L’Italia sta per avere un problema con internet: quali siti possono chiudere con lo stop di Cloudflare

L’ultimo intervento è quello di Andrea Stroppa, una volta definito come l’ambasciatore di Elon Musk in Italia. “Mi oppongo a ogni governo che mina la libertà di espressione. Il Piracy Shield italiano è una scorciatoia pericolosa”. Parole che sono state pubblicate da Matthew Prince, il Ceo di Cloudflare e l’uomo che potrebbe decidere di bloccare uno dei servizi più importanti per la rete internet.
Per capirci. Tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre in Coudflare è andato in down. Ai tempi un problema tecnico. L’elenco di servizi che si sono bloccati è stato parecchio lungo. Parliamo sia di siti medio-piccoli che di piattaforme da milioni di utenti. Ecco. Lo stesso scenario potrebbe ripetersi a breve visto che Matthew Prince ha deciso di cominciare una battaglia contro AgCom dopo una multa da 14 milioni di euro.
Come è iniziata la guerra tra Cloudflare e AgCom
Le premesse di questa storia le abbiamo raccontate tutte in questa analisi. Riassumiamo. L’8 gennaio AgCom ha deciso una multa per Cloudflare da 14 milioni di euro per non aver applicato le disposizioni per il Piracy Shield, lo strumento con cui vengono oscurati i siti dove sono trasmessi contenuti in modo illegale. Cloudflare rifiuta la multa, dice che il Piracy Shield è uno strumento illegittimo e minaccia di chiudere alcuni dei suoi servizi in Italia.
A questo punto inizia un discreto dibattito. Tutto avviene su X, piattaforma su cui il Ceo di Cloudflare Matthew Prince ha rilasciato le sue prime dichiarazioni. Da qui si è aperto un discreto dibattito in cui è intervenuto anche Claudio Borghi, senatore in quota lega. Alla fine Matthew Prince si è convinto che le sue minacce fossero troppo leggere e ha proposto di sospendere direttamente Cloudflare in Italia:
“Mi sorprende quanti illustri tecnici italiani mi stiano scrivendo messaggi privati per suggerirmi di bloccare l'accesso a tutto ciò che si trova dietro Cloudflare per una settimana. Nemmeno io avevo mai pensato di arrivare a tanto, ma fa pensare a cosa si romperebbe se lo facessimo”.
Quali siti verranno chiusi con la Cloudflare
Per vedere cosa succede in caso di chiusura di Cloudflare basta vedere cosa era successo con i down che hanno colpito la piattaforma lo scorso mese. Abbiamo recuperato i dati di quei giorni per vedere quali siti verrebbero oscurati:
- Canva
- Vinted
- Zoom
- Shopify
C’è anche un bonus. Spesso con i down di Cloudflare crolla anche Downdetector.it, il portale dedicato proprio alle segnalazioni dei down. Quelli tracciati quindi sono solo i più grossi, il problema sarà legato soprattutto ai piccoli siti che si affidano solo ai servizi di protezione di Cloudflare.