sempre più performati serve un quadro normativo chiaro e aggiornato sulla protezione della privacy e dell’identità digitale e standard tecnici capaci di autenticare e tracciare i contenuti generati dall’IA.
Sarà anche fondamentale introdurre controlli interni negli strumenti e nelle piattaforme che distribuiscono questi contenuti, stabilendo regole e limiti precisi. Il dibattito non riguarda solo ciò che la tecnologia può fare, ma cosa dovrebbe fare, e con quali regole e limiti.