Ho appena visto il video di un amore tossico tra due ciliegie: dentro il Fruit Drama creato con l’IA

Dopo gli Italian Brainrot e le relazioni pericolose tra gatti, negli ultimi mesi i feed di TikTok e Instagram si sono popolati di un nuovo, improbabile genere narrativo generato dall'intelligenza artificiale. I protagonisti sono frutti e ortaggi antropomorfizzati che vivono scenari da soap-opera, con drammi familiari e amori tormentati, se non tragici. È il cosiddetto "Fruit Drama", un nuovo sottogenere dell'AI slop, "la sbobba dell'IA", che al netto di una veste grafica elementare e abbozzata riesce a tenere incollati allo schermo milioni di utenti con le avventure di mirtilli bullizzati, fragole dalla vita sessuale promiscua e melanzane cariche di testosterone che mostrano comportamenti tossici.
Creare una storia da Fruit Drama è abbastanza semplice. Basta usare uno strumento basic di IA generativa e chiunque può realizzare dal nulla un contenuto completo. Molti di questi video vengono per esempio prodotti con Sora, l'app di OpenAI di generazione video che però presto chiuderà i battenti. Secondo il sito KnowYourMeme, punto di riferimento per chi vuole conoscere l'origine di un trend, il nuovo fenomeno ha fatto la sua comparsa sui social – principalmente TikTok – nel febbraio 2026.
Cosa sono i Fruit Drama
I racconti presentano più o meno tutti la stessa struttura. L'arco narrativo viene pubblicato a puntate, di solito tre o quattro, proprio come accade nelle soap, e le scene sono piuttosto statiche, con un doppiaggio elementare che traduce la natura artificiale del contenuto. Si tratta dunque di un prodotto poco curato, quasi ingenuo, che a prima vista potrebbe essere adatto solo per un pubblico di bambini. Le tematiche trattate, però, sono tutt'altro che infantili.
I personaggi del Fruit Drama fanno sesso, intrattengono relazioni disfunzionali, tradiscono i propri partner, discriminano il prossimo e, spesso e volentieri, danno alla luce figli indesiderati. In alcuni archi narrativi, la trama viene addirittura costruita per ingaggiare lo spettatore fino alla fine e indurlo a indovinare di chi sia il bebè nato nell'ultimo episodio. A differenza di quanto accade nelle telenovelas, però, nulla di tutto ciò viene esplicitato e i racconti viaggiano su continue metafore e allusioni, come la signorina Pannocchia che dà alla luce un bebè che non assomiglia al marito Carota o l'adolescente Mirtillo che, sentendosi una ciliegia, inizia un percorso di transizione per cambiare genere "botanico".

Perché funzionano: la presa emotiva dell'AI slop
Il successo del Fruit Drama segue la dinamica già nota del brainrot, il "marciume del cervello". Grazie alla sua natura effimera, priva di profondità, l'AI slop cattura l'attenzione perché combina una certa familiarità visiva con lo "shock" emotivo dato da una frase assurda, come accadeva in passato con gli Italian Brainrot di "Ballerina Cappuccina" e "Bombardilo Crococodilo". In questo caso, però, a catturare la mente dell'utente è la contrapposizione tra l'animazione bambinesca delle scene e i contenuti decisamente adulti.
A ciò si aggiunge poi un importante elemento di evasione. Questi video demenziali raccontano una storia lineare, priva di particolari spunti di riflessione. Una superficialità che riduce la soglia di attenzione e ne favorisce il consumo compulsivo. Non è un caso che diverse persone abbiano dichiarato al New York Times di guardare in loop questi video proprio per "spegnere il cervello" di fronte ai grandi problemi del mondo.
Il rischio di infantilizzare temi sensibili e l'occasione per un cambiamento
L'aspetto più problematico riguarda però il contenuto. Nonostante l'estetica cartoonesca, queste storie affrontano, sebbene in forma metaforica, temi come il sesso, l'abbandono, la violenza o il razzismo. La scelta di utilizzare frutta e verdura come protagonisti crea una distanza apparente che rende questi contenuti più digeribili, ma anche più ambigui. Da un lato si banalizzano tematiche complesse, riducendole a cliché narrativi. Dall'altro si espongono utenti molto giovani a contenuti non adatti, mascherati da animazione innocua. L'infantilizzazione diventa così uno strumento di camuffamento che permette a contenuti problematici di aggirare filtri ed eventuali censure. Il fatto di pubblicare i contenuti a puntate non fa altro che aumentare il pericolo di alimentare un circuito di dipendenza.
In attesa di nuovi e più efficienti strumenti di controllo, la chiusura di Sora potrebbe rappresentare un'inaspettata opportunità. La decisione di Sam Altman di chiudere la divisione per riallocare le risorse in altri settori più strategici potrebbe effettivamente arginare il fenomeno dell'AI slop, visto che molti di questi video vengono realizzati proprio con l'app di Sora.
Non solo. Il fatto che un colosso come Open AI abbia compiuto una scelta del genere può significare che forse ci si è accorti che spendere soldi e risorse energetiche per raccontare la storia di una fragola che vive una vita sessuale promiscua non è il modo più saggio o remunerativo per sfruttare le immense potenzialità dell'IA. E in questo cambiamento di prospettiva, per una volta, potrebbe guadagnarci anche la nostra salute cognitiva.