L’Antitrust multa per 3,5 milioni Instagram e Facebook: cosa dicono le accuse

A cura di Velia Alvich
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Le informazioni su come vengono usati i dati per fini commerciali e come contestare la sospensione dell’account non sarebbero sufficienti per l’Agcm. I due problemi sono stati già risolti ad agosto 2023 da Meta che ha aperto alla possibilità di fare ricorso.

Meta nei guai, ancora. Questa volta ha preso una multa dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato (conosciuto anche come Antitrust) che ha puntato il dito contro la piattaforma per il modo in cui informava gli utenti sull'uso dei dati e su cosa potevano fare in caso di sospensione dell'account. Meta è la società che gestisce Instagram e Facebook. Parlare al passato è d'obbligo. "Queste due pratiche sono state cessate da Meta nel corso del procedimento", si legge nel comunicato stampa. Ma sono andate avanti abbastanza a lungo da spingere l'autorità ad agire.

Perché l'Antitrust ha dato una multa da 3,5 milioni di euro a Meta

Sommando le due multe si arriva a 3,5 milioni di euro. Meta avrebbe violato gli articoli 20, 21 e 22 del Codice del consumo in Italia perché, al momento dell'iscrizione a Instagram, non avrebbe informato subito gli utenti su come vengono utilizzati i "loro dati personali per finalità commerciali". Insomma, quando si atterra sul social specializzato nelle immagini e nei video compare subito lo slogan "Iscriviti per vedere le foto e i video dei tuoi amici" e, scritto in piccolo in fondo alla pagina, si può trovare in breve la frase "scopri in che modo usiamo e condividiamo i tuoi dati.

Una volta cliccato sulla pagina delle condizioni bisogna scorrere fino quasi alla fine per scoprire che i dati degli utenti possono essere utilizzati "per mostrare inserzioni, offerte e altri contenuti sponsorizzati che riteniamo interessanti per l'utente". E solo più avanti, si legge che le inserzioni vengono mostrate nel social "dietro pagamento da parte di aziende e organizzazioni" a Meta. In breve, secondo l'Antitrust si tratta di una pratica commericale scorretta.

Un secondo problema è stato riscontrato anche sul modo in cui vengono gestite le sospensioni degli account su Facebook e Instagram. Meta, infatti, non avrebbe fornito agli utenti le informazioni necessarie per contestare la sospensione dei loro account, dando anche un tempo breve per farlo.

Non è passato molto prima che arrivasse la replica di Meta: "Siamo in disaccordo con la decisione presa dall'Agcm e stiamo valutando le possibili azioni da intraprendere". Intanto, però, entrambi i punti evidenziati dall'Antitrust sono stati già risolti. Un punto che è stato sottolineato dall'azienda: "Già ad agosto 2023 abbiamo apportato delle modifiche per gli utenti italiani che indirizzano i temi sollevati dall'Agcm".

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