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La foto di Giorgia Meloni che si nasconde diventa un meme: è la strategia della distrazione

Durante un dibattito alla Camera dei Deputati, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è nascosta la testa nella gaccia. Il gesto doveva essere una risposta ironica a un commento di Angelo Bonelli: è finito sulla prima pagina del Wall Street Journal.
A cura di Valerio Berra
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Una volta l’equazione era più semplice. I politici più popolari sui social erano anche quelli che riuscivano a rastrellare più voti per le elezioni. Quando Matteo Salvini aveva superato il 30% nei sondaggi era anche il politico con più follower su Facebook di tutta Europa. Era il 2018 ed erano anni diversi, l’attività su Facebook era ancora parecchio fervida in Occidente. Oggi il parallelo non è così netto ma comunque la foto di Giorgia Meloni che si nasconde nella giacca può diventare un assist perfetto.

Lo scatto è recente. Il 20 marzo durante un dibattito alla Camera, il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli ha chiesto a Giorgia Meloni di non rivolgersi a lui con “quello sguardo inquietante”. Meloni allarga le braccia e poi si nasconde dentro la giacca. La foto viene ripresa da tutte le agenzie fino ad arrivare sulla prima pagina del Wall Street Journal.

La potenza di un meme

Lo scatto è già un meme. E il meme è già virale. L’immagine ha funzionato su X (fu Twitter), ha cominciato a girare su Instagram ed è stata riportata anche dallo stesso account Instagram di Giorgia Meloni. Quasi 70.000 like in poche ore. E questa volta non sembra un attacco hacker. Anzi. Meloni che si nasconde è un’ottima base per un sacco di meme. Citiamo a braccio: “Forse abbiamo trovato Kate”, “Vieni a mamma che già non ti fa niente” o “Risolto il mistero di Sleepy Hollow”.

Far diventare virale un meme è nell’interesse del team di comunicazione di Giorgia Meloni. La strategia è la stessa che abbiamo visto prima con le barzellette di Silvio Berlusconi e poi con i selfie di Matteo Salvini. Forse ci si mette un po’ ridicolo ma alla fine si crea empatia, si stacca l’immagine del potere dalle cerimonie ingessate e la si porta in un linguaggio conosciuto da tutti quelli che frequentano i social.

Certo. Difficile che il gesto fosse pensato o voluto. Come altri leader politici Meloni usa spesso un registro più amichevole fatto di battute o frasi più leggere. In quello stesso dibattito aveva definito gli onorevoli “ragazzi”. Dopo le regionali perse in Sardegna invece aveva detto di non potersi rifugiare nell’alcol perché aveva fatto un fioretto per la Quaresima.

Il potere dei meme non riguarda solo la popolarità. Queste immagini che si moltiplicano, cambiano significato e diventano virali hanno anche un altro vantaggio: i meme distraggono. Sui social la foto di Meloni sembra l’unica cosa rimasta di un dibattito con i deputati durato ore in cui sono stati trattati decine di dossier.

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