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Compra, licenzia, guadagna: come ha fatto Bending Spoons a fare un mare di soldi

Dalla prima startup in Danimarca alle acquisizioni miliardarie. Abbiamo recuperato vecchie interviste, ricostruzioni e testimonianze per capire come funziona il metodo Bending Spoons.
A cura di Valerio Berra
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“Non cercare di piegare il cucchiaio, è impossibile”. Matrix, 1999. Oggi due cucchiai piegati si intrecciano nel logo di Bending Spoons, forse la prima Big Tech che stiamo vedendo nascere in Italia. O almeno l’unica di cui sentiamo parlare. Anche parecchio. La comunicazione è chirurgica. L’intervista al Ceo di Bending Spoons Luca Ferrari sembra un passaggio obbligato nel mondo dei podcast, sia italiani sia esteri.

Cercate su Spotify. Consideriamo solo gli ultimi mesi. Il 4 novembre è stato ospite a Invest Like The Best, di Patrick O'Shaughnessy. Il 16 ottobre da Wilson, di Francesco Costa. Il 16 luglio da Actually di Riccardo Haupt. Scorrendo nella cronologia l’elenco continua. I generi sono vari ma molto spesso sono podcast in cui si parla di investimenti.

Bending Spoons non è quotata in Borsa. La sua ultima valutazione però è stata fissata a 11 miliardi di dollari. Abbastanza, come certifica Milano Finanza, da rendere i suoi fondatori miliardari e diversi dipendenti milionari. Almeno quelli in possesso delle quote. La storia di Bending Spoons e dei suoi fondatori sembra una scalata verticale. Quasi tutta in Italia dove i punteggi per l’Innovazione non sono esattamente in cima alle classifiche Ocse. Ma qual è il trucco? Come ha fatto Bending Spoons a piegare il cucchiaio?

Questo articolo è stato scritto da Valerio Berra e Elisabetta Rosso.

Il mito della fondazione: il caso EverTale

Il mito fondativo di Bending Spoons si basa su uno schema classico: ogni storia di successo parte da un fallimento. Nei suoi podcast Luca Ferrari racconta sempre l’origine della sua storia imprenditoriale. Copenaghen, 2011. Luca Ferrari, Francesco Patarnello e Matteo Danieli sono tre studenti italiani che stanno finendo un corso in Danimarca. Fondano EverTale una startup basata sull’intelligenza artificiale. “Prima che tutti cominciassero a parlarne”, come ha detto Luca Ferrari in un’intervista a Patrick O'Shaughnessy lo scorso novembre.

Al centro del progetto c’era un’app in grado di scrivere da sola un diario personale partendo dalle informazioni contenute nel nostro smartphone. L’app raccoglie un milione di euro di investimenti. I founder cominciano a lavorarci ogni giorno. Fanno diversi tentativi. La scorporano, cambiano strategia ma alla fine niente: chiudono tutto e si trovano in mano solo 40.000 euro.

Le tracce lasciate da EverTale nel 2002

Pensare a un’applicazione dell’intelligenza artificiale nel 2011 è visionario. Cercando bene però, vediamo che il progetto EverTale parte ben prima del 2011. Su WayBack Machine, l’archivio di internet, abbiamo trovato tracce del sito a partire dal 2002. La prima versione salvata di EverTale.com non ha molto a che fare con l’IA: è un servizio che permette di trasformare qualsiasi storia in un ebook.

Non è chiaro che fine abbia fatto questo progetto. Nel 2003 ci sono altri salvataggi ma sembra che il sito fosse stato usato come portale per una specie di Booking.com dedicato alle Spa. Poi i salvataggi scompaiono. Li ritroviamo nel 2011, con le prime homepage di EverTale che diventa un servizio di diaristica personale.

Certo. I domini non sono materia immutabile. Possono essere comprati, venduti, usati e buttati. Non sappiamo chi ci fosse dietro a quella prima versione di EverTale. Un dato, solo curioso. Il logo di EverTale quando era giusto un'app per ebook aveva il simbolo dell’infinito. Un simbolo poi scomparso nel design della sua versione diario. Lo ritroveremo nel 2013 in un altro logo: quello di Bending Spoons.

