L’IA spazzerà via il potere di donne e intellettuali: la profezia del CEO di Palantir

Sul campo di battaglia, così come nel mercato globale, sopravvive solo chi è in grado di creare valore reale e chi si occupa di arte, letteratura e materie umanistiche rischia di diventare sempre più irrilevante, soprattutto se donna. È questa la tesi sostenuta da Alex Karp, CEO di Palantir Technologies, che in una recente intervista rilasciata negli studi della CNBC ha applicato questa visione tanto alle sorti delle nuove guerre che stanno preoccupando l'Occidente, quanto alla costruzione di una nuova società. Secondo il super-manager, il mondo di domani sarà modellato radicalmente dall'IA e Palantir, che in questo nuovo gioco aspira ad essere il mazziere che distribuisce le carte al tavolo, potrà decidere chi penalizzare e chi valorizzare. E Karp sembra già avere le idee molto chiare su chi potrebbe pagare il prezzo più alto: donne, intellettuali di formazione umanistica ed elettori del partito Democratico.
"Questa tecnologia sconvolge il sistema elettorale dell'umanità, in gran parte composto da elettori democratici, e riduce il loro potere economico, aumentando invece il potere economico degli elettori con formazione professionale, della classe operaia, spesso di sesso maschile".
Chi è Alex Karp e cosa fa Palantir
Filosofo di formazione e manager atipico per la Silicon Valley, Karp guida Palantir dal 2003. Su Fanpage.it ne abbiamo parlato in maniera più approfondita in questo articolo. L'azienda, fondata insieme all'originale multimiliardario Peter Thiel, è diventata una delle società tech più influenti al mondo nel campo dell'analisi avanzata di dati e dello sviluppo dell'intelligenza artificiale. Negli anni Palantir ha siglato contratti miliardari con il Pentagono e il Dipartimento di Sicurezza degli Stati Uniti, guadagnandosi una nomea controversa grazie alle tecnologie messe a disposizione di diverse agenzie governative, tra cui la stessa Immigration and Customs Enforcement (ICE), per sorvegliare la popolazione e tracciare i dati dei cittadini.
Proprio questa posizione privilegiata – sia Karp che Thiel sono vicini all'area più conservatrice degli States e hanno un rapporto privilegiato con Donald Trump – rende particolarmente rilevanti le parole del suo CEO quando parla dell'impatto politico e sociale dell'intelligenza artificiale.
Chi verrà sfavorito dall'IA: la sorte di donne e umanisti
Nel colloquio con la CNBC, Karp ha sostenuto che l'avanzata dell'IA produrrà uno spostamento significativo del peso politico di intere categorie sociali, riducendo la voce in capitolo di una fetta specifica dell'elettorato: gli elettori altamente istruiti, soprattutto se donne e provenienti da una formazione umanistica. "Questa tecnologia sconvolge gli elettori con una formazione umanistica, in gran parte democratici, riducendo il loro potere economico", ha affermato. Allo stesso tempo, ha continuato, potrebbe aumentare il peso della classe operaia con competenze tecniche o professionali. E, che verrebbe da aggiungere, è più predisposta a votare Repubblicano all'interno della cabina elettorale.
Per Karp il cambiamento non riguarda dunque solo il mercato del lavoro ma il funzionamento stesso della società. L'intelligenza artificiale, ha spiegato, potrebbe trasformare profondamente la distribuzione delle opportunità economiche, con il rischio di lasciare alcune categorie con occupazioni "meno gratificanti e meno interessanti" rispetto al passato. Una trasformazione che, secondo il manager, dovrà essere gestita politicamente. "Questi cambiamenti sconvolgeranno ogni aspetto della nostra società", ha detto, sottolineando la necessità di spiegare in modo chiaro ai cittadini come e perché il loro lavoro cambierà.
La sfida più grande per la democrazia
Il punto più controverso dell'analisi di Karp – che nell'intervista ha parlato anche della guerra in Medio Oriente e della priorità di mantenere la supremazia degli USA – riguarda però il rapporto tra intelligenza artificiale e democrazia. Il CEO di Palantir ha riconosciuto che le tecnologie su cui lavora la sua azienda possono essere "pericolose per la società", perché capaci di trasformare radicalmente i rapporti di potere economico e politico. Secondo la sua visione, tuttavia, il rischio maggiore sarebbe non svilupparle. "L'unica giustificazione che si potrebbe avere è che se non lo facciamo noi, lo faranno i nostri avversari", ha dichiarato. O si è predatore o si è preda.
Per Karp la posta in gioco è la capacità stessa degli Stati Uniti di mantenere il proprio modello politico. La corsa all'IA, ha spiegato, è legata al bisogno di "preservare la nostra capacità di essere americani a breve e lungo termine", anche se questo significa affrontare trasformazioni profonde nel tessuto sociale.