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La settimana da incubo di Sam Altman: dopo l’inchiesta, qualcuno ha tirato una molotov contro la sua casa

Venerdì un aggressore ha lanciato una molotov contro la casa di Sam Altman, CEO di Open AI che a inizio settimana è stato oggetto di un’inchiesta giornalistica che ne ha dipinto un quadro tutt’altro che lusinghiero. Dopo l’attacco, Altman ha accusato i giornalisti di aver alimentato un clima ostile nei suoi confronti, ma la sua reputazione e quella della sua azienda continuano a scricchiolare.
A cura di Niccolò De Rosa
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Anche per i miliardari arrivano quelle settimane in cui tutto va storto. Sam Altman, CEO di OpenAI, l'azienda che ha creato ChatGPT e figura tra i protagonisti globali nello sviluppo dell'intelligenza artificiale, ne ha appena vissuta una. L'ultimo episodio si è verificato nelle prime ore di venerdì, quando una molotov è stata scagliata contro la sua abitazione nel quartiere North Beach di San Francisco. L'ordigno incendiario ha colpito il cancello perimetrale, provocando un principio di incendio, senza però causare feriti. La polizia è intervenuta dopo una chiamata di emergenza e ha arrestato un ventenne, che secondo le autorità avrebbe anche minacciato la sede di OpenAI poco dopo l'attacco. L'uomo, riporta la BBC, si sarebbe infatti presentato davanti agli uffici dell'azienda promettendo di "dare fuoco all'edificio" prima di essere fermato. Nessuna accusa formale è stata ancora resa nota, ma l'indagine resta aperta.

L'inchiesta e le ombre sulla reputazione

L'attacco arriva al culmine di giorni già difficili per Altman. All'inizio della settimana, un lungo e dettagliato articolo pubblicato dal The New Yorker ha restituito un ritratto tutt'altro che lusinghiero del manager che fino a poco tempo fa veniva universalmente riconosciuto come una delle menti che avrebbe traghettato verso l'era dell'IA. Basata su oltre cento interviste e documenti interni, l'inchiesta ha infatti descritto Altman come un leader spregiudicato, incline a manipolare interlocutori e collaboratori pur di mantenere il controllo.

Tra le accuse più rilevanti, quella di essere un bugiardo seriale e di adattare posizioni e dichiarazioni in base alle circostanze in modo da poter sempre compiacere il proprio pubblico. Un'immagine che contrasta con quella pubblica costruita negli ultimi anni e che, secondo molte delle persone interpellate dagli autori dell'articolo (i giornalisti Andrew Marantz e Ronan Farrow), dimostrerebbe come Altman non sia la persona adatta a condurre un'azienda leader di uno dei settori più strategici del mondo.

Altman ha sicuramente accusato il colpo e infatti, a poche ore dall'attacco con la molotov, il CEO di Open AI ha pubblicato uno sfogo sul proprio blog personale dove ha rivendicato la bontà del proprio operato e ha accusato i giornalisti di aver alimentato un clima ostile nei suoi confronti:

Qualche giorno fa è uscito un articolo incendiario su di me. Ieri qualcuno mi ha detto che secondo lui usciva in un momento di grande ansia per l'intelligenza artificiale e che rendeva le cose più pericolose per me. Ho ignorato la cosa. Ora sono sveglio nel cuore della notte, incazzato nero, e penso di aver sottovalutato il potere delle parole e delle narrazioni. Mi sembra il momento opportuno per affrontare alcune questioni.

Il sorpasso di Anthropic (non solo economico)

Quasi in contemporanea con la pubblicazione dell'inchiesta, lo scorso lunedì è arrivata un'altra notizia che ha probabilmente funestato l'umore di Altman. La rivale Anthropic, sviluppatrice del modello Claude, ha infatti annunciato di aver raggiunto, sulla base degli ultimi risultati mensili, ricavi annualizzati pari a 30 miliardi di dollari. Un dato che supera i circa 24 miliardi stimati per OpenAI e che, se confermato, segnerebbe un clamoroso sorpasso nella corsa all'intelligenza artificiale. L'azienda guidata da Dario Amodei, anche grazie al successo dei suoi modelli e degli strumenti per sviluppatori, ha infatti recuperato terreno in modo rapido, mettendo in discussione la leadership che OpenAI sembrava aver consolidato dopo il lancio di ChatGPT nel 2022.

La rimonta non è stata però solo economica, ma anche reputazionale. Da quando Altman ha deciso di siglare un accordo con il Pentagono accettando le condizioni che Anthropic si era rifiutata di accettare – il nodo principale riguardava l'utilizzo dell'IA per nuovi sistemi di sorveglianza di massa e lo sviluppo di armi totalmente autonome – centinaia di migliaia di utenti hanno iniziato a nutrire un forte risentimento nei confronti di OpenAI, tanto da abbandonare ChatGPT per migrare in massa verso Claude.

Nel giro di pochi giorni, Altman si è trovato così al centro di una tempesta perfetta: un attacco fisico alla propria abitazione, un'inchiesta mediatica che ne mette in discussione l'integrità e una sfida industriale sempre più serrata con i diretti (e agguerriti) concorrenti. Il numero uno di Open AI può però tirare un sospiro di sollievo. La settimana è quasi finita.

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