Il metodo Bending Spoons: fare soldi con i venture zombie

Compra – taglia – sviluppa – guadagna. In tutti i podcast da cui è passato, Luca Ferrari risponde sempre a una domanda: cosa fa Bending Spoons? Di fatto la società non ha sviluppato un prodotto ma un metodo. Acquisisce delle società tech che sono stagnanti, non crescono ma nemmeno crollano. Taglia i costi di sviluppo. Tradotto: licenzia buona parte dei dipendenti. Sviluppa il prodotto: migliora delle parti o ne inserisce di nuove. Guadagna: spesso aggiustando verso l’alto i costi per i servizi.

Fase 1: Scegli

Il primo passaggio è l’acquisizione. Ogni anno Bending Spoons acquisisce una manciata di società. Il processo di selezione è lungo. Si valutano migliaia di opzioni con analisi di mercato e modelli predittivi. Si sceglie su chi puntare. Si formula una proposta. Non troppo bassa, non troppo generosa. A questo punto si procede con il negoziato. Le aziende acquistate hanno alcuni punti in comune. Sono tutte in ambito tech, hanno un'utenza affezionata, hanno smesso crescere.

Andrew Dumont, Ceo di Curious, le definisce in un’intervista a TechCrunchventure zombies”. Curious è una società con un modello di business simile a Bending Spoons. Fabio Buttignon insegna Corporate Finance all’Università di Padova e ha spiegato a Fanpage.it come viene individuata una buona acquisizione: “Bending Spoons cerca di trovare nel mercato delle soluzioni che abbiano già un'utilità, che siano già state parzialmente di successo. Loro riescono a sfruttare il potenziale molto meglio di altri”.

L’elenco delle acquisizioni è lunghissimo. Lo trovate più nel dettaglio nella newsletter Technicismi di Riccardo Bassetto. Notevole la distanza tra la prima e l’ultima. La prima è stata un’app per personalizzare la tastiera dell’iPhone. Costo: 10.000 euro. L’ultima è stata Eventbrite, pagata circa 500 milioni di dollari. In mezzo brand storici come Evernote, Vimeo o WeTransfer.

Fase 2: Taglia

Gennaio 2023, acquisizione di Evernote. Ars Technica riporta che tutto lo staff con base negli Stati Uniti viene licenziato. Luglio 2024, acquisizione WeTransfer. TechCrunch riporta che il piano di Bending Spoons è licenziare il 75% dei dipendenti. Maggio 2025, acquisizione di Komoot. Escape Collective riporta che è stato licenziato l’80% dei dipendenti. L'ultimo caso è quello di Vimeo: acquistata da Bending Spoons nel 2025 per 1,38 miliardi di dollari. Nei giorni scorsi i media di settore hanno riportato che l'azienda è stata attraversata da un round di licenziamenti. Un dipendente ha commentato su X: "Quasi ogni persona che lavora a Vimeo è stata licenziata". Certo, l’obiettivo è quello di ridurre i costi di produzione ma non è l’unico motivo.

Uno dei pilastri su cui si basa il business model di Bending Spoons è il processo di selezione del personale. Su Reddit i colloqui fatti per lavorare nella società sono quasi un genere letterario. Entrare è difficilissimo. Sempre nel podcast Invest Like The Best Luca Ferrari ha spiegato che solo nel 2025 sono arrivate circa 800.000 candidature. Ne sono passate solo 250. L’obiettivo di Bending Spoons è quello di essere un’azienda attrattiva, in grado di raccogliere talenti in tutto il mondo. Hanno sviluppato anche dei modelli predittivi per valutare da un curriculum quali possono essere le possibilità di crescita del candidato.

Basta un esempio. Una società di medio livello come Evernote potrà attrarre sviluppatori di medio livello. Business fermo, un solo prodotto, poche possibilità di crescita. Bending Spoons offre la possibilità di staccare un biglietto per entrare in una società in crescita che lavora su più servizi. Come capita spesso nel mondo tech, nei pacchetti di stipendi vengono anche inserite opzioni di acquisto per le quote della società.

