I siti italiani stanno per avere parecchi problemi di sicurezza: le parole di Cloudflare

Cloudflare è uno dei tasselli più importanti nel Jenga che tiene in piedi internet. Lo abbiamo visto tra novembre e dicembre quando per due volte è andato in down bloccando l’accesso a un lungo elenco di servizi. Di fatto funziona da filtro, è un intermediario tra l’utente che vuole collegarsi a un sito e il sito stesso. Un servizio che permette agli utenti di navigare veloci nel web e ai siti di proteggersi da alcuni attacchi hacker. Un filtro che ora minaccia di ritirarsi dall’Italia.
Matthew Prince, classe 1974, è il Ceo di Cloudflare. Il 9 gennaio dal suo account su X ha minacciato di sospendere una buona parte di servizi offerti dalla sua azienda in Italia, compreso l’impegno garantito per la sicurezza informatica delle prossime Olimpiadi di Milano – Cortina. Una minaccia che parte da una multa decisa da AgCom, proprio contro Cloudflare.
Perché Matthew Prince ha attaccato l’Italia
Le parole di Matthew Prince sono abbastanza difficili da fraintendere. “Play stupid games, win stupid prizes”. “Gioca a giochi stupidi, vinci premi stupidi”. Tutto parte dalla multa da 14 milioni di euro imposta da AgCom per la mancata applicazione del Piracy Shield, quel sistema nato per bloccare i siti che trasmettono partite di calcio e film in streaming senza aver pagato i diritti.
In breve, l’accusa di AgCom a Cloudflare è quella di non aver rispettato le indicazioni sull’oscuramento dei siti. Cloudflare non solo respinge le accuse ma attacca direttamente il Piracy Shield: “L'Italia insiste sul fatto che un'oscura cricca mediatica europea dovrebbe essere in grado di dettare cosa è consentito e cosa non lo è online”.
E ancora: Prince critica i criteri con cui vengono eliminati i siti: “Nessuna supervisione giudiziaria. Nessun giusto processo. Nessun appello. Nessuna trasparenza”. Tutti punti che sono stati messi in dubbio proprio nei primi casi in cui è stato applicato il Piracy Shield. A volte sono stati oscurati IP senza motivo. In tutto questo la multa imposta a Cloudflare è oltre il doppio del fatturato che l’azienda ha registrato nel 2024 in Italia (circa 8 milioni di dollari).
Oltre a rifiutare la multa, il Ceo di Cloudflare ha detto anche che l’azienda sta prendendo in considerazione quattro provvedimenti:
- Interrompere i servizi di sicurezza informatica che stiamo fornendo pro bono in occasione delle prossime Olimpiadi di Milano-Cortina
- Interrompere i servizi di sicurezza informatica gratuiti di Cloudflare per gli utenti residenti in Italia
- Rimuovere tutti i server dalle città italiane
- Interrompere tutti i piani per costruire una sede Cloudflare in Italia
Tutte scelte che al momento sarebbero complesse da sostenere, soprattutto per i siti che non hanno garanzie di sicurezza aggiuntive oltre quelle offerte dalla parte gratuita di Cloudflare. Su X il dibattito è parecchio acceso. A un certo punto è intervenuto anche il senatore leghista Claudio Borghi. Prince ha spiegato anche che non esclude soluzioni ancora più nette:
“Mi sorprende quanti illustri tecnici italiani mi stiano scrivendo messaggi privati per suggerirmi di bloccare l'accesso a tutto ciò che usa Cloudflare per una settimana. Nemmeno io avevo mai pensato di arrivare a tanto, ma fa pensare a cosa si romperebbe se lo facessimo”.