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Il nuovo trucco degli studenti cinesi per passare gli esami: usare gli occhiali smart per copiare con l’IA

Molti studenti stanno iniziando a comprare o noleggiare i nuovi modelli di smart glasses per copiare durante gli esami. Per il rigido modello di valutazione scolastico cinese potrebbe presto essere un grosso problema.
A cura di Niccolò De Rosa
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Non sono ancora diventati oggetti di uso quotidiano, ma gli occhiali stanno già trovando usi parecchio controversi. Dopo il caso del testimone sorpreso in un tribunale inglese a ricevere suggerimenti in tempo reale per rispondere alle domande dei giudici e lo scandalo degli appalti in Kenya da parte di Meta per addestrare l'IA con i video privati degli utenti, dalla Cina arrivano le testimonianze di studenti che hanno iniziato a utilizzare gli smart glasses per copiare durante gli esami. 

Il sistema scolastico cinese è noto per i suoi durissimi esami di sbarramento che rischiano di condizionare non solo il percorso di studi, ma anche le possibilità di carriera di un giovane. Durante i giorni del Gaokao, il temutissimo test di ammissione all'università che equivale più o meno alla nostra Maturità, la tensione per i ragazzi è così alta che i sintomi legati a depressione e istinti suicidari s'impennano ben oltre il livello di guardia. Non stupisce dunque che studenti e studentesse abbiano iniziato a sfruttare le opportunità offerte da questi dispositivi indossabili per avere un aiuto in più.

Come si copia grazie agli occhiali smart

Intervistata dalla testata Rest of the World, una studentessa universitaria ha raccontato di aver acquistato i suoi occhiali Rokid non solo per fare foto o avere un aiuto in più mentre guida con lo scooter, ma anche per sfruttare la possibilità di ricevere informazioni scritte direttamente nella parte interna della lente. Alcuni modelli di smart glasses di brand come Rokid, Meta o Xiaomi possono infatti leggere i quesiti di un testo scritto ed elaborare una risposta grazie al modello di intelligenza artificiale integrata. Il tutto senza che nulla di ciò che sta accadendo sia visibile dall'esterno. Una funzione così utile che alcuni compagni hanno chiesto alla ragazza di poter noleggiare gli occhiali durante i loro esami.

L'utilizzo di questi dispositivi è ovviamente vietato formalmente negli esami ufficiali, tuttavia, far rispettare il divieto è complesso. Molti modelli sono quasi indistinguibili da normali occhiali da vista. Alcuni presentano telecamere visibili, ma altri integrano micro-display difficili da individuare a occhio nudo. Anche quando vengono effettuati controlli, il personale deve sapere esattamente cosa cercare, rendendo l'applicazione delle regole disomogenea e spesso inefficace.

Il "mercato nero" del noleggio

L'aspetto più sorprendente è proprio la nascita di un vero e proprio mercato parallelo. Sulle piattaforme digitali cinesi, studenti e commercianti hanno cominciato ad affittare occhiali smart per cifre comprese tra i 6 e i 12 dollari al giorno.
Non si tratta di episodi isolati: alcuni venditori dichiarano di aver noleggiato centinaia, se non migliaia, di dispositivi negli ultimi mesi. Gli annunci pubblicizzano esplicitamente la capacità degli occhiali di risolvere esercizi di inglese e matematica, alimentando la domanda in un contesto scolastico altamente competitivo.

I problemi etici e pratici

Molti addetti ai lavori stanno monitorando con attenzione l'evoluzione del fenomeno. Usare gli occhiali intelligenti, del resto, non è la stessa cosa che sbirciare un bigliettino o segnarsi degli appunti sul palmo della mano. Esperimenti condotti in ambito universitario mostrano quanto queste tecnologie possano incidere sui risultati: collegati a modelli avanzati di linguaggio come ChatGPT, gli smart glasses hanno permesso ad alcuni studenti di ottenere performance tra le migliori della classe. Uno scenario che apre interrogativi profondi sul futuro delle valutazioni accademiche e sull'equità del sistema educativo, soprattutto perché l'uso di questi dispositivi sembra destinato a crescere.

In Cina, milioni di paia di occhiali intelligenti vengono venduti ogni anno, sostenuti anche da incentivi governativi. Quest'anno il governo di Pechino li ha inclusi in un programma nazionale per stimolare i consumi, offrendo sconti pari al 15% del prezzo di vendita. Parallelamente, aziende come Alibaba e Xiaomi stanno investendo nello sviluppo di dispositivi sempre più sofisticati, nel tentativo di superare i limiti attuali (autonomia ridotta, surriscaldamento, problemi di indossabilità). Tutto ciò potrebbe accelerarne ulteriormente la diffusione anche in ambito scolastico.

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