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L’IA copre il corpo delle donne e le fa pulire i pavimenti: cos’è DignifAI

Su X è apparso da pochi giorni un account che pubblica foto modificate attraverso l’intelligenza artificiale con lo scopo di restituire “dignità e rispetto” ai soggetti ritratti, ignorando completamente la loro volontà. Ancora una volta, le più colpite sono le donne.
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Miley Cyrus in un post di @DignifAI
Miley Cyrus in un post di @DignifAI

Durante il Cinquecento Papa Pio IV decise di far dipingere sul Giudizio Universale delle "mutande" a chiunque tra i personaggi dell'opera ne fosse stato sprovvisto. Una decisione che ai tempi sembrava avere un fondo di ragione – di certo non a Michelangelo -, ma che ora ci fa sorridere nella sua insensatezza. Eppure, oggi, secoli dopo, c'è qualcuno nei meandri più nascosti del web che ha deciso di fare praticamente la stessa cosa, ma con le foto di persone reali e attraverso l'uso dell'intelligenza artificiale. Tutto questo ovviamente – come troppo spesso accade nella rete – senza il consenso dei diretti interessati.

Dal 31 gennaio 2024 è apparso su X (fu Twitter) un account, si chiama "DignifAI": in ogni post ci sono due foto a confronto, il classico "prima e dopo". Peccato che la seconda non sia stata scattata davvero, ma sia stata elaborata da un'intelligenza artificiale capace di "vestire" i corpi. Come nel caso dei deep fake, le vittime predilette di questo delirio di onnipotenza sono le donne.

Che cos'è DignifAI?

È trascorso poco più di un anno da quando le intelligenze artificiali generative sono diventate accessibili a chiunque, eppure è impressionante la frequenza con cui sono state utilizzate a danno delle donne. Per sessualizzarle, violarle e punirle. In ogni caso, oggettificarle.

Chi ha creato DignifAI lo ha fatto un'altra volta. Sull'account X appena nato, che già conta quasi 32.000 follower, non c'è nessuna informazione sull'identità dell'autore. La foto profilo è un'emoji come tante e quella di copertina non è altro che una laconica, non meglio dichiarata, citazione: "Puoi sconfiggere un uomo, ma non puoi sconfiggere un'idea".

L'intento però è abbastanza chiaro: restituire "dignità e rispetto", come scrive l'anonimo utente nell'indicazione del luogo dell'account, e nella descrizione del profilo aggiunge, con toni certo poco modesti: "Stiamo iniziando un movimento".

Come DignifAI utilizza l'intelligenza artificiale per censurare i corpi

Basta scorrere i post per capire la "missione" di questa pagina: prendere foto di persone, per lo più famose, che secondo l'autore di DignifAI si sarebbero mostrate senza dignità e decoro, e modificarle, "restituendo" ai soggetti ritratti "rispetto".

La maggior parte delle foto ritrae donne famose, soprattutto creator di OnlyFans. Ma ci sono anche celebrità internazionali: in uno degli ultimi post a essere stata censurata e rivestita è stata Miley Cyrus in una foto scattata durante gli ultimi Grammy. In altre immagini ancora l'intelligenza artificiale viene usata per modificare il senso delle foto: in un altro post una ragazza, prima fotografata mentre si allena in palestra, viene "spostata" in una cucina e immortalata mentre pulisce i pavimenti.

Immagine

Tra le vittime della pagina però non ci sono solo donne. La censura ai tempi dell'IA colpisce anche gli uomini, sebbene questi rappresentino una netta minoranza. Per essere definiti "senza dignità" basta davvero molto poco: avere una barba e qualche tatuaggio è più che sufficiente. Tra i pochi uomini "rivestiti" c'è perfino Elon Musk: nella foto originale è sul uno yacht, semplicemente in costume da bagno; in quella modificata appare invece vestito di tutto punto, con giacca e cravatta.

Il problema sono i commenti

Si potrebbe pensare che questa pagina sia la creazione della mente di un singolo, magari dalle idee estremamente conservatrici e probabilmente con qualche problema di ego. Invece, la situazione è molto più allarmante di così: a fare paura sono soprattutto i tanti commenti di approvazione sotto ogni post, per non parlare dei tanti che chiedono informazioni su come ottenere e usare l'algoritmo "censore".

C'è chi scrive che "L’IA porta più rispetto alle donne di quanto faccia il femminismo" e chi invece pensa che "Sarebbe fantastico un plugin automatico di Google che applichi il #dignifAI a tutte le foto del web". Per non parlare delle decine di commenti misogini nei confronti delle vittime dei post: "Io sono una persona educata, ma non capisco  ancora la loro logica. Ho vinto un premio per il mio lavoro, ma per andarlo a ritirare penso di dover mostrare ogni punto del mio corpo”, scrive un utente a proposito dell'outfit scelto da Miley Cyrus per la cerimonia di premiazione dei Grammy.

C'è chi pensa che "queste donne sono molto più attraenti vestite" – come scrivono in diversi commenti -, e con questa convinzione applaude chi prende foto di terzi e le modifica a proprio piacimento. Poco conta se per farlo si impossessa dell'immagine di un'altra persona, che aveva deciso di utilizzare e presentare il proprio corpo in in un certo modo, per manipolarla a proprio piacimento.

Anche se può sembrare l'opposto, chi ha creato DignifAI si nutre della stessa mentalità sessista che ha generato gli orrori del deep nude e del deep fake. Sebbene in modo diverso, in ogni caso a essere violata è la libertà di autodeterminazione, soprattutto delle donne.

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