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Gli hotel consigliati su Booking potrebbero non essere i migliori: l’Antitrust avvia un’indagine

Secondo l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, Booking avrebbe privilegiato alcune strutture presentandole come migliori o più convenienti. Il sospetto che il sito abbia in realtà favorito i partner capaci di garantire maggiori ricavi per la piattaforma.
A cura di Niccolò De Rosa
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L'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha appena annunciato di aver avviato un'istruttoria nei confronti di Booking.com per possibili pratiche commerciali scorrette. L'indagine, ancora nelle sue fasi preliminari, riguarda anche Booking.com International B.V. – intermediaria del gruppo con le varie sedi nazionali – e Booking.com Italia. Secondo l'antitrust, la piattaforma di prenotazione per voli, hotel e residenze vacanze avrebbe favorito alcune strutture presentandole come migliori o più convenienti senza però che tali caratteristiche fossero realmente garantite da criteri verificabili.

L'Antitrust si è concentrata in particolare sui programmi "Partner Preferiti" e "Partner Preferiti Plus", che garantiscono una maggiore visibilità agli alberghi e alle case inserite al loro interno. Tali strutture, ha spiegato l'Autorità in un comunicato, godrebbero di un "migliore posizionamento nei risultati di ricerca" sulla piattaforma, elementi grafici di maggiore evidenza e claim per enfatizzarne la qualità del servizio e la convenienza in termini di rapporto qualità-prezzo. Tutti questi elementi che concorrono ad aumentare l'appeal nei confronti dei viaggiatori non sarebbero però giustificati da effettivi parametri qualitativi. Booking sembra dire agli utenti che alcune strutture sono migliori di altri ma senza spiegare il perché.

Il sospetto, chiarito dallo stesso Garante, è che il sito tenda a favorire i partner che portano maggiori ricavi alla piattaforma:

Secondo l'Autorità, infatti, la selezione delle strutture aderenti ai programmi Partner Preferiti avverrebbe perlopiù sulla base di criteri che privilegiano quelle che forniscono commissioni più elevate a Booking.com, piuttosto che sulla base delle loro caratteristiche qualitative.

Un meccanismo che, se confermato, andrebbe ad alterare la trasparenza del mercato e a impedire agli utenti di compiere scelte sulla base di logiche commerciali maggiormente meritocratiche. I clienti potrebbero infatti essere portati a credere che le strutture contrassegnate come "Preferite" offrano un miglior rapporto qualità-prezzo, finendo così per scegliere soluzioni addirittura più costose.

Nella giornata di ieri, martedì 21 aprile, i funzionari dell'Autorità hanno effettuato ispezioni presso le sedi italiane della società, con il supporto del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza. L'indagine è ora nelle fasi iniziali e dovrà accertare se le pratiche contestate abbiano effettivamente alterato la concorrenza e ingannato i consumatori.

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