Fase 3: Guadagna

A questo punto si arriva all’ultimo passaggio. Il prodotto passa nelle mani degli ingegneri di Bending Spoons. Viene sistemato, vengono potenziati vecchi servizi o ne vengono creati di nuovi. Si passa alla cassa. Spesso si alzano i costi per i pacchetti premium. A volte invece si limitano i servizi gratuiti. Una percentuale di utenti si allontana, chi resta accetta di pagare di più. Bending Spoons non vende niente. Assorbe tutto.

Il metodo Bending Sppon
Il metodo Bending Sppon

Da dove arrivano i soldi di Bending Spoons

Il punto di partenza di tutto il processo sono le acquisizioni. Bending Spoons ha bisogno di liquidità per inglobare nuove aziende. Per ottenerla lavora molto sul debito. Lo spiega, sempre a Fanpage.it, Fabio Buttignon: “Il business model integra questa capacità di selezione delle opportunità di mercato, capacità poi di processamento e di sviluppo e di sfruttamento del potenziale. Loro fanno molta leva sul debito, lo usano per le acquisizioni”.

L’elenco dei finanziatori è lungo. L’ultimo round di finanziamenti si è concluso a fine ottobre. Ha raccolto 2,8 miliardi di dollari, usati in parte per l’acquisizione di American On Line (AOL). Parliamo di una società legata a Yahoo che forniva diversi servizi, a partire dalla mail. Secondo il Corriere della Sera solo a questo round hanno partecipato Banco Bpm, Bnp Paribas, Crédit Agricole, Goldman Sachs, Hsbc, Intesa Sanpaolo, JP Morgan, Mitsubishi Ufj Financial Group, Mizuho, Société Générale, UniCredit e Wells Fargo.

Una nota sul rating. Nel febbraio 2025 Standard & Poor's ha assegnato a Bending Spoons un rating di B+. Nel loro report parlano di un modello di business solido, con buone prospettive di crescita. Vi lasciamo il report completo della valutazione. Eppure evidenziano anche qualche rischio:

“Circa il 90% del fatturato di Bending Spoons è generato da abbonamenti, che offrono maggiore stabilità e visibilità degli utili rispetto ai concorrenti che si basano principalmente su ricavi pubblicitari volatili. Tuttavia, riteniamo che la sua base clienti sia meno fedele rispetto a quella delle aziende di software, con maggiori rischi di abbandono e una limitata capacità di aumentare i prezzi”.

Un trucco impossibile in Italia

Quello che ha fatto Bending Spoons negli ultimi anni è un unicum in Italia. Per dimensioni, per crescita e anche per il settore in cui si è affermata. In parte anche perché in Italia era impossibile seguire lo stesso modello di business. Ne abbiamo parlato con Cristiano Cominotto, avvocato esperto in diritto del lavoro: “In Italia non lo potrebbero fare. Negli Stati Uniti ci sono leggi molto diverse sul lavoro e oltretutto cambiano di Stato in Stato”.

Ma non solo. I processi di questo tipo vengono regolati in Italia anche dai sindacati: “Negli Stati Uniti i contratti di lavoro di solito prevedono un principio di licenziamento At Will, in base alla volontà del datore di lavoro. In Italia è molto diverso, anche solo perché quando parliamo di grossi numeri entrano in gioco i sindacati: chi compra una società di solito deve presentare un piano industriale, che tiene conto anche dei livelli di occupazione”.

Dove vuole arrivare Bending Spoons

Il cucchiaio non esiste. Allora ti accorgerai che non è il cucchiaio a piegarsi ma sei tu stesso”. La clip di Matrix da cui prende il nome Bending Spoons si chiude con un Neo un po’ perplesso che guarda il cucchiaio e riesce a piegarlo. Non sappiamo quale sia il legame tra questa scena e l’obiettivo di Luca Ferrari. Ma possiamo vedere qualche porta che si sta aprendo attraverso il codice.

Uno dei passaggi di cui si parla di più attorno a Bending Spoons è la quotazione in Borsa. Un salto che potrebbe avvenire già nel 2026. Il 13 novembre in un’intervista a Reuters lo stesso Ferrari aveva detto che tutto era pronto: “Non so se saremo quotati l'anno prossimo, ma siamo pronti. Ogni anno potrebbe essere quello giusto”. E non in Italia. Direttamente a Wall Street.

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