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Intelligenza artificiale (IA)

Ci sono persone che stanno creando “cloni digitali” per farli lavorare al loro posto

Ci sono già diverse aziende che stanno investendo nel settore, il prezzi per creare una propria copia artificiale partono da 30 euro ma possono arrivare anche a 400 euro.
A cura di Elisabetta Rosso
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È notte, Jakov Petrovič Goljadkin è appena stato cacciato da una festa a palazzo, quando si imbatte in una figura identica a lui. Non solo per aspetto. Parla, pensa, si muove come Goljadkin. Ha anche il suo stesso nome. Il sosia di Fedor Dostoevskij, altro non è che una proiezione mentale, oggi però è possibile dare una forma e una voce ai nostri simulacri.

La tecnologia sta investendo sempre di più nei cloni digitali. Copie artificiali che, come il sosia, parlano, pensano e si muovono come noi. E c'è già chi li sta utilizzando per farli lavorare al loro posto. Tra questi Deepak Chopra. Lo scrittore e medico indiano, ha deciso di creare un suo clone digitale per rispondere alle chiamate Zoom, alle mail, e dare consigli gratis ai suoi follower. Il clone, realizzato da Delphi è stato addestrato per parlare, muoversi e imitare Chopra.

“I coach o gli esperti il ​​cui tempo è solitamente molto costoso possono ora consentire a un numero infinito di persone di imparare da loro in modo personalizzato, a un costo molto più basso (o gratuitamente)”, ha spiegato Dara Ladjevardian, co-fondatrice e CEO di Delphi al Daily Mail.

"Credo che prima o poi tutti avranno un clone digitale di se stessi per partecipare alle riunioni, rispondere alle domande, o raccogliere informazioni". In prima linea troviamo coach, guru, modelle, divulgatori e influencer. In Cina, per esempio, le aziende di e-commerce stanno già "assumendo" cloni digitali per produrre contenuti 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Come vengono realizzati i cloni digitali

Ci sono già diverse aziende che stanno investendo nel settore, tra queste Alt.Ai. Utilizza dati conservati in mail, chat Slack, o messaggi. Ha realizzato i cloni di 100 dipendenti in grado di comunicare tra loro , e lavorare anche quando sono di riposo o in vacanza. "Siamo il primo e unico sistema salariale al mondo che paga stipendi aggiuntivi ai dipendenti stessi in base alla produttività dei loro cloni di intelligenza artificiale".

Anche Coachvox AI, sta sviluppando cloni digitali per il life coaching e business coaching. “Man mano che il loro pubblico si abitua alla conoscenza personalizzata, on-demand, 24 ore su 24, è logico che si posizionino per essere quella voce esperta sempre presente, nel loro settore specifico", ha spiegato Jodie Cook, fondatrice di Coachvox AI. “Con il miglioramento della tecnologia, i cloni digitali saranno più accurati e capaci di eseguire compiti complessi e di sostenere conversazioni di altissima qualità. Le norme sociali e i progressi tecnologici equivalgono al comportamento tradizionale”, ha aggiunto Cook.

Quanto costa creare una copia artificiale

C'è la versione gratuita e quelle a pagamento. I prezzi variano in base al livello scelto, le tariffe mensili di Delphi partono da 30 euro e possono arrivare a costare quasi 400. Ladjevardian ha spiegato che gli utenti potranno anche collegare i cloni digitali a Instagram e TikTok, per farlo dovranno pagare una commissione del 10% o del 20% sempre in base al livello scelto. Silicon Intelligence, azienda con sede a Nanchino, può generare un clone AI base per 8.000 yuan, circa 48 dollari.

Per realizzare una copia digitale è necessario fornire un documento e una fotografia, per per evitare i furti di identità non sarà possibile creare cloni senza l'autorizzazione dell'utente. "L’idea è che gli utenti possano liberare il loro tempo, con il loro clone digitale che si assumerà parte del loro carico di lavoro, sia parlando con i dipendenti, sia offrendo consigli ai clienti", ha spiegato CoachvoxAI.

I rischi dei cloni digitali

Al momento i cloni digitali sono simulacri. Come ha spiegato alla Bbc Florian Stahl, economista ed esperto di intelligenza artificiale presso il Centro di scienza dei dati di Mannheim in Germania, "le aspettative riguardo alla qualità devono essere adeguate. Le situazioni aziendali spesso diventano così complesse che non tutte le informazioni rilevanti possono essere fornite da un chatbot o da un clone digitale."

Non solo, secondo Clare Walsh, direttrice della formazione presso l'Institute of Analytics, "l'esperienza umana è quasi infinita e non ci si può fidare delle macchine", possono infatti verificarsi quelle nel gergo vengono chiamate le allucinazioni dell'intelligenza artificiale, avviene quando l'IA genera informazioni che non corrispondono alla realtà o che non sono coerenti con gli input forniti.

Non colo, c'è anche un problema per la sicurezza dei dati. La clonazione digitale utilizza algoritmi di deep learning, per addestrarli e creare copie credibili è necessario fornire grandi quantità di dati personali. Le piattaforme potrebbero essere hackerate, e i truffatori potrebbero accedere a informazioni molto personali.

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