Crea con l’IA una vita alternativa insieme a Joe Keery: l’inquietante storia di Kaylee

Nei primi anni 2000 era una pratica piuttosto diffusa ritagliare foto di musicisti e attori famosi da magazine e fare collage posticci da appendere in cameretta. Cose imbarazzanti, sproporzionate, dove la tua foto della comunione, di solito, veniva incollata accanto all'immagine di un tipo a torso nudo con il gel nei capelli. All'epoca si faceva il necessario con i pochi strumenti a disposizione. Ora però c'è l'intelligenza artificiale, ed è tutta un'altra storia, come dimostra il caso "Kaylee Keery".
Kaylee è fan di Joe Kerry, attore di Stranger Things, in musica Djo. Negli ultimi mesi ha creato una vita artificiale con un clone dell'artista documenta accuratamente sui social. Ci sono video IA di Kaylee e Kerry abbracciati, che si baciano, sposano, ballano semi nudi in salotto, si fanno selfie, dormono, urlano, cucinano, mangiano. Kayle ha anche pubblicato le immagini in sala parto con Keery che tiene un neonato in braccio. Chiaramente è tutto falso, anche se la maggior parte delle immagini sono fatte particolarmente bene.
Questa evoluzione non è solo tecnica, ma culturale e psicologica. Negli anni 2000 l’atto di ritagliare e assemblare immagini era una forma di fantasia controllata. Oggi, l'IA generariva permette di creare immagini false che sembrano vere. La differenza non è solo estetica: è epistemologica. Il deepfake non si limita a riprodurre immagini costruite, ma propone una realtà alternativa, ci dice: guarda come potrebbe essere.
Fan culture ai tempi dei deepfake
Il caso Kaylee Keery dimostra come l'universo della fanbase rischi di scivolare in un baratro inquietante. Il suo profilo su TikTok, con oltre 22.000 follower è una ricostruzione artificiale della vita tra lei e Joe. I video mostrano un'intimità a tratti disturbante. Qui, la linea tra creazione personale e violazione diventa sottile.
App e modelli che permettono di generare video di persone che si baciano o si abbracciano con celebrità stanno diventando mainstream. Alcune piattaforme trattano questi tool come “giochi divertenti” anche se siamo di fronte a tecnologie problematiche, che, di fatto, normalizzano la produzione di immagini non consensuali.

Il confine sottile della normalizzazione digitale
L’ecosistema generativo di immagini e video ha già superato la soglia della parodia. Il fenomeno dei deepfake porno non consensuali è esploso negli ultimi anni e continua a crescere. Pensiamo solo all'ultimo caso, la modalità bikini di Grok. Non solo, online sono diventate virali immagini sexy di Taylor Swift, Emma Watson, di Scarlett Johansson, sono stati creati siti deepnude di artiste, politiche, musiciste. E vien da chiedersi, il Kaylee Keery è tanto diverso?
Sì, non ci sono immagini sessualmente esplicite, e a Kaylee una cosa la dobbiamo riconoscere: ha scritto chiaramente sul profilo che si tratta di immagini create con l'intelligenza artificiale. Eppure non c'è consenso, la matrice alla base è la stessa, e normalizzare queste ricostruzioni romantiche rischia a cascata di legittimare anche forme più violente di deepfake.
Questa nuova frontiera ci costringe a riflettere sul ruolo dell’IA e sulle conseguenze etiche, sociali e psicologiche di un mondo in cui possiamo simulare vite intere con qualche prompt ben studiato.