video suggerito
video suggerito

Cosa sappiamo sulla bestia di Kandahar: il drone invisibile dietro l’operazione in Venezuela

Come l’RQ‑170 Sentinel statunitense avrebbe supportato l’operazione che ha portato all’arresto di Nicolás Maduro.
A cura di Elisabetta Rosso
0 CONDIVISIONI
Immagine

L'Operazione “Absolute Resolve” ha riportato sotto i riflettori l'RQ‑170 Sentinel. Sembra che questo drone stealth sia stato impiegato dagli Stati Uniti per la missione del 3 gennaio 2026 che ha portato all'arresto del presidente venezuelano Nicolás Maduro e di sua moglie, Cilia Flores.

L’RQ‑170, chiamato anche la bestia di Kandahar, è un UAV (unmanned aerial vehicle) sviluppato dal gruppo Skunk Works di Lockheed Martin. È stato introdotto ufficialmente dall'United States Air Force (USAF) nel 2007 per missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR) in profondità in ambienti ostili.

Negli ambienti di analisi militare e mediatico il RQ‑170 è stato ribattezzato la “Bestia di Kandahar”, un riferimento ai primi avvistamenti avvenuti alla base aerea di Kandahar, in Afghanistan, durante le operazioni statunitensi contro Al Qaeda nei primi anni 2000.

Invisibilità operativa: la tecnologia dietro il RQ-170

La sua forma ad “ala volante” richiama il design dei bombardieri stealth rendendolo ideale per sorvolare aree sensibili senza essere individuato. La struttura integra materiali avanzati che assorbono le onde radar, pannelli allineati lungo i bordi, sensori a filo e condotti motore schermati, per ridurre sia la firma radar sia quella infrarossa.

Una delle caratteristiche principali del drone è l’uso di sensori passivi, che gli consentono di raccogliere informazioni senza emettere segnali. A differenza di altri velivoli da ricognizione che possono trasmettere radar o comunicazioni, il RQ‑170 opera in modalità EMCON (Emission Control), permettendo di raccogliere dati di intelligence elettronica (SIGINT/ELINT) senza farsi rilevare. Si ritiene inoltre che sia dotato di radar a apertura sintetica (SAR), capace di produrre immagini ad alta risoluzione anche attraverso nuvole, vegetazione fitta o al buio.

Quanto c’è di confermato nella missione in Venezuela?

Fonti militari statunitensi non hanno rilasciato conferme ufficiali sulla presenza o il ruolo operativo dell’RQ‑170, sebbene video open‑source diffusi sui social mostrino un esemplare atterrare in una base americana a Porto Rico il 3 gennaio. Potrebbe quindi essere stato utilizzato per raccogliere dati e sorvegliare l'operazione.

Secondo gli esperti, il drone avrebbe fornito immagini ad alta risoluzione, dati SIGINT/ELINT (intelligence da segnali), e una copertura per i movimenti strategici. La sua capacità di rimanere in quota per molte ore e di operare con una firma radar ridotta lo rende un asset prezioso per pianificare le operazioni.

L’intelligence invisibile: il nuovo volto del conflitto moderno

Il drone è stato cruciale per le operazioni in Venezuela. L’RQ-170 ha fornito un vantaggio informativo cruciale, sostituendo i voli tradizionali con una sorveglianza continua e non rilevabile.

È il segno di una guerra sempre più asimmetrica e silenziosa. I droni hanno reso possibili operazioni prolungate e discrete, inclusa la sorveglianza di Nicolás Maduro. Il confronto con il passato è netto: nel 1989, per catturare Manuel Noriega a Panama furono necessarie truppe e mezzi su larga scala. Oggi, la tecnologia consente di colpire obiettivi strategici con un’impronta minima.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views