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Un farmaco anti artrite reumatoide blocca la progressione del diabete di tipo 1: possibile svolta

Ricercatori australiani e statunitensi hanno dimostrato che il farmaco baricitinib, un inibitore delle JAK efficace contro l’artrite reumatoide, è in grado di sopprimere la progressione del diabete di tipo 1, preservando le cellule che producono insulina. Possibile svolta terapeutica per i pazienti con recente diagnosi della patologia.
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A cura di Andrea Centini
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Il baricitinib, un farmaco comunemente utilizzato per combattere l'artrite reumatoide e più recentemente anche l'alopecia areata, si è dimostrato efficace nel bloccare la progressione del diabete di tipo 1, una malattia autoimmune (o di origine idiopatica, cioè sconosciuta) che costringe ad assumere insulina per tutta la vita. La scoperta può rappresentare una svolta per il trattamento dei pazienti con questa condizione, la cui qualità della vita è sensibilmente ridotta proprio dalla necessità di monitorare costantemente la glicemia e di seguire una rigida terapia insulinica, che non è scevra da rischi. È doveroso sottolineare che il farmaco è risultato efficace in persone con diagnosi di diabete di tipo 1 da tre mesi al massimo.

A determinare che il baricitinib è in grado di sopprimere la progressione del diabete di tipo 1 è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati australiani del St Vincent’s Institute of Medical Research (SVI) di Melbourne, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi dei Dipartimenti di Medicina e Biologia dell'Università di Melbourne, della School of Public Health and Preventive Medicine della Monash University, della Fondazione per le cellule staminali di New York e di alti istituti. I ricercatori, coordinati dal professor Thomas Kay, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver condotto un approfondito studio di fase 2, in doppio cieco, randomizzato e controllato con placebo, il gold standard della ricerca scientifica. Hanno somministrato il baricitinib a 60 pazienti con diabete di tipo 1 diagnosticato da meno di 100 giorni o un placebo (gruppo di controllo con 31 partecipanti) per 48 settimane, con un dosaggio di 4 milligrammi una volta al giorno. Come indicato, il farmaco è stato in grado di arrestare la progressione della patologia, preservando le cellule che producono insulina.

Il baricitinib è un inibitore delle JAK (Janun chinasi), una classe di farmaci progettata per bloccare la segnalazione delle citochine (proteine proinfiammatorie) e quindi risulta efficace contro diverse patologie autoimmuni. Come spiegato dall'Istituto Humanitas, nel diabete di tipo 1 la produzione di insulina da parte del pancreas si interrompe a causa della distruzione delle cellule beta-pancreatiche, che avviene attraverso un processo autoimmune o idiopatico. I ricercatori hanno testato il baricitinib proprio per verificare se si riuscisse ad arrestare la distruzione di queste cellule nella malattia diagnostica alla fase iniziale, ed è esattamente ciò che hanno scoperto.

“Abbiamo dimostrato che baricitinib è sicuro ed efficace nel rallentare la progressione del diabete di tipo 1 nelle persone a cui è stato recentemente diagnosticato”, ha dichiarato il professor Kay in un comunicato stampa. “Fino ad ora, le persone con diabete di tipo 1 facevano affidamento sull’insulina somministrata tramite iniezione o pompa per infusione. Il nostro studio ha dimostrato che, se iniziato abbastanza presto dopo la diagnosi e mentre i partecipanti continuavano ad assumere il farmaco, la loro produzione di insulina veniva mantenuta. Le persone con diabete di tipo 1 che hanno partecipato allo studio a cui è stato somministrato il farmaco hanno richiesto una quantità significativamente inferiore di insulina per il trattamento”, ha chiosato lo scienziato.

Secondo i ricercatori il baricitinib è in grado di attenuare la risposta immunitaria contro le cellule beta pancreatiche che producono l'insulina, preservandone così la preziosa funzione. Se dimostrati anche negli studi di Fase 3, con migliaia di partecipanti, i risultati di questa ricerca potrebbero sfociare in un trattamento potenzialmente rivoluzionario per i pazienti con diabete di tipo 1. I dettagli della ricerca “Baricitinib and β-Cell Function in Patients with New-Onset Type 1 Diabetes” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica The New England Journal of Medicine.

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