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Tatuaggi, arriva la stretta con la nuova legge sul melanoma: cosa cambia per tatuatori e clienti

Il Senato approva il nuovo disegno di legge per la prevenzione del melanoma. Nuove regole per i tatuaggi con obbligo di consenso informato, campagne di screening gratuite e l’istituzione della Giornata Nazionale per la prevenzione del melanoma. L’obiettivo è favorire sempre più diagnosi precoci e sicurezza della pelle.
A cura di Niccolò De Rosa
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Il Senato ha approvato, con alcune modifiche, il disegno di legge dedicato alla prevenzione del melanoma, introducendo nuove misure di sensibilizzazione, campagne di screening mirate e, soprattutto, l'obbligo di firmare un consenso informato per chi decide di farsi un tatuaggio. Il testo, già votato una prima volta dalla Camera, dovrà ora tornare a Montecitorio per l'approvazione definitiva.

Cosa cambia per chi dovrà fare tatuaggi: la firma del consenso scritto

La principale novità introdotta dal Senato riguarda l’obbligo di consenso informato per i tatuaggi. I tatuatori saranno tenuti a fornire ai clienti un'informativa scritta sui rischi per la salute legati sia all’esecuzione sia alla rimozione dei tatuaggi, oltre alle precauzioni da adottare dopo il trattamento. Il cliente dovrà visionare e firmare il documento che poi verrà conservato dall'esercente per eventuali controlli. I dettagli operativi della norma saranno definiti da un decreto del Ministero della Salute entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge.

Il ddl prevede inoltre la possibilità, per Regioni e aziende sanitarie, di promuovere campagne di screening gratuite rivolte a categorie considerate a maggior rischio: persone con familiarità per il melanoma, fototipo chiaro, età superiore ai 50 anni, lavori foto-esposti (tutte quelle professioni che comportano un'esposizione prolungata alla luce del sole) o residenza in aree con elevata esposizione ai raggi UV. Le attività potranno svolgersi anche attraverso strumenti di telemedicina e teleconsulto, ampliando così l'accesso alle misure di prevenzione.

Perché i tatuaggi sono pericolosi per il melanoma?

I tatuaggi, di per sé, non aumentano il rischio di melanoma (anche se alcuni studi hanno tracciato delle correlazioni) ma possono rendere più complessa la diagnosi. I pigmenti, scuri o colorati, ricorda l'Istituto Superiore di Sanità, possono infatti nascondere i nei sospetti o creare dei falsi positivi che impediscono la corretta osservazione della cute. Un aspetto tutt'altro che marginale dal punto di vista medico, perché individuare e trattare un melanoma in fase precoce riduce in modo significativo i rischi per il paziente rispetto a una diagnosi tardiva.

Ecco perché, spiegano i dermatologi, i nei non dovrebbero mai essere tatuati e andrebbe sempre mantenuta una distanza di sicurezza di almeno un centimetro. Mantenendo la pelle libera da "aggiunte" artificiali, diventa molto più semplice monitorare quei nei che presentano quelle caratteristiche riconducibili allo sviluppo di una massa tumorale maligna. La comunità scientifica ha da qualche anno sintetizzato questi campanelli d'allarme nella cosiddetta "regola dell'ABCDE":

  • Asimmetria
  • Bordi irregolari
  • Colore disomogeneo
  • Dimensioni superiori ai 6 millimetri
  • Evoluzione (intesa come insieme dei cambiamenti di forma, colore e dimensione)

Una giornata nazionale e nuove campagne di prevenzione

Il provvedimento istituisce ufficialmente la Giornata nazionale per la prevenzione del melanoma, fissata ogni primo sabato di maggio a meno che la ricorrenza non coincida con la Festa dei Lavoratori del Primo maggio. In tal caso, la Giornata  slitterà alla settimana successiva. L'obiettivo è promuovere iniziative diffuse su tutto il territorio nazionale con eventi di sensibilizzazione e attività di screening rivolte soprattutto alle persone più esposte ai fattori di rischio.

Al Ministero della Salute spetterà invece il compito di coordinare campagne di informazione scientifica sulla prevenzione primaria e secondaria del melanoma, coinvolgendo associazioni, divulgatori ed enti del Terzo settore. In parallelo, il Ministero dell'Istruzione, in collaborazione con quello della Salute, dovrà favorire nelle scuole di ogni ordine e grado la diffusione di buone pratiche di prevenzione, come l'autoesame della pelle, considerato uno strumento fondamentale per la diagnosi precoce.

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