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Intelligenza artificiale (IA)

L’uomo che aveva trovato il sistema perfetto per guadagnare da Spotify, almeno fino al suo arresto

Michael Smith è un musicista. Nel 2018 capisce che può guadagnare di più da Spotify se mette online delle canzoni fatte con l’intelligenza artificiale e ascoltate da un sistema di account bot. Nel giro di qualche anno è riuscito a mettere in piedi un sistema da oltre 600.000 streaming in grado di generare ricavi per 8 milioni di dollari.
A cura di Valerio Berra
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La storia di Michael Smith si è conclusa con una multa da 8,1 milioni di dollari. È l’ultimo capitolo di una storia che è arrivata per la prima volta ai giornali nel settembre 2024, quando Michael Smith è stato presentato al mondo come l’uomo che era riuscito a truffare Spotify con l’intelligenza artificiale. 54 anni, ex musicista, Smith viveva in una piccola cittadina nel North Carolina. Il suo piano era fatto da due parti: prima ha creato una lunga serie di brani con l’intelligenza artificiale e ha pubblicato tutto sulle piattaforme. Poi è passato all’incasso: ha creato migliaia di bot per ascoltare le canzoni generate dall’intelligenza artificiale.

Un’orchestra di algoritmi, ascoltata per un pubblico di algoritmi che però macinava soldi nel mondo reale. Restiamo su Spotify, anche se il piano si era espanso ad altre app. La piattaforma paga gli artisti per la riproduzione di ogni singolo brano. Più brani vengono ascoltati più si guadagna. Un sistema che Smith conosceva bene, visto che anche lui era un musicista. Tra il 2018 e il 2024 con la sua rete era riuscito a creare una macchina da 661.000 stream al giorno che secondo le indagini gli aveva permesso di arrivare a collezionare circa 8 milioni di dollari grazie alle royalties derivate dai diritti d’autore.

Abbiamo recuperato la sentenza, pubblicata sul sito ufficiale del tribunale di New York che ha condannato Smith. Scrive il procuratore Jay Clayton: “Michael Smith ha generato migliaia di canzoni false utilizzando l'intelligenza artificiale e le ha poi trasmesse in streaming miliardi di volte. Sebbene le canzoni e gli ascoltatori fossero fittizi, i milioni di dollari rubati da Smith erano reali”. Il problema, secondo Clayton, è legato al fatto che le royalties finite in tasca a Smith hanno ridotto la fetta dei compensi pensati per tutti gli altri artisti sulla piattaforma.

Come ha fatto Smith a nascondersi per anni

Il trucco di Smith è stato puntare sulla distribuzione. Facciamo un calcolo veloce. 661.000 streaming al giorno sono più di 20 milioni di streaming al mese. Per capirci: Sfera Ebbasta, tra gli artisti più ascoltati su Spotify in Italia, arriva a 6 milioni di streaming al mese. Smith sarebbe stato facile da individuare se avesse concentrato tutto su un unico artista.

La scelta è stata quella di allargare il numero di artisti da cui arrivavano le canzoni, puntando a distribuire il più possibile gli streaming. In questo modo non è stata subito evidente la fortuna che stava accumulando. Ora, oltre alla multa da 8,1 milioni di dollari, Smith rischia anche il carcere per frode telematica: la pena massima è di cinque anni. La sentenza è prevista per luglio.

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