La nuvola nera che si è alzata sopra Teheran: dal cielo cade pioggia acida con petrolio

Dopo giorni di attacchi missilistici contro palazzi e infrastrutture, ora la popolazione di Teheran guarda con preoccupazione il cielo per qualcosa di diverso da missili e droni. Nella giornata di ieri, domenica 8 marzo, sulla capitale iraniana è cominciata a cadere una strana pioggia nera che brucia gli occhi e irrita la pelle. Il fenomeno, ascrivibile alla casistica delle cosiddette "piogge acide", sembra essere collegato alle numerose esplosioni che negli ultimi giorni hanno interessato i depositi petroliferi nella zona nord-occidentale della città.
Mentre le forze armate di Israele rivendicano sui social la paternità degli attacchi, Teheran denuncia le conseguenze ambientali e sanitarie dei raid. Il portavoce del ministero iraniano Esmail Baghaei ha dichiarato che i bombardamenti sui depositi di carburante hanno liberato nell'aria grandi quantità di sostanze tossiche. "Prendendo di mira i depositi di carburante, gli aggressori stanno rilasciando materiali pericolosi e sostanze tossiche nell'aria, avvelenando i civili e devastando l'ambiente", ha scritto su X.
Secondo le autorità iraniane, le esplosioni e gli incendi ore avrebbero causato la dispersione di idrocarburi, anidride solforosa e ossido di azoto, tutte sostanze, che mescolatesi con l'acqua piovana, possono dare luogo a precipitazioni acide e dannose per la salute delle persone.
La Mezzaluna Rossa iraniana ha invitato la popolazione a proteggere sé stessa ed eventuali alimenti esposti all'aria aperta dalla pioggia, poiché potenzialmente corrosiva.
Le testimonianze: nuvole nere e piogge di petrolio
Come raccontano le numerose immagini che giungono dalle zone colpite, a partire dalla giornata dell'8 marzo i dintorni di Teheran si sono trasformati in uno scenario apocalittico, con lingue di fuoco lunghe decine di metri che hanno continuato a bruciare tutta la notte.
I residenti raccontano di un'atmosfera pesante e irrespirabile. Una donna che vive a Teheran ha detto alla BBC che dopo i pesanti attacchi contro i depositi di carburante, il cielo è rimasto coperto per ore sotto una pesante coltre di fumo. "Si continua a sentire odore di bruciato e non si vede il sole".
Le segnalazioni più inquietanti riguardano però la strana pioggia che dopo diverse ore di incendi ininterrotti ha iniziato a cadere sulla popolazione. Una giovane insegnante ha spiegato al Time di aver visto il cielo trasformarsi come se "un mostro nero" avesse inghiottito il cielo sopra Teheran. Secondo il suo racconto, tetti e strade si sono rapidamente ricoperti di una patina scura e viscosa, simile a della vernice, e le persone che in quel momento si trovavano all'aperto hanno cominciato ad accusare forti irritazioni agli occhi e alla pelle. "Brucia e sembra che ci sia gas nell'aria", ha riferito la donna.
Anche il corrispondente della BBC Frederik Pleitgen ha documentato in un video la caduta di una pioggia inzozzata da residui di greggio.
Pioggia nera su Teheran: le possibili cause
Fin dalle prime ore successive ai raid nei pressi dei depositi petroliferi, sui social hanno cominciato a circolare indiscrezioni e voci sulla sospetta pioggia acida caduta sulla capitale iraniana. Anche se al momento mancano conferme ufficiali, il chimico atmosferico Gabriele Da Silva, professore all'Università di Melbourne, ha provato a elaborare una possibile ricostruzione del fenomeno.
La pioggia, ha spiegato Da Silva sul sito The Conversation, agisce spesso come una sorta di "lavaggio" dell'atmosfera, con le gocce d'acqua che catturano gli inquinanti presenti nell'aria e li trascinano al suolo. Nel caso dei ripetuti bombardamenti ai centri petroliferi iraniani, i roghi di grosse quantità di petrolio hanno disperso nell'atmosfera ingenti quantità di particelle ultrafini, idrocarburi e altri composti chimici che hanno "sporcato" di nero le precipitazioni. A questi si aggiungono poi gas come la già citata anidride solforosa e l'acido nitrico.
Questo mix di sostanze avrebbe così provocato una pioggia acida, ossia una precipitazione il cui PH (l'indicatore usato per misurare l'acidità o la basicità di una soluzione) è inferiore a 5. Come ricorda il sito dell'Ufficio delle Nazioni Unite per la riduzione del rischio di catastrofi (UNDRR) il pH della pioggia "standard" si aggira intorno al 5,6, mentre quello della pioggia acida è di solito compreso tra 4,2 e 4,4.
Nel complesso scenario iraniano, ha aggiunto Da Silva, la pioggia può aver trasportato anche metalli pesanti e residui delle molteplici esplosioni verificatesi nelle zone interessate dagli attacchi israeliani.
I rischi per la salute e per l'ambiente
L'esposizione al fumo e alle particelle disperse nell'aria può provocare effetti immediati, come mal di testa, irritazioni e difficoltà respiratorie, soprattutto tra bambini, anziani e soggetti con patologie polmonari. Le conseguenze, ricordano gli esperti, possono però estendersi anche sul lungo periodo. Le particelle ultrafini, note come PM 2.5, sono infatti in grado di penetrare nei polmoni e nel flusso sanguigno, aumentando il pericolo di sviluppare malattie cardiovascolari, neurologiche e tumorali.