Che differenza c’è tra CIE e SPID e quale identità digitale utilizzare oggi

Nelle ultime settimane, complice la decisione di Poste Italiane di rendere il suo servizio SPID a pagamento, molti cittadini stanno valutando il passaggio alla Carta d'Identità Elettronica (CIE) per accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione. CIE e SPID sono infatti due strumenti che i cittadini italiani possono utilizzare per entrare in modo sicuro nei portali istituzionali e consultare fascicoli sanitari, monitorare pratiche fiscali e usufruire dei servizi scolastici e amministrativi. Vi sono però delle differenze sostanziali. La CIE è un vero e proprio documento di riconoscimento fisico, mentre lo SPID è un sistema di credenziali digitali rilasciate da operatori accreditati.
Un altro elemento centrale riguarda per l'appunto i costi. La CIE è un documento pubblico, rilasciato dal Comune al costo standard di emissione, senza canoni successivi. Lo SPID, dopo anni di gratuità, sta entrando in una fase diversa, con diversi provider che hanno già introdotto un abbonamento annuale, mentre altri potrebbero farlo nei prossimi anni. Anche questo aspetto pesa nelle valutazioni di chi oggi deve decidere se mantenere una sola identità digitale o continuare a utilizzarle entrambe. Vediamo dunque nel dettaglio quali sono le caratteristiche di questi due sistemi di autenticazione digitale.
Principali caratteristiche di CIE e SPID: le differenze tra le identità digitali
CIE e SPID condividono la funzione di "chiave" per l’accesso ai servizi digitali, ma si basano su logiche diverse. La CIE è un documento fisico dotato di microchip contactless, emesso dallo Stato (si può richiedere presso il proprio Comune di residenza) e utilizzabile sia come documento di riconoscimento sia come identità digitale. Lo SPID è invece un insieme di credenziali (username, password e secondo fattore di autenticazione) rilasciate da gestori privati accreditati dall'Agenzia per l'Italia Digitale (AgID).
La CIE ha una validità legata all’età (fino a 10 anni per i maggiorenni) e deve essere periodicamente rinnovata. Per lo SPID, invece, la durata della validità dipende dal provider e, se il servizio è a pagamento, dal tipo di abbonamento sottoscritto. Ecco, l'aspetto economico: mentre la CIE prevede solo i costi di attivazione, da qualche mese la situazione dello SPID è diventata sempre più variegata, con diversi operatori che hanno iniziato ad applicare tariffe ai propri servizi.
Come richiedere la CIE e ottenere lo SPID
Le modalità di richiesta sono uno degli elementi che distinguono maggiormente i due strumenti. La CIE si ottiene presso il Comune di residenza o di dimora, prenotando un appuntamento, presentando una fototessera e pagando il costo di emissione (attualmente 16,79 euro). Il documento viene poi spedito a casa e include i codici necessari per l’uso digitale. Una volta ricevuti questi codici, la CIE deve quindi essere attivata per poter essere utilizzata come passepartout per i servizi della Pubblica Amministrazione (in questo articolo abbiamo spiegato la procedura).
Per lo SPID è invece necessario scegliere un identity provider accreditato da AgID e completare la procedura di riconoscimento, che può avvenire online o di persona. Negli ultimi mesi il quadro è però cambiato e dal primo gennaio 2026 anche Poste Italiane ha reso lo SPID a pagamento, mantenendo la gratuità solo per il primo anno di attivazione. Altri gestori, come Aruba e InfoCert, hanno introdotto canoni annuali intorno ai 6 euro. Restano pochi provider completamente gratuiti, ma la tendenza indica un progressivo ridimensionamento dell’offerta senza costi.
SPID e CIE possono coesistere?
Dal punto di vista normativo e tecnico, non esiste alcuna incompatibilità. SPID e CIE possono essere utilizzati in parallelo. Molti servizi pubblici consentono l’accesso con entrambe le modalità, lasciando al cittadino la scelta dello strumento più comodo in quel momento. La coesistenza è oggi la situazione più diffusa, anche perché la CIE è obbligatoria come documento di identità, mentre lo SPID, più rapido e pratico da attivare, è tuttora lo strumento più utilizzato per sbrigare online le faccende burocratiche.
Quale identità digitale è più sicura
Poiché si parla dei dati sensibili dei cittadini, il tema della sicurezza è ovviamente centrale. Lo SPID prevede tre livelli di sicurezza che vanno dal semplice inserimento di username e password ai codici temporanei, fino all’autenticazione più forte mediante dispositivi fisici, che però, per questioni di praticità, non tutti gli utenti scelgono di attivare.
La CIE, invece, adotta sempre un livello di autenticazione elevato, in linea con gli standard fissati dalla normativa europea (Reg. UE 910/2014). Quando viene rilasciata, prevede infatti la consegna dei codici PIN (Personal Identification Number) e PUK (Personal Unblocking Number) e l'acquisizione di dati biometrici (come le impronte digitali) che vengono associati a un microchip protetto da tecnologia NFC (Near Field Communication), che rende più difficile l’intercettazione dei dati.
Entrambe le opzioni sono pertanto molto affidabili, ma la CIE viene considerata strutturalmente più sicura perché richiede obbligatoriamente un supporto fisico non clonabile (il chip del documento) emesso direttamente dallo Stato, rendendo l'identità meno esposta a furti digitali o attacchi hacker da remoto.
La CIE sostituirà lo SPID? Cosa aspettarsi per i prossimi anni
Negli ultimi anni la strategia governativa ha mostrato una crescente attenzione verso strumenti gestiti direttamente dallo Stato, come la CIE e il futuro IT Wallet. La riduzione dei finanziamenti pubblici ai provider SPID e l'introduzione dei canoni hanno reso il modello economico dello SPID più fragile e pur non essendo prevista una dismissione immediata, il quadro suggerisce un progressivo rafforzamento della CIE come identità digitale principale per l’accesso ai servizi.
In prospettiva, la scelta non riguarda tanto quale strumento possedere – la CIE è ormai universale – quanto quale utilizzare nella quotidianità. Tra maggiore sicurezza, assenza di canoni e integrazione con le piattaforme pubbliche, la Carta d’Identità Elettronica appare destinata a diventare la chiave d’accesso prevalente ai servizi digitali dello Stato. SPID continuerà a svolgere un ruolo, ma in un ecosistema in cui la centralità dell’identità digitale pubblica sarà sempre più evidente.