Il sito dove i robot affittano gli umani quando hanno bisogno di qualcosa: il caso RentAHuman.ai

Affitteresti il tuo corpo a un'intelligenza artificiale? È questo il presupposto di RentAHuman.ai, una strana piattaforma dove agenti autonomi assumono corpi umani per svolgere compiti nel mondo reale. Dal tenere in mano un cartello pubblicitario al ritirare un pacco in un ufficio postale. Lanciata a febbraio 2026 dall’ingegnere blockchain Alexander Liteplo, la piattaforma si descrive come il meatspace layer for AI: un livello fisico che collega il mondo digitale delle intelligenze artificiali con quello concreto degli esseri umani.
Gli utenti possono registrarsi gratuitamente. Una volta arrivati sulla piattaforma creano un profilo dove indicano competenze, città di residenza, tariffa oraria e portafoglio crittografico. Gli agenti software, attraverso protocolli come il Model Context Protocol (MCP), scansionano un database di profili disponibili, valutano tutto e prenotano la persona scelta per completare un incarico reale.
I pagamenti, si legge sulla piattaforma, avvengono principalmente in stablecoin o altre criptovalute sul wallet dell’utente, senza intermediari salariali tradizionali. Lo slogan è provocatorio “robots need your body”, ma cerchiamo di capire meglio come funziona e cosa c'è dietro all'esercito di robot alla ricerca di corpi online.
Numeri, entusiasmo e (soprattutto) dubbi
Secondo dati circolati online decine di migliaia di persone si sarebbero registrate. Alcune stime indicano oltre 70.000 iscritti, mentre i “bot agent” effettivamente connessi restano poche decine. Molti account però sembrano non corrispondere a profili attivi reali, e solo è stato registrato un numero ridotto di incarichi retribuiti .
La reazione al social RentAHuman.ai è divisa. Da un lato, c’è chi vede in RentAHuman un’estensione naturale della gig economy, dove chiunque può stabilire tariffe autonome e lavorare senza regole. Dall’altro, emergono critiche forti su etica, sicurezza e responsabilità legale: se un agente programmato per assumere mette una persona in pericolo chi è responsabile? L’algoritmo, lo sviluppatore o l’esecutore umano?
Un altro punto debole è la sicurezza della piattaforma stessa. Alcuni strumenti di analisi web segnalano il sito come potenzialmente rischioso o poco affidabile. Per siti così giovani, però, l’assenza di dati storici e recensioni consolidate rende difficile valutare la reale affidabilità.
Il futuro del lavoro tra AI e umanità
RentAHuman non è un semplice scherzo virale: dietro c’è una tecnologia basata su protocolli emergenti nel campo dell’IA autonoma, che cerca di creare un collegamento tra software intelligenti e attività umane nel mondo fisico. Resta da capire se questa idea possa davvero trasfromarsi in un nuovo ecosistema lavorativo – magari come evoluzione di piattaforme come TaskRabbit o Uber, ma con un’intelligenza artificiale come manager – oppure se finirà per essere ricordata come un curioso esperimento culturale.