Macarena, Call of Duty e bombardamenti in Iran: l’inquietante messaggio dietro i video della Casa Bianca

C'è una guerra, ci sono le bombe, ci sono i morti. C'è però anche la Macarena che suona sotto le immagini dei cacciabombardieri Usa e i video di Call of Duty: Modern Warfare 3 alternati con i filmati degli attacchi in Iran. Questi contenuti sono stati pubblicati su X dall'account ufficiale della Casa Bianca. Bisogna fare attenzione perché non siamo semplicemente di fronte a contenuti di cattivo gusto, i video fanno parte di una strategia di comunicazione molto precisa e comprenderla è l'unico modo per non diventare vittime del processo. Come scriva George Orwell, la propaganda è veramente un’arma, come i cannoni o le bombe, e imparare a difendersene è importante come trovare riparo durante un attacco aereo.
Siamo di fronte a una politica che saccheggia simboli pop, li svuota del loro significato originale e li piega per fini ideologici. La guerra così viene incastrata dentro dinamiche semplicistiche. C’è chi vince e chi perde. Ci sono i forti e i deboli. Chiaramente ci sono i buoni e i cattivi.
I video pubblicati da Usa e Israele
Il primo video pubblicato dalla Casa Bianca è intitolato Epic Fury, il nome dato all'operazione militare degli Usa sull'Iran. Mostra razzi statunitensi che vengono lanciati, colpiscono esplodono e sotto suona la Macarena. Mercoledì, è stato pubblicato un altro filmato su X. Si apre con un video tratto dal videogioco del 2023 Call of Duty: Modern Warfare 3, per poi passare alle riprese degli attacchi contro l'Iran. Il video ha raccolto quasi 49 milioni di visualizzazioni. L’ultima clip pubblicata sull'account ufficiale è un mashup di personaggi come Superman, Walter White e Deadpool, intervallati dai bombardamenti in Iran.
Anche Israele sta adottando una tattica simile: promuove la campagna militare in Iran trasformando la guerra in meme. L'Idf ha infatti pubblicato su X una clip degli attacchi con sotto il mashup virale di “Nothing beats a Jet2 Holiday” e“Danza Kuduro”. Tra le immagini scorrono le foto di Khamenei e altri leader iraniani con la scritta “Eliminato”. Sotto c’è scritto. “I nostri jet non vanno mai in vacanza”.
La strategia di comunicazione dietro ai video
Chiaramente i video sono propaganda studiata ad hoc per abbassare il livello di dramma. Paragonare gli attacchi a un videogioco di fatto spinge gli utenti a sovrapporre la guerra reale alle dinamiche dell’intrattenimento. Le immagini dei missili, montate come un trailer e accompagnate da una hit pop come la Macarena, trasformano un’operazione militare in un contenuto da scrollare.
Non è la prima volta che l'amministrazione Trump attinge all'universo pop. Il presidente durante i suoi comizi ha utilizzato più volte brani musicali, tra l'altro senza l'autorizzazione degli artisti. E Infatti in molti hanno reagito chiedendo lo stop immediato o intraprendendo azioni legali. Per esempio i White Stripes, che nel 2014 hanno fatto causa al vicedirettore delle comunicazioni della campagna di Trump per aver utilizzato la loro canzone "Seven Nation Army" in un video. Non solo, ha chiuso il Board of Peace con YMCA dei Village People e, a settembre il Dipartimento per la Sicurezza Interna aveva lanciato una campagna controversa. Un video in stile Pokémon per promuovere i raid dell’ICE, riducendo così persone reali a carte collezionabili.
Questo slittamento in realtà era già stato previsto negli anni Sessanta dal filosofo Guy Debord, autore de La società dello spettacolo. Semplificando, Debord sosteneva che nelle società contemporanee la realtà si sarebbe sempre più trasformata in uno spettacolo. Anche gli eventi più tragici come una guerra. Ed è esattamente quello che stiamo vedendo con i video della Casa Bianca.
Il risultato è una forma di comunicazione che abbassa la soglia emotiva del pubblico. Non vediamo più un bombardamento con le sue conseguenze umane, ma come un contenuto. È questo il punto più importante: quando la guerra diventa intrattenimento, diventa anche più facile accettarla.