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Un segnale radio dal centro della galassia sorprende gli scienziati: cosa orbita vicino al buco nero?

Un enigmatico segnale radio dal centro della Via Lattea sfida gli astronomi: se fosse una pulsar in orbita vicino al buco nero Sagittarius A*, diventerebbe un banco di prova senza precedenti per la relatività di Einstein.
A cura di Valeria Aiello
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Il radiotelescopio Green Bank impiegato nelle osservazioni del centro della Via Lattea, dove è stato rilevato il segnale radio che potrebbe indicare una pulsar vicina al buco nero Sagittarius A*. (Immagine: Columbia University / Breakthrough Listen)
Il radiotelescopio Green Bank impiegato nelle osservazioni del centro della Via Lattea, dove è stato rilevato il segnale radio che potrebbe indicare una pulsar vicina al buco nero Sagittarius A*. (Immagine: Columbia University / Breakthrough Listen)

Gli astronomi hanno rilevato un segnale radio nella regione centrale della Via Lattea, vicino al buco nero supermassiccio Sagittarius A*. È un segnale rapido e sorprendentemente regolare, ma non è ancora confermato quale sia l’oggetto che lo sta producendo.

Secondo un nuovo studio pubblicato su The Astrophysical Journal, la sorgente è compatibile con una candidata pulsar al millisecondo: una stella di neutroni che compirebbe una rotazione completa su se stessa in appena 8,19 millisecondi, emettendo impulsi radio con estrema stabilità.. La ricerca, guidata dalla radioastronoma Karen Perez che ha conseguito il dottorato alla Columbia University, è stata condotta nell’ambito del programma Breakthrough Listen, uno dei più ampi programmi di ricerca scientifica dedicati all’individuazione di segnali di possibili civiltà extraterrestri. Nel lavoro, gli autori descrivono il candidato come particolarmente significativo per la posizione in cui è stato individuato.

Rilevare e misurare con precisione gli impulsi di una pulsar in prossimità del centro galattico, vicino al buco nero Sagittarius A*, consentirebbe di effettuare test senza precedenti della Relatività generale” ha spiegato Slavko Bogdanov, ricercatore del Columbia Astrophysics Laboratory e coautore dello studio.

Al momento non è ancora certo che il segnale provenga davvero da una pulsar — saranno necessarie ulteriori osservazioni per confermarlo. Se così fosse, potrebbe offrire un’opportunità unica per verificare le previsioni della teoria di Albert Einstein in uno degli ambienti gravitazionali più estremi della nostra galassia.

Come è stato rilevato il segnale e perché potrebbe mettere alla prova la relatività di Einstein

Il segnale è emerso dal Breakthrough Listen Galactic Center Survey, una delle indagini sulle pulsar più sensibili condotte finora, mirata alla regione più interna del centro galattico. Le osservazioni sono state effettuate con il radiotelescopio Robert C. Byrd Green Bank, utilizzando i dati raccolti nell’ambito dell’iniziativa Breakthrough Listen. “In totale, abbiamo raccolto 9,5 ore di dati che coprono il diametro più ampio del rigonfiamento del centro galattico e 11 ore sulla regione interna tra maggio 2021 e dicembre 2023” scrivono gli autori nello studio.

Le pulsar al millisecondo sono oggetti estremamente stabili: in assenza di perturbazioni, i loro impulsi arrivano ai radiotelescopi con una regolarità tale da poter essere considerati veri e propri orologi cosmici. Proprio questa precisione le rende strumenti ideali per testare la gravità.

Qualsiasi influenza esterna su una pulsar, come l’attrazione gravitazionale di un oggetto massiccio, introdurrebbe anomalie misurabili nell’arrivo degli impulsi” ha spiegato Bogdanov. “Inoltre, quando gli impulsi viaggiano vicino a un oggetto molto massiccio, possono essere deviati e subire ritardi temporali dovuti alla deformazione dello spazio-tempo, come previsto dalla Relatività generale

La teoria proposta da Einstein descrive la gravità non come una forza tradizionale, ma come la curvatura dello spazio-tempo prodotta dalla massa. Poiché Sagittarius A* possiede una massa pari a circa quattro milioni di volte quella del Sole, rappresenta un laboratorio naturale eccezionale per verificare queste previsioni. Una pulsar in orbita ravvicinata permetterebbe di effettuare misurazioni di precisione dello spazio-tempo attorno a un buco nero supermassiccio.

Non vediamo l’ora di scoprire cosa potranno rivelare le nuove osservazioni su questa candidata pulsar” ha dichiarato Perez. “Se confermata, potrebbe aiutarci a comprendere meglio sia la nostra Galassia sia la Relatività Generale nel suo complesso

Le osservazioni di follow-up sono già in corso, e i dati finora raccolti sono stati resi pubblici per consentire analisi indipendenti da parte della comunità scientifica internazionale.

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