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Guerra tra Iran, Usa e Israele

La guerra si allarga: nella nuova lista dei bersagli l’Iran ha messo le sedi delle Big Tech

Stando a quanto riporta Al Jazeera ora Google, Microsoft, Palantir, IBM, Nvidia e Oracle sono nella lista dei bersagli dei pasdaran. Le parole dell’agenzia Tasnim: “Si amplia anche la portata degli obiettivi legittimi dell’Iran”.
A cura di Valerio Berra
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La lista è stata pubblicata da Tasnim, l’agenzia di stampa ritenuta vicina al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica. Nei nuovi obiettivi dei pasdaran per questa guerra ci sono anche le Big Tech. Le grandi aziende che si occupano di tecnologia fanno parte di un elenco di “centri economici e banche” che secondo i pasdaran collaborano agli attacchi coordinati da Stati Uniti e Israele. Scrive l’agenzia Tasnim: “Mentre la portata della guerra regionale si estende alla guerra infrastrutturale, si amplia anche la portata degli obiettivi legittimi dell’Iran”. Dalle informazioni emerse fino a questo momento, le minacce sono rivolte alle strutture che si collocano attorno al Golfo Persico e in Israele.

Secondo Al Jazeera le aziende coinvolte sono Google, Microsoft, Palantir, IBM, Nvidia e Oracle. Parliamo delle Big Tech più grandi al mondo, con miliardi di dollari di capitalizzazione. I pasdaran hanno scelto di allargare la loro lista di obiettivi dopo aver denunciato un attacco condotto dall’esercito di Israele verso un edificio bancario di Teheran.

Perché l’Iran vuole colpire le Big Tech

L’Iran sta accusando queste aziende di collaborare direttamente ai bombardamenti, fornendo tecnologie e supporto all’esercito statunitense e a quello israeliano. Alcune aziende, come scrive la versione di Wired dedicata al Medio Oriente, hanno rigettato queste accuse. Altre invece hanno da tempo dei contatti di collaborazione con l’esercito. Il caso più noto è quello di Palantir, l’azienda di sicurezza guidata da Alexander Karp. Tra i fondatori c’è anche Peter Thiel, una delle figure più discusse della Silicon Valley. Qui vi lasciamo un nostro approfondimento dedicato a Karp. Nel gennaio del 2024, come riporta Bloomberg, ha firmato un accordo con il Ministro della Difesa Israeliano per supporto gli “sforzi bellici”.

Fra i servizi che Palantir aveva promesso all’esercito israeliano c’era anche la sua AIP, Artificial Intelligence Platform. Parliamo di un servizio, basato ovviamente sull’intelligenza artificiale, in grado di analizzare i bersagli nemici e pensare a piani di battaglia. Una partnership che era iniziata  dopo il 7 ottobre 2023.

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