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Il Trump Phone è realtà: com’è fatto e quanto costa e lo smartphone marchiato dal presidente USA

Due dirigenti della Trump Mobile hanno svelato il design e il prezzo del T1, lo smartphone prodotto dal presidente statunitense. Con il suo look dorato, il prodotto punta a proporsi come alternativa patriottica dell’iPhone. Nonostante il solito marketing aggressivo, resta però il dubbio sulle componenti “made in USA”.
A cura di Niccolò De Rosa
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Il cosiddetto "Trump Phone" esiste davvero. O almeno, esiste una sua versione quasi definitiva, mostrata per la prima volta (non dal vivo, ma in videochiamata) da due dirigenti di Trump Mobile, la branca della Trump Organization che sta curando la produzione e il lancio dello smartphone griffato dal presidente Donald Trump. Rispetto alle prime informazioni fatte trapelare lo scorso giugno, ora sappiamo che costerà poco meno di 1000 dollari e quali saranno le principali specifiche tecniche. Restano invece avvolti nell’incertezza sia la data di uscita, sia l'effettiva origine dei componenti, nonostante la narrazione ufficiale continui a presentarlo come uno smartphone interamente americano.

Alla scoperta del Trump Phone: le caratteristiche tecniche

Il modello T1 Phone, questo il nome ufficiale, non è più quello presentato mesi fa. Come raccontato da Dominic Preston, il giornalista di The Verge al quale è stato mostrato il prodotto, il design è stato rivisto in modo evidente, anche se rimane fedele all'estetica sgargiante e chiassosa tanto cara al presidente Trump.

Rispetto alle prime immagini, resta la finitura dorata e l'immancabile bandiera americana sul retro, mentre il modulo fotografico abbandona l'aspetto simil-iPhone per disporre verticalmente tre sensori in un'isola ovale nera con la scritta "Trump Mobile." Anche le dimensioni sono aumentate, con uno schermo curvo che torna vicino ai 17 centimetri (poco meno di 7 pollici) promessi all'inizio del progetto.

Sotto la scocca, il Trump Phone punta ora su un processore Qualcomm Snapdragon della serie 7, una scelta ricorrente nei prodotti di fascia medio-alta. La dotazione comprende una batteria da 5.000 mAh, 512 GB di memoria interna e il supporto a schede microSD fino a 1 TB. Sul fronte fotografico, sia la fotocamera principale sia quella anteriore utilizzerebbero sensori da 50 megapixel, con la possibile presenza di un'ultra-grandangolare e forse di un teleobiettivo, elementi mai citati nelle indiscrezioni precedenti.

Le immagini del T–1 presenti sul sito di Trump Mobile
Le immagini del T–1 presenti sul sito di Trump Mobile

Quando sarà in vendita il T1

Nonostante la promozione a effetto, perfettamente in linea con lo stile comunicativo trumpiano, il lancio del T1 ha già accumulato circa sei mesi di ritardo rispetto ai piani iniziali, complice una serie di revisioni in corsa della scheda tecnica. Secondo i dirigenti di Trump Mobile, il dispositivo avrebbe già superato la certificazione FCC, un marchio obbligatorio negli States per i dispositivi che emettono frequenze elettromagnetiche, ed è ora in attesa dell'approvazione da parte di T-Mobile (la compagnia telefonica statunitense) per poter avviare le prime spedizioni. Una data precisa, però, continua a mancare. Sul sito ufficiale si parla genericamente di "più avanti nel corso dell’anno".

Quanto costerà davvero il Trump Phone

Anche il prezzo è destinato a cambiare. Sempre secondo le informazioni riportate sul sito di Trump Mobile, chi ha approfittato del prezzo di lancio versando al buio un deposito da 100 dollari (l'azienda ha più volte sbandierato oltre 600.000 i preordini, pur senza mai presentare uno straccio di prova) pagherà 499 dollari complessivi. Per tutti gli altri, il costo sarà più alto, pur restando – assicurano dall'azienda – sotto la soglia dei 1.000 dollari. Più o meno come un iPhone 17.

I dubbi sul "made in USA"

Sul sito ufficiale di Trump Mobile, il telefono viene presentato come un simbolo dei valori americani, con espressioni come "design di orgoglio americano" e la promessa di "mani americane dietro ogni dispositivo". Un messaggio coerente con un prodotto che punta a estendere la narrazione della potenza trumpiana anche al settore della telefonia mobile.

Eppure, fanno notare diversi siti specializzati, nonostante la solita propaganda iper-nazionalista è altamente improbabile che lo smartphone sarà un dispositivo al 100% made in USA. L'America, ha fatto notare il sito di PBS News, non dispone di risorse e impianti logistici per poter produrre un telefono dal prezzo contenuto senza attingere dall'estero. Se infatti l'assemblaggio finale avverrà a Miami, diversi componenti proverranno da una "nazione privilegiata". Secondo Preston, che ha cercato di decifrare allusioni e non detti dei vertici di Trump Mobile, è verosimile che non si tratti della Cina. Restano però numerosi i Paesi asiatici o sudamericani che potrebbero svolgere questo ruolo.

Tra rilanci annunciati, immagini definitive promesse e schede tecniche riscritte, il Trump Phone resta dunque un oggetto ancora tutto da scoprire. La certezza, per ora, è che il telefono esiste. Sul quando e su come arriverà davvero nelle mani dei consumatori, servirà attendere ancora un po'.

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