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Un satellite lanciato lo scorso anno è luminoso come le stelle viste a occhio nudo

Si tratta del BlueWalker 3 di AST Space Mobile: lo rileva un nuovo studio di quantificazione della luminosità dei satelliti che orbitano attorno alla Terra.
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A cura di Valeria Aiello
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La scia luminosa lasciata da BlueWalker 3 nel cielo notturno sopra l'Osservatorio nazionale di Kitt Peak. Credit: KPNO/NOIRLab/IAU/SKAO/NSF/AURA/R. Sparks
La scia luminosa lasciata da BlueWalker 3 nel cielo notturno sopra l'Osservatorio nazionale di Kitt Peak. Credit: KPNO/NOIRLab/IAU/SKAO/NSF/AURA/R. Sparks

Il BlueWalker 3 di AST Space Mobile, un nuovo prototipo di satellite per le telecomunicazioni, è diventato uno degli oggetti più luminosi del cielo notturno: lo rileva un nuovo studio di quantificazione della luminosità dei satelliti che orbitano attorno alla Terra, da cui emerge come, in alcuni casi, gli oggetti recentemente schierati risultino più luminosi della maggior parte delle stelle viste a occhi nudo.

Lanciato nel settembre 2022, il BlueWalker 3 è progettato per fornire internet via satellite ai normali telefoni cellulari senza alcuna modifica al loro hardware. Costituto da un’enorme antenna di 64 metri quadrati, la più grande mai dispiegata nell’orbita terrestre bassa, il BlueWalker 3 ha raggiunto un picco di luminosità di magnitudo 0,4. “Anche se si tratta di un record – ha affermato Siegfried Eggl, ingegnere aerospaziale dell’Università dell’Illinois Urbana-Champaign che ha coordinato uno studio – il satellite in sé non è la nostra unica preoccupazione. L’adattatore del veicolo di lancio aveva una magnitudine visiva apparente di 5,5, che è anche più luminosa della magnitudine 7 raccomandata dall’Unione Astronomica Internazionale”.

Per fare un confronto, la luminosità delle stelle che vediamo a occhio nudo ha una magnitudine compresa tra -1 e 6, dove -1 indica una maggiore luminosità. Sirio, la stella più luminosa, ha una magnitudo pari a -1, mentre le stelle più deboli che possiamo osservare hanno una magnitudine di circa 6.

Si potrebbe pensare che, se ci sono stelle luminose, qualche satellite più luminoso non farà la differenza. Ma diverse aziende pianificano di lanciare costellazioni di satelliti – ha aggiunto Eggl – . Ad esempio, Starlink ha già ottenuto il permesso per lanciare migliaia di satelliti che, probabilmente, alla fine diventeranno decine di migliaia. E questa è solo una costellazione”.

L’Europa e la Cina – precisa l’esperto – vogliono le proprie costellazioni, così come  la Russia. Solo quelle degli Stati Uniti, in fase di negoziazione con la Federal Communications Commission (FCC), ammontano a 400.000 satelliti che verranno lanciati nel prossimo futuro. Ma ci sono solo 1.000 stelle che possiamo vedere ad occhio nudo. L’aggiunta di 400.000 satelliti luminosi in movimento potrebbe cambiare completamente il cielo notturno”.

Il problema della luminosità dei satelliti

In qualità di membro del Centro dell’Unione Astronomica Internazionale per la protezione del cielo scuro e silenzioso dalle interferenze delle costellazioni satellitari (IAU), Eggl ha precisato che BlueWalker 3 è così luminoso che la maggior parte dei grandi telescopi, come l’Osservatorio Rubin, potrebbero dover cancellare gran parte delle esposizioni. “Devono già evitare di osservare Marte e Venere per lo stesso motivo: essendo però pianeti, sappiamo esattamente dove si trovano. Non possiamo invece prevedere con precisione dove saranno tutti i satelliti con anni di anticipo”.

Oltre a produrre scie luminose nelle immagini dei telescopi, satelliti estremamente luminosi potrebbero rovinare l’intero campo visivo.

Per ovviare al problema, attualmente sono allo studio diverse soluzioni, in collaborazione con il Laboratorio per i sistemi spaziali avanzati dell’Illinois e con operatori satellitari come SpaceX. “Starlink sta cercando di rendere le superfici dei loro satelliti più scure, in modo da assorbire di più e riflettere meno la luce solare visibile. Ma l'assorbimento genera calore. I satelliti devono quindi emettere luce infrarossa, il che significa che le osservazioni nelle lunghezze d'onda ottiche non hanno un grosso problema, ma le osservazioni a infrarossi potrebbero. E il calore è uno dei maggiori problemi di ingegneria che abbiamo nello spazio. Quindi, dipingere tutto di nero avrebbe comunque delle ripercussioni” ha evidenziato Eggl.

Un’altra idea di SpaceX è quella di rendere i pannelli solari dei satelliti più riflettenti con specchi dielettrici, che consentirebbero di cambiare la direzione della riflessione in modo che non punti direttamente verso la Terra. “Se SpaceX potesse far sì che i pannelli solari puntino in una direzione diversa per evitare bagliori, o usare questi trucchi con gli specchi, potrebbero risolvere molti dei problemi che abbiamo con il flaring ottico dei satelliti Starlink. Con altri operatori non è però così facile e potrebbero essere necessarie altre strategie di mitigazione”.

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