La scatola di cereali che ha segnato la fine di un’epoca: benvenuti nello Sdrogo Gate

I ragazzi e le ragazze di tutta Italia hanno qualcosa di nuovo a colazione: gli Sdrogo Pop. Sono cereali con crema al torrone nati dalla collaborazione tra Blur e Dolly Noire. Il primo, al secolo Gianmarco Tocco, è uno streamer romano, uno dei volti più popolari di Twitch Italia e della Kings League. Il secondo è un marchio streetwear milanese. Non è la prima collaborazione tra le due parti. Gli Sdrogo Pop possono essere acquistati nello store digitale di Dolly Noire al prezzo di 25 euro, perché sono venduti in bundle con una tazza mug. Sopra ci sono vari disegni, tra cui la corona, simbolo di Blur, che non a caso è soprannominato il “King”. Un'operazione che si rivolge alle giovani generazioni che seguono Twitch e Youtube, inaugurata da un video pubblicato sui canali di Blur.
Nello spot, lo streamer e il collega Francesco Marza Marzano reinterpretano due icone della serialità televisiva: Walter White e Jesse Pinkman di Breaking Bad. Non si tratta di un singolo riferimento: l'estetica del prodotto, a partire dal packaging, rimanda alla celebre serie di AMC. Eppure non è la qualità di regia, grafica e fotografia a far parlare dei cereali, ma il loro nome. Nei social e in piattaforme come Twitch e YouTube, si parla molto dello “Sdrogo Gate”. Una nuova polemica del web, che vede al centro Blur e i Melagoodo, storico gruppo di content creator nato su YouTube nel 2010. Fra i nomi più noti, al momento, Edoardo il Masseo Magro.
Cos’è lo Sdrogo Gate
Alcuni membri di Melagoodo hanno mal visto l’uso della parola “sdrogo” da parte di Blur per la vendita di un prodotto. Le motivazioni non sono legali: il termine non è un marchio registrato, per cui il suo utilizzo per fini commerciali è lecito. Le critiche contro lo streamer sono invece di natura umana. L’operazione “Sdrogo Pop” è infatti percepita dai Melagoodo come appropriazione personale di un termine oggi collettivo. Non solo. Nelle ultime settimane Blur aveva lanciato qualche critica ai creator di Melagoodo proprio per aver usato il termine Sdrogo in un format a cui lui non aveva partecipato. Eppure il legame tra Blur e Melagoodo è stato molto stretto, per anni. Come ricorderà bene chi da ha frequentato YouTube negli anni d'oro del gaming.
Spieghiamo meglio: “sdrogo” è un modo dire condiviso dalla folta community del gruppo per indicare un qualcosa che piace da impazzire, come una bella partita ai videogiochi. L’esplosione del termine avviene nei primi anni ‘10 del 2000, fino a diventare parte dello slang giovanile. Non ha nulla a che vedere con la droga, come specificato da La Nazione in un articolo del 2022. Una vicenda che spacca l'internet, dato il coinvolgimento dei vari fandom dei content creator in questione, ma che di certo sta dando i frutti in termini di marketing: nel mondo di YouTube e Twitch Italia lo "Sdrogo Gate" è il trend del momento, e di conseguenza lo diventano anche i cereali.