I meme più famosi del web: storia e curiosità
14 Novembre 2022
10:53

In Italia arriva la prima Notte degli Oscar dedicata ai meme: “È il mezzo di comunicazione più potente”

I Meme hanno un linguaggio ironico, intuitivo e raccontano benissimo il mondo contemporaneo, per questo l’artista Max Magaldi ha creato un festival dedicato a loro.
A cura di Elisabetta Rosso
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I meme più famosi del web: storia e curiosità

È il figlio della decontestualizzazione, della parodia provocatoria, del nonsense. Il Meme sta entrando di diritto nel gotha delle avanguardie, perché “è il mezzo di comunicazione più potente del contemporaneo perchè nessuno pensa che il meme sia il mezzo di comunicazione più potente del contemporaneo”. Lo dice Max Magaldi artista che, a partire dal 2018, sperimenta azioni performative digitali che intrecciano musica, arte contemporanea e hackeraggio sui social network. È anche il creatore di Memissima, il primo il festival dedicato appunto ai Meme che si terrà all'Off Topic, Torino, il 19 e il 20 novembre.

Sgomitando i meme hanno conquistato sempre più terreno anche dentro le aule accademiche. Esiste infatti una teoria memetica che unisce trasversalmente semiotica, filosofia e studi sociologici dei fenomeni dell’era digitale. Insomma attraverso una specie di ciclo e riciclo dove i meme vengono creati dalle stesse persone che poi li consumano, dal tritacarne del web escono fuori “cose” che raccontano benissimo un mondo scomposto e faticoso dove non ci resta che ridere.

INSTAGRAM MEMISSIMA | Meme ispirato a Taxi Driver
INSTAGRAM MEMISSIMA | Meme ispirato a Taxi Driver

Partiamo dall'inizio. Come nasce Memissima?

Nasce l’anno scorso, dopo un lungo periodo di innamoramento da parte mia verso il mondo dei meme, è stato un po’ il modo in cui mi sono ricongiunto al contemporaneo. E quindi, dato che faccio parte del colletivo di Off Topic, un hub culturale torinese aperto alla sperimentazione trasversale, ho detto perchè non facciamo qualcosa di strutturato? Mettere su un festival della cultura memetica e farne anche un atto creativo.

In che modo?

Per esempio l’anno scorso abbiamo girato all’interno delle fiere d’arte e abbiamo fotografato 150 opere, le abbiamo poi inviate nei gruppi che fanno meme e abbiamo chiesto di usarle come basi. E sono arrivati 1500 meme da Palermo a Bolzano. Noi ne abbiamo scelti 200 e abbiamo creato una sorta di galleria d’arte virtuale di meme sulla nostra pagina. Quest’anno faremo un’altra azione performativa sperimentale, ma per ora non posso dirtela.

Va bene, e cosa puoi dirmi invece di Memissima?

Ci saranno dei talk dove ragioneremo sul rapporto tra meme e politica, post verità, fake news. E poi ci saranno i Meme Awards. Ogni gruppo presenterà i suoi contenuti che verranno raggruppati in diverse categorie, Politica, Tv, No sense e i vincitori saranno scelti dalla combinazione tra il voto della giuria e quello dei follower della pagina dell’evento Memissima/Meme Awards. Questa è la struttura e poi diciamo che l’obiettivo è sviluppare un pensiero critico e riflettere su diversi temi, per esempio capire che rapporto c’è tra meme e arte contemporanea.

Ma i meme possono essere arte contemporanea? 

Provo a spiegarla così. Ho realizzato i cartelloni del festival clonando i cartelloni del festival clonando quelli delle principali fiere d’arte torinesi, Artissima, Paratissima e The Others. Utilizzandoli come basi, diciamo. Ho solo apportato piccole modifiche aggiungendo parole o storpiandone altre. Ecco su uno c’è scritto “Il Meme e Artw”, arte ma con un errore di battitura, un typo. Questa frase spiega benissimo cosa possono essere i meme. Arte, merda totale, di tutto. Svincolano l'oggetto artistico dalla necessità di essere perfetto. Questo per un artista vecchio stampo può essere una grandissima occasione per poter giocare ancora di più con le barriere.

