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Apple cambia le regole degli App Store in Europa: tutto quello che devi sapere

Apple introduce nuove tariffe a due livelli sull’App Store e una commissione del 5% sugli acquisti esterni, nel tentativo di allinearsi alle regole del Digital Markets Act.
A cura di Elisabetta Rosso
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Apple ha annunciato una nuova serie di modifiche al proprio App Store in Europa. L'obiettivo è allinearsi alle normative del Digital Markets Act (DMA), il regolamento europeo pensato per garantire una maggiore concorrenza nel settore digitale. La decisione infatti arriva dopo la multa da 500 milioni di euro inflitta dalla Commissione Europea ad aprile.

Il cambiamento più significativo sull'App Store riguarda la nuova articolazione dello Store Services Fee. L’azienda di Cupertino ha infatti introdotto un sistema a livelli per la commissione dei Servizi Store, ridefinendo così i costi e le funzionalità disponibili per gli sviluppatori che operano sul mercato europeo.

Le modifiche applicate all'App Store 

Con il nuovo modello, gli sviluppatori potranno scegliere tra due livelli di commissione:

Livello 1: prevede una tariffa ridotta del 5% sugli acquisti in-app, ma offre solo funzionalità di base come recensioni, etichette sulla privacy e accesso all’assistenza Apple. Restano escluse però funzioni chiave come gli aggiornamenti automatici e i download in background, strumenti che spesso risultano essenziali per la visibilità e il funzionamento delle app.

Livello 2: comporta una commissione più elevata, pari al 13%, ma garantisce l’accesso completo all’intero ecosistema dell’App Store. Le app saranno assegnate a questo livello in modo predefinito, anche se gli sviluppatori avranno la possibilità di declassarle manualmente al Livello 1.

Una delle voci più critiche nei confronti di Apple, il CEO di Epic Games Tim Sweeney, ha già sollevato dubbi sull’equità del nuovo sistema, affermando che penalizzerebbe chi opta per la formula più economica. Epic è da tempo impegnata in una battaglia legale contro Apple proprio sulle modalità di gestione degli acquisti esterni all’App Store.

Arriva la Core Technology Commission

Le modifiche all'App Store non sono l'unica novità. Verrà infatti introdotta la Core Technology Commission, una nuova tariffa del 5% applicata agli acquisti esterni effettuati tramite app distribuite sull’App Store. Questa commissione si affianca alla già esistente Core Technology Fee (CTF), un tariffa pari a 0,50 € per ogni download annuale oltre il milione di installazioni, destinata agli sviluppatori che adottano i termini commerciali alternativi proposti da Apple.

A partire dal 1° gennaio 2026, Apple ha in programma di unificare questi due sistemi in un unico modello tariffario per l’Unione Europea, sostituendo la CTF con la Core Technology Commission. Questa nuova tassa sarà applicata non solo alle vendite effettuate sull’App Store, ma anche su eventuali marketplace alternativi autorizzati dalla piattaforma iOS.

La reazione di Bruxelles

Apple non è estranea a multe da parte dell'Unione europea. Ad aprile ha dovuto pagare 500 milioni di euro per aver limitato la libertà degli sviluppatori nell’indirizzare gli utenti verso sistemi di pagamento esterni (pratiche note come anti-steering), in violazione del DMA. Apple ha tempo fino al mese prossimo per pagare la multa, altrimenti dovrà versare anche gli interessi.

Nel frattempo, la Commissione Europea ha reso pubbliche le conclusioni preliminari di un’indagine separata in corso, che mette in discussione le tariffe imposte da Apple agli app store alternativi. Secondo Bruxelles, l’azienda non ha fornito prove convincenti a giustificazione delle sue politiche.

Apple ha dichiarato in un comunicato rilasciato a 9to5Mac di voler presentare ricorso contro la sanzione, affermando di non condividere le conclusioni della Commissione.

Verso un futuro più aperto?

La Commissione Europea ora dovrà valutar le nuove misure proposte di Apple, per capire se garantiscono la conformità al DMA o se si renderanno necessarie ulteriori sanzioni. 

Con il DMA, Bruxelles punta a rendere il mercato digitale europeo più equo e competitivo, ma colossi come Apple sembrano intenzionati a difendere strenuamente i propri modelli economici. La partita è tutt’altro che chiusa.

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