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Perché i carabinieri hanno deciso di arruolare il loro primo cane robot

Da dicembre il reparto artificieri dei carabinieri di Roma ha cominciato a usare Saetta, un cane robot in grado di svolgere un lungo elenco di operazioni. Si tratta di un droide sviluppato da Boston Dynamics e ottimizzato per lavorare con gli ordigni esplosivi.
Intervista a Luca Ciabocco
Tenente Colonnello dei carabinieri
A cura di Valerio Berra
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Si muove su quattro zampe di metallo montate su un corpo esile. Ha una livrea blu e rossa, con un braccio robotico aggiuntivo per manipolare gli oggetti che una volta piegato assomiglia a un testa. Saetta è il primo cane robot in dotazione ai carabinieri. Saetta è stato assegnato al reparto degli Artificieri di Roma. L’uso dei robot dotati di un certo grado di autonomia nelle forze dell’ordine è un tema complesso.

Può una macchina decidere chi arrestare? O peggio, a chi sparare? Nel novembre 2022 la polizia di San Francisco voleva dotarsi di robot in grado di fermare con la forza le persone sospettate di un crimine. Saetta al momento non dovrà fare niente di tutto questo, anche perché dovrà sempre essere guidato da un operatore. Per capire meglio i suoi compiti abbiamo fatto una serie di domande al Tenente Colonnello Luca Ciabocco.

Che modello di robot è stato scelto per questo progetto?

Il cane robot è prodotto dalla “Boston-Dynamics”, azienda statunitense specializzato nella progettazione e realizzazione di droidi a livello mondiale. In particolare, il modello adottato è lo “Spot”, nella versione accessoriata con braccio robotico.

Perché è stato scelto questo modello?

L’obiettivo principale è quello di garantire i più elevati standard di sicurezza per il personale operante migliorandone al contempo l’efficacia operativa. Infatti, grazie alle capacità di cui è dotato, come la presa e la manipolazione degli oggetti o l’abilità ad operare in ambienti angusti, Saetta è stato ritenuto particolarmente idoneo ad affiancare gli artificieri dei Carabinieri nei loro delicatissimi compiti.

Chi si occuperà della sua manutenzione e del suo aggiornamento?

La manutenzione ordinaria sarà affidata a nostri tecnici specializzati, mentre, attesa l’elevata innovazione tecnologica da cui è caratterizzato Saetta, per gli eventuali aggiornamenti o gli interventi di manutenzione straordinaria si farà ricorso all’azienda produttrice.

Come sarà protetto da attacchi hacker?

Possiamo dire che sono state assunte le massime cautele possibili per preservare il cane robot da attacchi di questo tipo.

Quali saranno, nello specifico, i suoi compiti?

A lui saranno devolute le più rischiose operazioni di ricognizione nell’ambito dell’attività anti-sabotaggio, nelle quali potranno essere sfruttate le sue spiccate capacità di mobilità, come, ad esempio, quelle di salire e scendere da rampe di scale, aprire autonomamente porte e rimuovere ostacoli.

Spesso questi droidi vengono usati anche per monitorare possibili minacce.

Saetta sarà capace di mappare luoghi attraverso avanzatissimi sistemi di rilevazione laser e termici, così da evidenziare la presenza di minacce e individuare, con l’ausilio di strumentazione dedicata, anche le più tenui tracce di esplosivo e di agenti chimici o radiologici.

Si occuperà anche di ordigni inesplosi?

A Saetta sarà incaricato di un altro particolare e delicato compito, ossia quello di rimuovere, con il proprio braccio robotico, i grossi petardi inesplosi che, specialmente dopo Capodanno, minacciano l’incolumità dei nostri ragazzi.

Da chi erano eseguiti tutti questi compiti prima del suo arrivo?

I delicati compiti erano svolti in parte dai veicoli cingolati a controllo remoto, meglio noti come ROV’s, di cui sono dotate tutte le articolazioni degli artificieri dell’Arma e che continueranno comunque a svolgere la successiva azione di disarticolazione degli ordigni attraverso l’impiego di cannoncini ad acqua ad alto potenziale. Ma ora, grazie al cane robot, si potranno raggiungere luoghi prima inaccessibili ai normali veicoli.

Saetta è un esperimento isolato o sarà il primo di una nuova serie di robot?

Al momento, abbiamo approvvigionato per l’ordinario impiego solo lui, destinandolo all’Aliquota Artificieri Antisabotaggio di Roma, anche in prospettiva della prossima ricorrenza giubilare del 2025, che vedrà concentrarsi nella Capitale milioni di fedeli e turisti. In futuro, non escludiamo di poterne approvvigionare altri, con cui equipaggiare anche altri Reparti.

Per quali compiti e per quali altri reparti potrebbero essere destinati?

La spiccata agilità di Saetta e dei suoi futuri colleghi potrebbe essere utilmente impiegata anche in occasione di calamità naturali, durante le quali potrebbe agevolare i soccorsi riuscendo a rintracciare eventuali dispersi, grazie alla possibilità di accedere in aree a rischio precluse all’uomo.

Potranno essere usati anche per compiti che prevedono un’interazione con i civili?

Al momento, il suo impiego è quello che abbiamo finora descritto. In futuro e dopo averne saggiato sul campo le potenzialità, valuteremo eventuali ulteriori e validi utilizzi.

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