E invece per tutti gli altri? Intendo non gli artisti vecchio stampo.

I meme sono per tutti uno strumento in più per essere creativi. Hanno generato queste comunità super polverizzate che comunicano in modo artistico, serio e cazzone allo stesso tempo. E, se prima l’artista doveva spiegare la realtà, oggi la realtà si racconta da sé. I meme sono un’arma per raccontare un mondo che si racconta da solo, sono una forma di creatività impulsiva, incontrollabile, ho scoperto in questi anni stili differenti, espressioni settoriali, che spesso non capisco nemmeno.

INSTAGRAM MEMISSIMA | Meme ispirato al coming out di Waylon Smithers (Simpson)
INSTAGRAM MEMISSIMA | Meme ispirato al coming out di Waylon Smithers (Simpson)

E infatti c’è anche poi tutto un livello comunitario, i meme creano sottogruppi codificati

Assolutamente sì, e infatti uno degli obiettivi del festival, che fallirà perché la comunità non è rappresentabile, è però quello di provare a fare un campionamento di questa community. E, per prima cosa farle incontrare qui a Torino, e poi durante il festival realizzeremo un Meme Manifesto.

Aspetta, un Meme Manifesto?

Sì, chiediamo alla community di fare dei meta meme dove ogni autore definisce che cos’è per lui il meme. E poi vogliamo mettere tutto insieme e creare un grande manifesto meme, che in realtà sarà totalmente inutile, perchè i vari autori dicono tutto al contrario di tutto, la community è totalmente in contraddizione, come è in contraddizione il mondo. E quindi il Manifesto servirà a negare sé stesso e ad affermare questa incredibile complessità. Sarà il primo a dire: non è possibile fare un manifesto, e probabilmente nel 2022 è anche inutile.

Nonsense, contraddizione, si respira un po’ di universo Dadaista

Il meme secondo me è il compimento finale della rivoluzione Dadaista. Solo che non era stato calcolato in questo modo, perché chiaramente quando Duchamp fa l'orinatoio, i ready-made, ecco viveva in un mondo dove c’era stata la liberazione della forma, per capirci, l’artista non doveva più saper disegnare per forza, però c’erano ancora quelle istituzioni che facevano da imbuto, collezionisti, gallerie, case discografiche, eccetera. Oggi non ci sono più, tutti possono produrre il proprio ready-made, che può essere un meme o una scorreggia su YouTube.

E poi c’è tutto l’universo del linguaggio. I meme sono un nuovo modo di comunicare?

Eh, sì, ed è un universo molto stratificato. Ogni layer ha una sua interpretazione, le immagini che compongono un meme possono essere usate in mille modi dal punto di vista semiotico, per confermare il significato di origine, per contrapporsi, o magari lo stesso meme diventa un messaggio diverso a seconda della comunità che lo produce o recepisce. Tutti questi linguaggi raccontano alla fine una generazione che si è spogliata dall’illusione di comprendere il mondo e la sua totalità. C’è questo messaggio nel linguaggio usato nei meme.

C’è anche un’ ipersemplificazione, il meme è intuivo. 

Sì, è il mezzo di comunicazione più potente del contemporaneo. E poi viene appreso quasi inconsapevolmente, senza accorgertene scrollando ne vedi passare decine e così il tuo occhio viene educato alla logica, al linguaggio dei meme.

Un’altra costante di questo linguaggio è poi l’ironia. 

Il meme non prevede l’assenza di ironia, e questo è un tema interessante anche dal punto di vista di una auto analisi. È una comunicazione cinica e nasce forse come reazione a una situazione globale difficile, pesante, piena di problemi.

Può essere un’autodifesa?

Beh, sì, anche. È come un enorme bubbone pieno di pus ironico che deve scoppiare. E infatti c’è una frase che dice “non esiste un meme triste” (è un meme anche la frase).

Potrebbe esistere?

Sarebbe bello includere anche la tristezza, perché serve. Potremmo provare a realizzarlo a Memissima.

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